Spesso si sente parlare sempre più spesso di tutto ciò che riguardano i cosiddetti fondi di investimento alternativi.

Essi, in effetti, rappresentano un’ottima possibilità d’investimento offrendo a tutti gli interessati un gran ventaglio di strumenti e accessori utili per fare degli investimenti precisi e mirati.

Fondi di investimento alternativi: cosa sono

Il portafoglio di un fondo d’investimento alternativo non comprende molti degli strumenti tradizionali, come obbligazioni, azioni e liquidità. Tali fondi possono comprendere un numero variabile di potenziali investitori che s’impegnano a garantire degli investimenti corretti. Vi sono anche delle caratteristiche molto precise che tali fondi devono avere per poter rientrare nella categoria dei “alternativi”. Tra gli stessi bisogna ricordare che i fondi d’investimento di questo genere non devono seguire alcun benchmark particolare, devono avere un potenziale di rendimento abbastanza alto e sono caratterizzati anche da un rischio medio-alto di fronte a un guadagno elevato.

Tutti i fondi di questo genere sono caratterizzati da una grande volatilità dei ritorni. In genere questi fondi vengono ampiamente usati dagli investitori privati e quelli istituzionali che dispongono di molta liquidità riuscendo a garantire ai clienti la possibilità di fare degli investimenti molto mirati, ma anche importanti. Infine, tali fondi sono sempre caratterizzati dalla presenza di un elevato grado di eterogeneità. Tali fondi restano comunque molto legati al potenziale economico e anche all’abilità d’investimento del gestore. In generale, tali fondi offrono comunque la possibilità di costruire dei portafoglio molto diversificati, minimizzando così i rischi (per quanto questo sia possibile). In effetti, questi fondi sono sempre caratterizzati da una bassissima correlazione con i vari mercati azionari e con quelli obbligazionari: in questo modo agli investitori viene offerta la possibilità di ottenere degli ottimi guadagni anche quando il trend dei mercati si trova in una fase negativa.

Fondi di investimento alternativi: le tipologie

Le tipologie di fondi d’investimento alternativi sono principalmente 3:

  • Hedge Fund;
  • Private Equity Fund;
  • Venture Capital Fund.

Gli Hedge Fund sono dei fondi che adottano delle particolari strategie di copertura e non presentano alcun tipo di vincolo relativo agli investimenti che si possono svolgere. Tale tipologia può generare dei redditi ben superiori persino ai quelli dei fondi tradizionali. Gli Hedge Fund offrono comunque anche dei rischi molto più elevati rispetto al normale, il che talvolta porta persino a perdere una gran parte del denaro. Per questo tali fondi vengono affidati unicamente a coloro che si possono a tutti gli effetti considerare come dei veri e propri professionisti del settore.

Seguono i Private Equity Fund: sono dei fondi comuni che si occupano di investimenti nelle piccole e medie imprese. Il loro compito è quello di offrire degli ottimi finanziamenti durante alcuni dei punti critici dell’esistenza di queste imprese. Si tratta di fondi dal medio livello di rischio e di guadagno.

Infine, i Venture Capital Fund sono quei fondi che investono nelle PMI che hanno un alto potenziale di sviluppo e anche i rischi sono piuttosto elevati.

Fia riservati: le caratteristiche

Oltre ai Fondi d’investimento alternativi pubblici, ci sono anche quelli riservati. A questi non possono partecipare tutti e tali fondi vengono riservati unicamente a una ristretta cerchia di potenziali investitori che partecipano al fondo in questione immettendoci un’elevata quantità di liquidità. Generalmente tali fondi hanno anche uno statuto che stabilisce chi e come può partecipare alle operazioni finanziarie svolte dal fondo in questione.

I fondi d’investimento flessibili: rischi, pro e contro

Fondi d’investimento aperti

I fondi d’investimento alternativi aperti sono, invece, quelli a cui tutti possono partecipare. Anche in questo caso ci sono comunque dei requisiti da rispettare, ma in genere sono pochi e non molto esigenti. Per questo possono prendere parte alle operazioni svolte dai fondi in questione praticamente tutti coloro che lo vogliono, previo un accordo stipulato con gli altri membri del fondo stesso. Partecipando a un fondo d’investimento aperto o riservato bisogna comunque seguire le direttive che ne regolano l’attività. Quali sono? Scopriamolo insieme.

Direttiva fondi d’investimento alternativi

La direttiva che regolamenta l’attività dei fondi d’investimento alternativi si chiama AIFM e stabilisce l’impianto normative che tutti i fondi devono obbligatoriamente rispettare per poter operare in Italia senza correre alcun rischio o problema. In modo particolare, tale direttiva regola il lavoro:

  • dei gestori di più fondi d’investimento alternativi, sia comunitari che non;
  • di gestori extracomunitari che regolano i fondi d’investimento alternativi comunitari oppure non;
  • di gestori che semplicemente commercializzano i fondi comunitari oppure quelli extracomunitari.