Le ultime notizie sulle pensioni e sulle decisioni del governo portano l’interrogativo a molte persone: meglio approfittare della pensione anticipata?

Pensione anticipata: cos’è

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La pensione anticipata è quella che ha preso il posto della pensione di anzianità a partire dal 2012. Prima c’erano due modalità principali per accedere alla prestazione pensionistica: la pensione di vecchiaia e quella di anzianità. La prima si basava sull’età anagrafica mentre la seconda su quella contributiva.

Ora non si parla più di anzianità ma di pensione anticipata mettendo l’accento sulla straordinarietà di questo sistema. Nello stesso tempo, il numero di anni contributivi richiesti per poter ottenere la pensione aumenta gradatamente nel tempo.

Pensione anticipata: contributi necessari per la richiesta

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Per determinare se si ha diritto a ottenere la pensione anticipata, occorre conteggiare i propri anni contributivi, cosa che si può fare attraverso il sito dell’Inps comodamente da casa.

Per avere accesso alla pensione anticipata a partire dal 1° gennaio 2019 occorrono 42 anni e 10 mesi, che corrispondono a 2227 settimane contributive, se si è uomini e un anno in meno se si è donne. Questo requisito, se non intervengono modifiche nei prossimi tempi, rimarrà uguale fino al 31 dicembre 2026. Per quanto riguarda la pensione anticipata, i requisiti 2021 rimangono quelli appena citati. Questo ammontare di contributi necessari per ottenere la pensione viene ridotto a 41 anni e 10 mesi per i lavoratori precoci, cioè per quelli che hanno cominciato a lavorare prima di aver compiuto il diciottesimo anno di età.

L’impatto dell’aspettativa di vita sulla pensione

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Il progressivo aumento del numero di settimane contributive necessarie per ottenere la pensione anticipata va di pari passo con l’aumento dell’età necessaria per poter avere la pensione di vecchiaia. In effetti, originariamente, era previsto che il numero delle settimane necessarie dovesse aumentare ogni due anni, ma, con l’introduzione della quota 100 è stato parallelamente sospeso anche l’aggravio del numero di contributi necessari per la pensione anticipata. Per questo si parla di blocco aspettativa di vita per la pensione anticipata, fermo che non è avvenuto per la pensione di vecchiaia.

Conteggio dell’assegno spettante

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Il calcolo della pensione anticipata può essere effettuato dal sito dell’Inps, dall’area riservata. Tramite questa si può sapere esattamente quanto sarà l’assegno se sono già maturati i requisiti o avere un’idea se matureranno nel futuro, presupponendo che la situazione lavorativa rimanga costante.

Quando è stata introdotta la pensione anticipata, la legge prevedeva una penalizzazione, creando così una differenza economica tra l’anticipata e quella di vecchiaia, in modo da scoraggiare il cittadino a richiederla. Questa penalizzazione è però scomparsa. Nel 2014 è stata congelata e nel 2017 definitivamente soppressa. Quindi, oggi non esiste una differenza tra anticipata e pensione di vecchiaia in termini monetari.

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Come andare in pensione anticipata

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Chi è in possesso dei requisiti può effettuare domanda direttamente dalla sua area riservata nel sito Inps, oppure può telefonare al contact center dell’Inps al numero 803 164 da rete fissa oppure al numero 06 164 164 dal cellulare. Altrimenti, occorre rivolgersi a un patronato o altri intermediari abilitati per la presentazione della richiesta.

Requisiti necessari per la pensione anticipata

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Vediamo un ulteriore dettaglio sulla pensione anticipata: chi ne ha diritto.

Il primo requisito che il cittadino deve rispettare è l’iscrizione alla gestione ordinaria dell’Inps oppure alla gestione separata o a un’altra forma equiparabile alla gestione ordinaria dell’Inps.

Il secondo requisito è quello del numero di contributi, vale a dire 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. In questo conteggio possono essere compresi tutti i tipi di contributi figurativi e non figurativi, di riscatto, di malattia, ecc. Se il contribuente ha iniziato a lavorare prima del 1 gennaio 1996, può essere necessario avere 35 anni di contributi interamente derivanti da lavoro.

In alternativa a questo conteggio, coloro che hanno iniziato a lavorare successivamente al 1° gennaio 1996, possono richiedere la pensione anticipata con 20 anni di contributi. Si tratta della pensione anticipata contributiva a 64 anni, poiché, in questo caso, esiste anche un requisito di età, anche se inferiore rispetto a quella necessaria per ottenere la pensione di vecchiaia. Inoltre, la richiesta può essere accolta solo a condizione che l’importo dell’assegno spettante sia almeno pari a 2,8 volte quello dell’assegno sociale. Questo varia ogni anno e, facendo i calcoli con l’importo di oggi, ciò significa aver diritto a un assegno di almeno 1.282 €.

Il futuro delle pensioni

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La pensione anticipata 2021 potrebbe essere una scelta da prendere in considerazione, visto che il governo potrebbe decidere di rimettere mano alla legge sulle pensioni e non si può sapere quali potranno essere il risultato in termini di requisiti e di importi.

La questione è più interessante se si è lavoratori autonomi, poiché anche usufruendo dell’uscita anticipata, si può lavorare ugualmente. Al contrario, se si è lavoratori dipendenti bisogna aver abbandonato il posto di lavoro per poter aver diritto all’assegno.