Il mercato dei mutui bancari in Italia ha subito cambiamenti significativi nel 2023. Mentre le grandi banche hanno ridotto drasticamente l’erogazione dei mutui, alcune banche di medie e piccole dimensioni hanno registrato una crescita. Andiamo a scoprire quali sono le ragioni dietro queste tendenze contrastanti e a fornire una panoramica delle banche che hanno modificato le loro politiche di finanziamento: aprire un mutuo è sempre più difficile? Dipende.

aprire un mutuo sempre più difficile
Sempre più difficile aprire un mutuo, ma solo presso le grandi banche (www.risparmioggi.it)

Aprire un mutuo: le grandi banche che hanno ridotto le erogazioni

UniCredit ha ridotto le erogazioni di mutui del 60% nel 2023, passando da 4 miliardi di euro a 1,6 miliardi. Questo drastico calo riflette una strategia di contenimento del rischio e un adattamento alle condizioni economiche difficili, influenzate dall’inflazione e dalle politiche monetarie restrittive della BCE.

Intesa Sanpaolo ha visto una contrazione del 47% nelle erogazioni di mutui, scendendo da 15,1 miliardi di euro nel 2022 a 8,7 miliardi nel 2023. Questo ha comportato una riduzione della quota di mercato della banca dal 27% al 21%. La decisione di ridurre i finanziamenti è stata probabilmente motivata da una valutazione dei rischi associati all’aumento dei tassi di interesse e all’incertezza economica.

Mediobanca Premier ha ridotto le sue erogazioni del 52% nel 2023. Questo taglio significativo nei finanziamenti è indicativo di una più ampia tendenza tra le grandi banche a rivedere le proprie strategie di prestito in risposta a un contesto economico più volatile.

Banco BPM e Banca Mediolanum hanno entrambe ridotto le erogazioni di mutui del 34%, mentre BNL ha registrato una diminuzione del 33%. Queste riduzioni sono state parte di una strategia di gestione del rischio in un periodo di incertezza economica, con l’aumento dei tassi di interesse che ha reso più costoso il finanziamento per le famiglie e le imprese.

Monte dei Paschi di Siena ha registrato una riduzione del 12% nei mutui erogati, mentre BPER ha visto un calo del 7%. Sebbene queste riduzioni siano meno drastiche rispetto ad altre grandi banche, riflettono comunque una tendenza generale di prudenza nel settore.

Aprire un mutuo in banche di medie e piccole dimensioni è più facile?

Contrariamente alla tendenza delle grandi banche, Crédit Agricole ha aumentato le erogazioni di mutui del 10%, passando da 3,6 miliardi di euro nel 2022 a 4 miliardi nel 2023. Questa crescita è attribuibile a una strategia aggressiva di acquisizione di nuovi clienti e a condizioni di finanziamento competitive.

Credem ha registrato un incremento del 20% nelle erogazioni di mutui, da 1,5 miliardi di euro a 1,8 miliardi. La banca ha beneficiato della riduzione delle erogazioni da parte delle grandi banche, conquistando così una maggiore quota di mercato.

ING ha segnato la crescita più significativa, con un aumento del 59% nelle erogazioni di mutui, passando da 1,4 miliardi di euro nel 2022 a 2,2 miliardi nel 2023. Questa espansione è stata sostenuta da offerte di mutui a tasso fisso particolarmente competitive e dalla fiducia crescente dei consumatori nei confronti dell’istituto.

Perché le erogazioni di mutui sono diminuite

L’inflazione elevata ha avuto un impatto significativo sul mercato dei mutui, costringendo la BCE ad aumentare i tassi di interesse. Questo ha reso i mutui più costosi, riducendo la domanda e spingendo le banche a limitare le nuove erogazioni per mitigare i rischi.

Il 2023 ha visto un rapido aumento dei tassi di interesse, con una conseguente contrazione delle erogazioni di mutui per privati e famiglie del 25%. Tuttavia, l’inizio del 2024 ha mostrato segnali di ripresa, grazie a nuove offerte di mutui a tasso fisso che hanno beneficiato di una sensibile contrazione degli indici IRS.

Prospettive per il 2024

Nonostante la riduzione delle erogazioni nel 2023, i primi segnali del 2024 indicano una ripresa della domanda di mutui. Questo è dovuto alle nuove offerte di mutui a tasso fisso che presentano tassi competitivi tra il 2% e il 3%. Stefano Rossini, CEO di MutuiSupermarket.it, prevede che questa tendenza continuerà nei prossimi trimestri, sostenuta dai potenziali tagli ai tassi della BCE attesi per l’estate.

La ripresa della domanda di mutui potrebbe avere un impatto positivo sul mercato immobiliare, stimolando gli investimenti e contribuendo alla crescita economica. Un aumento delle opportunità di finanziamento potrebbe rilanciare l’attività nel settore immobiliare, con benefici per l’occupazione e il benessere finanziario delle famiglie.