lunedì, Ottobre 3, 2022
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Social Lending

Negli ultimi anni si fa un gran parlare di social lending. Ma cosa è esattamente il social lending, noto anche come Peer-to-Peer Lending (o, nella forma abbreviata, P2P Lending)?

Tradotto letteralmente, social lending significa “prestito sociale“: si tratta di una pratica che riguarda il mercato dei prestiti, ma che, a differenza della metodica tradizionale, esclude banche e finanziarie, fornendo maggiori vantaggi per chi chiede un prestito, oltre a dare una possibilità di investimento in più ai diretti interessati.

In poche parole, con il social lending i tempi di valutazione e di erogazione del prestito sono più brevi di quelli proposti dalle banche. Inoltre, il prestatore, che può essere una persona privata o (raramente) giuridica, investe su quel prestito, che può fornire a una persona privata o giuridica che ha bisogno di denaro per realizzare un progetto o un affare personale. Da quel prestito, l’investitore guadagna un tasso di interesse che per chi richiede il denaro è molto più basso rispetto a quello che applicano le banche.

Questo può dare vita a una strategia win-to-win, senza però dimenticare che si tratta pur sempre di una forma di investimento, con il rischio di perdita del capitale investito.

A fare da intermediari tra chi richiede il prestito e chi lo dà vi sono delle apposite piattaforme, che effettuano i consueti studi e valutazioni sul profilo dei richiedenti e che sbrigano anche pratiche burocratiche o di riscossione.

Per agire in modo regolare sul mercato, ovviamente, le piattaforme devono essere munite di apposita licenza e devono garantire la massima trasparenza informativa nei confronti dei suoi utenti.

Qui sotto trovi diversi articoli e approfondimenti che parlano di social lending, nonché recensioni delle piattaforme a cui è possibile fare riferimento per esplorare questo segmento del mercato dei prestiti.