Il 2023 sarà l’anno della recessione economica globale: è questo lo scenario su cui tutte le previsioni economiche convergono. I segnali ci sono già tutti. Prima che sia troppo tardi, come gestire questa situazione? Quali sono le modifiche da apportare ai propri portafogli di investimento per non farsi trovare impreparati?

Quando si ragiona su cosa investire in caso di recessione, il pensiero va subito alle asset-class più sicure in assoluto: oro e argento ovvero metalli preziosi. Il gold e il silver da sempre sono considerati beni in cui rifugiarsi nelle fasi di incertezza economica. Teoricamente l’oro e l’argento sono tra le migliori difese del capitale in caso di perdita di potere d’acquisto (quindi inflazione) ma sono anche asset-class in grado di garantire una buona gestione del rischio in una fase di recessione.

Il 2022 è stato l’anno dell’inflazione (da cui è derivato il rialzo dei tassi da parte delle banche centrali). Il 2023 è ad alto rischio recessione e quindi vien da sè che oggi non sia possibile pensare di strutturare un portafoglio di investimento senza la presenza di oro e argento.

Fin qui tutti d’accordo ma attenzione a non considerare i due metalli preziosi dei perfetti sinonimi interscambiabili. Una degli errori più gravi che si può fare nell’asset-allocation durante una recessione, è quello di inserire oro e argento in modo casuale, per la serie tanto l’uno vale e l’altro basta proteggersi dalla turbolenza. La verità è diametralmente opposta.

E allora è meglio investire in oro o argento in caso di recessione? Scopriamolo insieme nel prossimo paragrafo.

Investire in oro o argento nel 2023? Ci sono almeno 3 differenze

Per molti investitori i metalli preziosi sono l’asset-class a cui fare riferimento nelle fasi avverse del mercato. In tanti hanno un approccio quasi messianico ai metalli preziosi pensando che essi possano essere la salvezza del loro capitale. Sicuramente l’argento e soprattutto l’oro sono dei beni rifugio ma sempre nell’ambito di una diversificazione del proprio portafoglio.

Quindi visto che stiamo parlando del tema investimenti e recessione e del ruolo dei metalli preziosi, è il caso di evitare frettolose conclusioni per la serie se c’è la recessione allora basta investire solo in oro e argento ed è tutto apposto. Entrambi i metalli sono si un porto sicuro ma solo se vengono dosati in modo corretto. In altre parole è necessario calibrare il peso della propria esposizione su questi due asset.

Ci sono almeno tre differenze che possono avere un’enorme impatto nella determinazione del peso di oro e argento nel portafoglio. Un report di Morgan Stanley ha messo a fuoco questo punto.

  • L’oro è meno legato all’industria a differenza dell’argento: quest’ultimo ha oramai un utilizzo vastissimo sia nella tecnologia (pensiamo ad esempio alla produzione degli smartphone) che in ambito energetico (e quindi il pensiero va alla produzione delle celle, dei pannelli solari e anche dei sistemi elettrici per l’automotive). Di contro l’impego dell’oro nell’industria (eccezion fatta per quella dei metalli preziosi) è molto più margine. Cosa si deduce da questa differenza? Semplicemente che l’oro è molto meno sensibile rispetto all’argento ai cambiamenti economici. Attualizziamo alla situazione in corso: 2023 anno ad alto rischio recessione, è quindi possibili difficoltà per molte industrie comprese quelle dove vi è un largo utilizzo dell’argento. Certamente vale anche il discorso opposto per il quale nel momento in cui l’industria dovesse ripartire allora anche la domanda di argento salirebbe e quindi le quotazioni del silver registrerebbero un apprezzamento. La morale del confronto attualizzata al momento attuale è però incontrovertibile: in caso di recessione è meglio investire in oro che in argento poichè quest’ultimo è più legato all’industria.
  • L’argento consente una diversificazione del portafoglio non paragonabile a quella dell’oro: Come messo in evidenza al punto precedente, l’argento risente di più del rischio recessione. Di contro l’oro, bene rifugio per eccellenza, svolge meglio la sua funzione di contrasto alla recessione. Non solo l’oro può vantare anche l’assenza di correlazioni con le azioni e le obbligazioni e questo può essere un grande vantaggio nel 2023.
  • Il prezzo dell’argento è più volatile rispetto a quello dell’oro: anche le dinamiche dei prezzi di oro e argento presentano delle differenze. Da sempre la quotazione dell’argento è più conveniente rispetto a quella dell’oro, tuttavia l’argento tende ad essere più volatile. Maggiori probabilità di oscillazioni dei prezzi ci sono, maggiori sono le possibilità di investire…anche per i piccoli trader. Questi ultimi, piuttosto che possedere metalli preziosi fisici, possono speculare attraverso strumenti derivati come i CFD che consentono di fare trading sulle differenze di prezzo tra vendita e acquisto. Un broker affidabile che consente di fare trading con i CFD su argento e oro è eToro. Con questa piattaforma bastano solo 50 euro di deposito minimo per iniziare ad investire.

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Come investire in oro e argento nel 2023

Ci sono tante opzioni a disposizione di chi intende investire in oro e argento nel 2023. Fino ad alcuni anni fa, la strada era quasi obbligata: vuoi investire in oro e argento? E allora comprati monete e lingotti.

L’acquisto di asset fisici è sempre possibile ma, oggi come ieri, pone il problema della custodia. Se hai deciso di comprare lingotto di metalli preziosi come minimo dei avere una cassaforte e se poi dovessi decidere di optare per soluzioni esterne (ad esempio una cassetta di sicurezza dovresti accollarti anche questa spesa).

Alla luce di questo limite, è preferibile investire in quelli che tecnicamente si chiamano metalli preziosi finanziari ossia, nel nostro caso, oro e argento finanziario.

Il grande vantaggio dei metalli preziosi finanziari è che essi consentono di coprire il rischio recessione che nel 2023 sarà protagonista.

Ora per investire sull’oro e sull’argento finanziario ci sono 4 strade a disposizione. Non sono tutte uguali ma, procedendo in ordine di classifica, tendono ad allontanarsi sempre più dall’asset core e a focalizzarsi sulle società minerarie attive nell’attività di estrazione e lavorazione dei due metalli.

  1. Trading CFD su oro e argento: investimento diretto su un contratto derivato che riflette il prezzo del sottostante (gold/silver). Grande vantaggio è la possibilità di speculare sia al rialzo che al ribasso (quindi puoi trarre profitto anche da eventuali deprezzamenti). Inoltre la leva finanziaria consente di amplificare la portata del trade. Uno dei migliori broker per fare trading con i CFD sui metalli preziosi è eToro. Piattaforma di grande successo a livello mondiale, eToro permette anche di copiare le strategie dei trader più esperti sui metalli preziosi. Il deposito minimo richiesto per investire è di 50$. Se vuoi fare pratica senza rischi puoi anche usare la demo gratuita da 100.000 euro virtuali (qui il sito ufficiale).
  2. Comprare ETF su oro e argento: nella scola sui modi per investire in metalli preziosi nel 2023, il secondo posto è occupato dagli ETF. Si tratta di fondi a gestione passiva che replicano il prezzo della materia prima. Ci sono molte tipologie di ETF oro e ETF argento tra cui scegliere. Meno liquidi dei contratti CFD, non sono dotati di leva finanziaria e ciò non ti permette di amplificare la portata dell’investimento. Un vantaggio degli ETF oro e argento è che essi presentano costi di gestione vantaggiosi. Come tutti gli ETF si possono comprare in banca o con un broker. In questo secondo caso è meglio privilegiare le piattaforme che consentono di acquistare ETF reali magari garantendo condizioni vantaggiose come Freedom24 che offre la possibilità di investire in ETF senza commissioni per 30 giorni (apri un conto gratis sul sito ufficiale). Non è inoltre previsto alcun investimento minimo di accesso.
  3. Comprare fondi comuni materie prime: la terza strada per investire in oro e argento nel 2023 conduce ai fondi che investono sulle società specializzate nell’estrazione dei metalli preziosi ma anche nelle società che si occupano di lavorare pietre preziose. Nei fondi comuni la gestione è attiva quindi a discrezione del gestore. Il risparmiatore, attraverso l’acquisto del fondo, affida una certa liquidità ad una società di gestione del risparmio che la amministra con l’intento di farla fruttare nel tempo. Non c’è alcuna replica di un indice come nel caso degli ETF e quindi è necessario avere una certa fiducia nelle capacità del gestore di assembleare un prodotto performante. Grande svantaggio rispetto agli ETF è che l’investimento minimo di accesso può variare da poche centinaia di euro anche a migliaia. Per abbassare il costo complessivo dei fondi comuni si può optare per piattaforme come Fundstore che non prevedono costi di sottoscrizione, switch o rimborso (vai sul sito ufficiale Fundstore).

Queste sono le 3 cose da sapere prime di investire in oro e argento nel 2023.