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L’inflazione ha segnato profondamente l’economia europea negli ultimi anni, incidendo notevolmente sul potere d’acquisto delle famiglie e sulle dinamiche di mercato. Come riportato dall’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, ci sono stati alcuni beni che hanno subito più aumenti di costo di altri, ma il finale per il consumatore è stato sempre lo stesso e ha influito pesantemente sulle sue tasche e sui budget familiari. Andiamo a vedere la classifica dei rincari 2022-2023 causati dall’inflazione in Italia.

Inflazione: classifica rincari 2022-2023 Italia

Tra il 2021 e il 2023, le famiglie hanno affrontato un aumento dei costi di vita significativo, con un rincaro medio annuale che ha portato la spesa da 21.873 euro a 25.913 euro, equivalenti a un incremento mensile di circa 337 euro.

Questo aumento del 14,2% ha pesato non solo sulle famiglie, ma anche sulle piccole imprese, molte delle quali hanno dovuto chiudere.

I dati evidenziano un’escalation dei prezzi in vari settori, con 217 prodotti analizzati e 50 che hanno mostrato i maggiori aumenti.

Al primo posto ci sono i voli internazionali, con un incremento del 106,1%, seguiti da significativi rincari in beni essenziali come l’energia elettrica (+93,1%), i voli nazionali (+65,4%), il gas naturale (+62,5%), lo zucchero (+61,7%), e il riso (+48,2%).

Altri prodotti, come olio d’oliva, latte a lunga conservazione, e burro, hanno visto aumenti considerevoli. Questa tendenza inflazionistica ha influenzato anche altri beni di consumo quotidiano, dal cibo alla tecnologia, evidenziando un periodo di sfida economica per i consumatori.

L’impatto dell’inflazione sulle famiglie europee

Dal 2022 al 2023, le famiglie europee hanno affrontato una sfida economica significativa, con un costo medio annuo stimato in 4.000 euro a causa dell’inflazione elevata. Questo fenomeno ha colpito in modo particolare le fasce più vulnerabili della società.

Inflazione e rincari: cosa causa l’aumento dei prezzi

I beni energetici hanno rappresentato il principale motore dell’inflazione in Europa, con un aumento dei prezzi che ha interessato l’intero continente. La situazione è stata aggravata dalla persistenza del conflitto in Ucraina e dalle sue ripercussioni economiche, che hanno messo a dura prova i paesi già vulnerabili a causa della pandemia. Secondo la Commissione Europea, l’inflazione prevista per il 2023 era del 6,1% nell’area euro, con una previsione di moderazione nel 2024.

Inflazione: cos’è e come funziona

L’inflazione rappresenta l’aumento generalizzato e sostenuto dei prezzi di beni e servizi in un’economia, portando a una riduzione del potere d’acquisto della valuta. Tale fenomeno, che implica che con la stessa quantità di denaro si acquistano meno beni rispetto al passato, può essere innescato da diversi fattori, inclusi un incremento della domanda, costi di produzione più elevati, politiche monetarie espansive, o eventi economici eccezionali, influenzando significativamente le decisioni finanziarie individuali e l’andamento delle economie nazionali.

Nel dettaglio, l’inflazione si manifesta quando i prezzi dei beni e servizi crescono su ampia scala, erodendo il valore reale della moneta nel tempo. Questo significa che, ad esempio, con un’inflazione al 5%, il valore reale di 100 euro si riduce, richiedendo un esborso maggiore per acquistare la stessa quantità di beni e servizi rispetto a un anno prima.

Le principali cause dell’inflazione si dividono in due categorie:

  • Inflazione da domanda: si verifica quando l’eccesso di domanda di beni supera l’offerta, inducendo un aumento dei prezzi;
  • Inflazione da costi: risulta dall’aumento dei costi dei fattori produttivi che, a cascata, elevano i prezzi finali dei beni e servizi.

Questi meccanismi sottolineano la complessità dell’inflazione e il suo impatto pervasivo sull’economia.