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martedì, Giugno 22, 2021
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Titoli di Stato

Sezione del sito dedicata ai titoli di stato, presenta guide su come comprare titoli sovrani e news in continuo aggiornamento su nuovi collocamenti e nuove emissioni.

La sezione dei titoli di stato fa riferimento ad obbligazioni visto e considerato che i titoli di stato altro non sono che bond che il Ministero delle Economia e delle Finanze (MEF) emette per conto dello stato.

Titoli di stato come funzionano





I titoli di stato, a prescindere da quale sia il Paese emittente vengono emessi, periodicamente, per finanziare lo stato in momenti di necessità. Ad esempio per coprire il debito pubblico o il deficit. Questo permette allo stato di garantire i servizi come la sanità, l’istruzione e l’ordine pubblico.
Sostanzialmente i titoli di stato rappresentano una sorta di prestito che i cittadini elargiscono in cambio della cifra pagata più gli interessi maturati durante la durata del prestito. Il pagamento può avvenire attraverso cedole fisse o variabili a seconda del tipo di emissione.

Tipologie di titoli di stato italiani

Ci sono vati tipi di titoli di stato ciascuno dei quali presenta modalità di pagamento, scadenza e rendimento diversi:

  • Btp Italia: durano quattro, sei o otto anni. Questa tipologia prevede che le cedole varino in base all’inflazione italiana
  • Buoni Ordinari del Tesoro (BOT): sono a breve termine, durano 3,6 o 12 mesi. Il loro rendimento è dato dallo scarto di emissione. Quest’ultimo è la differenza tra il valore del titolo e il prezzo con il quale viene emesso
  • Buoni del Tesoro Poliennali (BTP): titoli che hanno durata di 3, 5, 10, 15 e 30 anni, e che possiedono cedole fisse semestrali;
  • Certificati di Credito del Tesoro (CCT): questa tipologia ha durata di 7 anni e cedole che sono variabili e semestrali. Sono legate al tasso Euribor a 6 mesi più maggiorazione;
  • Certificati del Tesoro Zero Coupon (CTZ): sono titoli di stato che durano 2 anni e sono senza cedole;
  • Buoni del Tesoro Poliennali Indicizzati all’inflazione europea (BTP€i): sono titoli di durata 5 o 10 anni. Il capitale rimborsato a scadenza e le cedole semestrali sono rivalutati in base all’andamento dell’inflazione europea. L’inflazione è misurata sull’indice dei prezzi a consumo (IAPC).

Possedere una tipologia di titoli di stato non preclude averne anche altre. I bond sovrani vengono anzi spesso usati nel loro insieme per diversificare i risparmi.



Oltre a questi tipi di titoli di stato, ve ne sono altre che però sono finite in disuso. Essi appartengono alla storia dei bond sovrani.

Come comprare titoli di stato

I modi per comprare titoli di stato sono molteplici. Fino a venti anni fa acquistare titoli di stato significava prendere possesso fisico di bond cartacei. Al giorno d’oggi i titoli non sono più fisici. Dopo l’acquisto, che può avvenire attraverso un intermediario come la banca, il possessore ha come prova una ricevuta bancaria e l’estratto conto dei titoli registrati sul deposito titoli. Questo permette un accredito diretto delle cedole.

Se vuoi comprare titoli di stato hai due opzioni a tua disposizione:

  • comprare titoli di stato attraverso le sottoscrizioni in asta: occorre prenotare i titoli per un importo minimo di 1000 euro. La prenotazione va fatta con un giorno di anticipo rispetto all’asta
  • comprare titoli di stati sul mercato secondario: questo metodo riguarda i titoli già in circolazione. Permette a chi li possiede di venderli prima della scadenza. Quando vengono acquistati bisogna pagare una commissione all’intermediario.

Rendimento titoli di stato

Le componenti principali con le quali guadagnare da un titolo di stato sono gli interessi e il guadagno in conto capitale. Gli interessi generati possono essere pagati attraverso lo scarto di emissione o sotto forma di cedole. Il guadagno in conto capitale è la differenza, come i Buoni Ordinari del Tesoro, tra il valore del titolo e il prezzo con il quale viene emesso.

Gli elementi per valutare se un titolo di stato potrà portare del rendimento sono:

  • la differenza tra il prezzo di acquisto e quello di rimborso;
  • le cedole, quando sono a tasso fisso.

Mentre bisogna stare attenti a:

  • le cedole, se a tasso variabile
  • l’andamento del tasso di cambio se il titolo è straniero
  • la differenza tra prezzo d’acquisto o di vendita, poiché esso può portare delle perdite.

Quindi il rendimento dei titoli di stato dipende dalla durata dell’operazione, dal capitale investito e dal reddito generato.

Titoli di stato rischi

Come tutti gli investimenti anche quello in titoli di stato presenta dei rischi. Ovviamente il rischio non è neppure lontanamente pari a quello che si corre scegliendo di investire in obbligazioni bancarie o peggio ancora in obbligazione societarie. Ovviamente rischio inferiore significa anche più bassa possibilità di guadagno.

Premesso questo, i rischi dei titoli di stato sono principalmente di 4 tipi:

  • rischio di liquidità: cioè il non riuscire a vendere il titolo nel momento del bisogno, seppur questo succeda raramente è meglio informarsi;
  • rischio di cambio: succede quando acquistiamo un titolo di un altro paese e questo è in una valuta diversa dalla nostra;
  • rischio di inflazione: le cedole di alcuni titoli di stato vengono calcolate in base all’inflazione;
  • rischio di credito: avviene quando l’emittente non paga quanto dovuto, in seguito magari a fallimento. Successe in Grecia, Islanda o Argentina, dove il debito pubblico portava alla richiesta di rendimenti sempre più alti, portando lo stato alla rovina.

Investire in titoli di stato conviene?

Quando dei decidere dove mettere i risparmi, considerare l’opzione titoli di stato è una scelta obbligata.

Stabilire se conviene investire in titoli di stato spetta al solo risparmiatore. In generale investire nei bond sovrani ha senso solo nel lungo termine. Rispetto alle azioni, i titoli di stato sono più sicuri e fanno guadagnare meno. L’unico modo per cui i titoli di stato perdano valore è il fallimento dello stato, ipotesi poco probabile.
L’importante è informarsi sempre sui rischi e porsi degli obbiettivi: i titoli di stato infatti rendono meno ma sono più sicuri.