L’imposta di bollo su conto deposito è una tassa che viene corrisposta dagli intestatari del conto e può essere o fissa di 34,20 euro per giacenze superiori a 5 mila euro o nella forma dello 0,20% della cifra presente e depositata sul conto stesso. Questa è differente in base all’intestazione (privata o aziendale) e ha un limite di 14 mila euro per i soggetti non persone fisiche. La legge stabilisce che l’imposta di bollo sia dovuta per il semplice possesso del conto corrente ed è quindi una voce da non sottovalutare quando si sceglie di aprirne uno, anche se di tratta di un semplice conto alla Posta.

Tutti i conti deposito hanno un’imposta di bollo, nonché i conti correnti. conti d’appoggio questa ammonta a 34.20 euro per le persone fisiche e 100 euro per aziende e imprese. L’imposta di bollo sul conto corrente vale per rendiconti, rapporti tra enti, estratti di conti.

Come non pagare l’imposta di bollo su conto deposito

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L’imposta di bollo è obbligatoria per tutti coloro che hanno un conto corrente che supera i 5.000 euro. Per non pagare l’imposta di bollo sui conti deposito ci sono diverse modalità, in primo luogo scegliere una banca che al momento dell’apertura specifichi nelle sue condizioni la possibilità di fruire di un conto agevolato in cui si è svincolati dal pagamento dell’imposta di bollo.

Una delle migliori strategie per non pagare l’imposta di bollo su conto deposito è quindi verificare sempre l’offerta del conto stesso. Ci sono istituti di credito che la offrono gratuitamente, altri come Poste Italiane che fissano il tetto a 34.20 euro ed altri ancora che applicano il conto a 0.20%. Per ovviare al problema la soluzione migliore, qualora si debba pagare, è scegliere una banca con tasso fisso e che dia la possibilità di un calcolo su base trimestrale e non annuale, così da pagare effettivamente per quello che si deve.

Per non pagare l’imposta di bollo su conto deposito è anche possibile rivolgersi a più istituti bancari così da dividere le somme e mantenersi sotto la soglia dei 5.000 euro prevista dalla legge. Tale pratica è legale in quanto i conti possono essere multipli senza vincoli di legge.

Conto deposito: calcolo imposta di bollo

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Per il calcolo dell’imposta di bollo bisogna considerare la giacenza media annua. L’anno viene diviso in trimestri e il conteggio viene fatto tenendo conto dei movimenti di tutto l’anno (quindi togliere una cifra prima della fine dell’anno non ha alcun valore perché il conteggio è su base annuale). Se su un conto vengono depositati dapprima 2.000 euro e poi 6.000 euro, risulterà che per i primi due trimestri l’imposta di bollo non è dovuta mentre per gli altri due trimestri (dopo il versamento dei seimila euro) la cifra è dovuta ma non è intera in quanto riguarda solo una parte dell’anno. In questo caso il cliente dovrebbe pagare 17,10 euro per due trimestri. Ogni trimestre con una giacenza superiore a cinque mila euro prevede il pagamento di 8,55 euro. Questa viene pagata in automatico e scalata dal saldo presente sul conto.

Per un corretto calcolo dell’imposta di bollo sul conto deposito bisogna considerare il periodo di vigenza. Questo aspetto spesso è sottovalutato ed è legato alla rendicontazione del conto stesso. Si tiene conto della data di apertura del conto deposito, ad esempio se è stato aperto ad ottobre ed è attivo da tre mesi a dicembre, non è possibile chiedere il pagamento di una somma annuale. L’imposta deve essere segmentata in base al deposito effettivo. Tuttavia questo è sempre specificato da banca a banca perché potrebbero esserci limiti semestrali o annuali nel contratto che obbligano al pagamento dell’intera quota.

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Conto deposito: imposta di bollo a carico della banca

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A oggi sono poche le possibilità di aprire un conto deposito con imposta di bollo a carico della banca. Questa eventualità si pone solitamente come pacchetto di offerta per i nuovi iscritti o per chi sottoscrive particolari servizi. Per una corretta valutazione al momento dell’apertura del conto, se non espressamente indicato, è sempre utile chiedere se ci sono spese aggiuntive e se l’imposta di bollo è a carico della banca.

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Indipendentemente dalla cifra che si intende depositare è lecito chiedere alla banca chi si fa carico dell’imposta di bollo e come funziona nel caso di cifre vincolate. Solitamente, infatti, quando si apre un conto deposito e si sceglie di vincolare una cifra è più facile ottenere che l’imposta di bollo sia a carico della banca.

L’imposta di bollo su conto deposito si può quindi evitare, basta prestare attenzione alle offerte degli istituti bancari e chiedere informazioni dettagliate circa il pagamento e la modalità con cui questa viene stabilità. Prediligere un istituto di credito con queste garanzie può essere utile soprattutto a chi vuole depositare grosse cifre e chi desidera aprire conti correnti o conti deposito aziendali o con partita IVA. A tal proposito, qualora ti serva un conto deposito per la tua azienda, ti invitiamo a leggere questo articolo, per conoscerne rischi e vantaggi, anche economici, e dunque anche concernenti le spese di gestione, tra le quali rientra per l’appunto l’imposta di bollo.