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Il dibattito sulla riforma pensioni 2024, atteso con fervore da molti italiani, ha subito una brusca frenata con le parole del Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Parlando davanti all’audience del Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, lo scorso 21 agosto 2023, le sue parole hanno raffreddato le aspettative di chi sperava in cambiamenti significativi a breve termine. E adesso, dopo la pausa estiva, qualcosa è cambiato? No, ovviamente. Ma c’è una prospettiva molto importante alla quale perdere.

Riforma pensioni 2024: i punti cardine prima della pausa estiva

Prima dell’interruzione estiva, era stata delineata una mappa chiara degli obiettivi da raggiungere in merito alla riforma pensionistica:

  • Quota 41: la maggioranza politica aveva espresso la volontà di implementare il sistema “Quota 41”, mettendo da parte la Riforma Fornero introdotta nel 2011. Questa ultima, voluta fortemente dall’Europa, mirava a contenere la spesa previdenziale.
  • Richieste sindacali: i sindacati, tuttavia, chiedevano attenzioni specifiche. Tra queste, la protezione delle donne, dei giovani, e dei lavoratori con professioni particolarmente gravose. Inoltre, l’accento era posto sulle pensioni minime, al fine di garantire un livello di sostentamento adeguato.

Problemi di bilancio e contesto economico

Un ostacolo non indifferente era rappresentato dalla questione delle risorse economiche. La situazione è diventata più complessa con l’inasprirsi dell’inflazione, gli effetti della guerra in Ucraina e un rallentamento generale dell’economia globale. Nonostante questi fattori, l’Italia ha dimostrato una certa resilienza nei mesi precedenti. Tuttavia, secondo alcune fonti giornalistiche, il budget disponibile per la riforma era di 1,5 miliardi – una cifra che avrebbe permesso solo interventi limitati, e non una revisione complessiva del sistema.

L’incremento della spesa pensionistica

Il NADEF 2022 ha lanciato un campanello d’allarme: la spesa pensionistica è destinata a crescere del 7,9% nel 2023. Un aumento sostanziale, causato dalla revisione ISTAT degli assegni pensionistici. Questo incremento era già stato parzialmente previsto nell’ottobre 2022, soprattutto per le fasce di reddito più basse.

Riforma pensioni 2024: l’opinione di Giorgetti sulla futura spesa pensionistica

Il Ministro dell’Economia ha espresso chiaramente la sua posizione, sottolineando le difficoltà di aumentare la spesa pensionistica in un contesto di denatalità. Ha inoltre evidenziato la necessità di indirizzare le risorse verso i redditi medio-bassi e gli investimenti piuttosto che la spesa corrente. Giorgetti ha anche sollevato la questione di una possibile revisione del Patto di Stabilità a livello europeo.

Riforma pensioni 2024: il problema degli under 35

In un clima di incertezza e con un rapporto tra lavoratori attivi e pensionati in costante calo, Giorgetti ha sottolineato la necessità di agire. Intervenuto al Forum Ambrosetti a Cernobbio, Giorgetti ha suggerito di potenziare il sistema di previdenza complementare, in particolare per i giovani sotto i 35 anni, enfatizzando che “si deve cambiare”. Entrando più nel dettaglio, “è necessario incentivare meglio e di più lo sviluppo di un sistema di previdenza complementare per i giovani under 35”, ha affermato.