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venerdì, Maggio 14, 2021

ETF

Le modalità per investire i risparmi oggi sono molte, e tutte caratterizzate da aspetti che possono comportare vantaggi e svantaggi. Molto dipende quindi da quelle che sono le rispettive esigenze e anche dalla somma che si vuole investire.

Tra le possibili alternative ci sono gli Exchange Traded Funds, che vengono spesso individuati con l’acronimo ETF. Ma cosa sono esattamente, e come funzionano? In questa categoria ci soffermeremo proprio sulle ultime notizie che riguardano questi particolari fondi d’investimento (o Sicav) a gestione passiva.

ETF, cosa sono e quali vantaggi comportano per l’investitore

Prima di leggere tutte le ultime novità sugli ETF, serve comprendere la loro struttura. Gli Exchange Traded Funds sono quindi dei fondi che adottano strategie passive, ovvero hanno come unico obiettivo d’investimento quello di replicare l’indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva. Tuttavia, l’ETF viene negoziato in Borsa esattamente come un’azione, e questo fa sì che gli investitori possano sfruttarlo tenendo conto di entrambe le caratteristiche (sia fondo che azione).


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In merito ai fondi, gli investitori potranno quindi contare sulla diversificazione del rischio, e quindi su una sua evidente riduzione; per quanto riguarda invece le azioni, il punto forte è senza dubbio la flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale. Gli ETF sono largamente gettonati proprio perchè “possessori” delle rispettive peculiarità.

Alla domanda come diversificare i propri risparmi in tanti rispondono citando appunto gli ETF.

La differenza con i fondi attivi risiede nel fatto che quando un investitore procede all’acquisto dell’ETF sa già in quali prodotti verrà inserito il proprio denaro e non ha bisogno quindi di acquistare titoli per generare rendimento. Pertanto, l’investimento frutterà solo in base all’andamento dell’indice scelto, con scarsa incidenza delle capacità del gestore. Una delle maggiori caratteristiche dell’ETF è proprio quella di consentire di inserirsi nel mercato con una sola operazione di acquisto: se si procede all’acquisto di un ETF si può investire su un intero indice di mercato in tempo reale, come può essere ad esempio FTSE MIB o il Nasdaq100, ad un prezzo in linea con il valore del fondo che si ha in quel preciso istante

La possibilità di prendere posizione su un intero indice di mercato effettuando l’investimento su un ETF ha una caratteristica molto importante, a cui facevamo accenno poco prima: si tratta ovviamente della diversificazione del rischio, e di fatto della sua diminuzione, dettata dalla possibilità di fare riferimento ad un paniere ampio di titoli. Inoltre, con gli ETF i costi si riducono, e non di poco: basti pensare che l’investitore dovrà provvedere solo al pagamento di una commissione totale annua, oltretutto ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione. A carico dell’investitore non ci sarà quindi nessuna commissione relativa all’Entrata, all’Uscita o tantomeno alla Performance.

Per farla breve, il costo di gestione di un ETF non supera quasi mai lo 0,5%, mentre quello di un fondo attivo può arrivare anche al 2%.

ETF, il patrimonio separato abbatte il rischio emittente

Infine, c’è un altro aspetto che rende gli Exchange Traded Funds così ricercati dagli investitori, ed è quello che riguarda l’abbattimento del rischio emittente. Come accennato in precedenza, gli ETF sono Fondi Comuni di Investimento oppure Sicav (OICR): questi ultimi possono contare su un patrimonio separato rispetto alle società che ne gestiscono le varie attività, come ad esempio l’amministrazione e il marketing. Cosa significa? E’ molto semplice: anche nel caso in cui la società di riferimento dovesse incorrere in fallimento, gli Exchange Traded Funds non correranno mai il rischio di insolvenza.

Investire negli ETF comporta quindi una serie di vantaggi che possono davvero giocare un ruolo determinante per l’investitore, compreso il piccolo risparmiatore. Sì, perchè una delle caratteristiche degli Exchange Traded Funds è proprio la versatilità, che consente anche ai piccoli risparmiatori di avere l’accesso ai titoli più importanti del mercato senza dover necessariamente acquistare tutti i titoli presenti nel paniere. Inoltre, l’acquisto degli ETF facilita la messa in campo di strategie multi-asset che si basano sui trend macroeconomici per sfruttare le tendenze di crescita dei mercati nel medio periodo.

ETF, dove si comprano?

Dato che gli Exchange Traded Fund vengono acquistati e venduti come i normali titoli azionari, si possono ovviamente comprare negli stessi posti, ovvero tramite un broker online (possibilmente uno economico, ndr) oppure una piattaforma sui fondi.


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Altre possibili alternative per l’acquisto degli ETF sono l’agente di borsa, che resta sempre una delle modalità più praticate, oppure un servizio di gestione del risparmio. Per finalizzare l’acquisto di un ETF c’è bisogno di un conto pre-finanziato presso un broker online o una piattaforma sui fondi, oltre alla conoscenza del nome dell’ETF e del numero di unità da acquistare.

I costi variano ovviamente a seconda del broker o della piattaforma a cui ci si è rivolti: in Italia il limite massimo della commissione per negoziazione non supera le 20 euro (con un minimo di 2 euro). I costi sono legati al tipo di ETF.


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