Vuoi investire i tuoi risparmi in obbligazioni e non sai come fare? Dopo aver approfondito il discorso su cosa sono e come funzionano le obbligazioni e su quanti tipi di prestiti obbligazionari esistono (bond societari, bond convertibili e perpetui) sei ora pronto a passare all’atto pratico. In altre parole, una volta assunta una certa competenza sull’argomento, puoi investire i tuoi risparmi in obbligazioni. A dirsi è facile ma a farsi molto di meno. Se hai deciso che vuoi investire in bond, dopo puoi comprare le obbligazioni?

Rispondere a questa domanda significa parlare dei mercati dove si acquistano e si vendono obbligazioni. In questa guida non parlerò invece di come e dove trovare le nuove emissioni di obbligazioni, argomento trattato in questo report specifico.

Le obbligazioni sono tra gli strumenti di investimento più tranquilli. Una volta infatti acquistato il titolo obbligazionario, potrai tranquillamente tenerti stretto quel titolo (in gergo si dice tenerlo in portafoglio) per poi tirarlo fuori al momento della sua scadenza e tirare le somme di ciò che è stato, quindi incassare. Nel fare questo discorso ho usato una parola precisa: teoricamente.

Non è stato un caso. La stragrande maggioranza degli investitori infatti è sempre alla ricerca di informazioni sull’andamento in un dato momento del titolo nonché potrebbe essere interessata anche ad una cessione del bond ad un altro investitore. Due esigenze che implicano la necessità di un approvvigionamento continuo di informazioni. Dove puoi reperire queste informazioni? In che modo puoi sapere il prezzo del titolo e il suo rendimento?

Per rispondere a questa domanda devo esaminare due distinti casi: l’eventualità in cui il bond che hai deciso di comprare sia collocato su un mercato regolamentato, come la Borsa, e il caso in cui il bond che hai in portafoglio sia over the counter, ossia sia fuori dal mercato principale regolamentato.

Tali considerazioni su come comprare e vendere bond valgono sia per le obbligazioni societarie che per quelle bancarie trattate in questa categoria del sito.

Comprare obbligazioni sui mercati regolamentati

Comprare obbligazioni sui mercati regolamentati
Per conoscere l’andamento di un bond quotato sulla Borsa Italiana è sufficiente andare sul sito www.borsaitaliana.it e cliccare Mot ossia Mercato Obbligazionario Telematico e da qui scegliere il tipo di Bond che ci interessa (ad esempio Boc se il nostro bond è stato emesso da una amministrazione locale oppure BTp, Ctz, BoT o il nome del titolo dell’emittente, nel caso in cui esso sia società privata come Unicredit) e quindi selezionare il nome del bond di tuo possesso. Laddove invece il titolo di stato in questione non sia nazionale è necessario cliccare non su Mot, ma su Euromot.

Spesso capita di avere in portafoglio titoli quotati non a Milano, ma Parigi, Amsterdam, Bruxelles o Lisbona. In questo caso per sapere l’andamento del prezzo del nostro bond nonché il suo rendimento è necessario andare su www.euronext.com. Una volta entrati su questo sito bisogna cliccare su Trading/ Fixed income / Bonds. Accederemo cosi a una pagina di ricerca dei titoli, per Isin (il codice identificativo del titolo), emittente o tipologia.

Se invece hai titoli quotati sulla Borsa Tedesca devi rifarti al sito www.deutsche-boerse.com. In questo caso per conoscere l’andamento del bond che hai deciso di comprare dovremo andare sulla destra del monitor e inserire il solito codice identificativo Isin nella finestra finestrella kurssuche o, in inglese, price search. E se non hai sottomano il codice Isin, come puoi? Nessun problema il sito della borsa tedesca è il massimo dell’efficienza: è infatti sufficiente cliccare su erweiterte suche (o extended search) e in poche mosse si trova il nostro titolo.

Per finire se il tuo bond è quotato sulla Borsa del Lussemburgo (il Paese è piccolo, ma la piazza finanziaria ha un suo peso) il sito che consulterai sarà www.bourse.lu e da lì occorre cliccare su consultation/ search e quindi alla pagina di ricerca.

Comprare obbligazioni sull’over the counter

Comprare obbligazioni sull'over the counter

Molto spesso le obbligazioni che decidi di acquistare non sono collocate in mercati regolamentati ma sono poste al di fuori da questi, in gergo si dice che sono obbligazioni over the counter. Come si determina il prezzo di un bond over the counter?

Il mercato delle obbligazioni non regolamentato si costruisce “virtualmente” attraverso telefonate tra gli stessi operatori o, più recentemente, attraverso incontri telematici ossia attraverso incontri spontanei tra domanda e offerta. Una delle più celebri piazze di incontro telematico tra gli operatori è ad esempio il celebre Alternative Trading System, offerto da Bloomberg. Il sistema di funzionamento di questa piattaforma virtuale è abbastanza semplice: Bloomberg offre la possibilità ad ogni operatore che lo vuole, di creare una sua specifica pagina su cui inserire le quotazioni su un paniere di titoli. Queste quotazioni potranno poi essere viste e applicate, ossia avviate alla negoziazione, previa accettazione del primo operatore, da altri operatori iscritti a Bloomberg.

Fatta questa premessa, in termini pratici, se sei possessore di obbligazioni over the counter, cosa devi fare? Chiaramente nessuno ti chiede di entrare a far parte di questo circuito telematico: è sufficiente infatti comprare uno dei tanti giornali finanziari e andare a cercare il tuo titolo.

Vendere le obbligazioni: asta o collocamento

Vendere obbligazioni asta o collocamento

E se invece vuoi vendere le obbligazioni come devi procedere? Affrontare l’argomento vendita delle obbligazioni significa fare riferimento all’asta o al collocamento

Una ulteriore differenza tra i vari prestiti obbligazionari, infatti, riguarda il loro canale di vendita. Puoi decidere di comprare obbligazioni in asta o obbligazioni in collocamento. Le obbligazioni in collocamento hanno il pregio di riportare, sui fogli informativi, tutti i costi impliciti nel prezzo di emissione, come ad esempio la voce “commissioni di collocamento” che viceversa non è immediatamente visibile nel caso di obbligazioni in asta. Ma a quanto ammontano le spese di commissione? Fermo restando che le spese di commissione sono legate alle decisioni dell’ente emittente si può dire, in termini generali che più è breve la scadenza del titolo che si ha in portafoglio maggiore sarà l’impatto delle commissioni.

Per comprare obbligazioni in asta ti dovrai avvalere della consulenza di un intermediario finanziario che provvederà a prenotare la quantità desiderata di obbligazioni il giorno prima dell’asta versa e propria. Ad esempio nel caso dell’acquisto di titoli di stato italiani, puoi fare prenotazioni per un taglio minimo di 1000 euro o per suoi multipli. L’acquisto dei titoli di stato avviene attraverso il sistema di collocamento dell’asta competitiva senza indicazione del prezzo di base. I titoli sono aggiudicati al prezzo ufficiale d’asta, equivalente al prezzo medio ponderato delle domande di titoli soddisfatte in asta.

Come scegliere le obbligazioni migliori

Non è semplice che metodo adottare per scegliere le obbligazioni su cui investire i tuoi risparmi. Come affermano gli esperti si può discute in eterno sulle obbligazioni ma alla fine ad essere determinante nella scelta di una obbligazione sono soprattutto quelle che sono le diverse esigenze dell’investitore.

Del resto molti risparmiatori tendono ad inserire i bond in un portafoglio di investimento e non bloccare il 100% del proprio capitale sulle obbligazioni come puoi intuire da solo leggendo la guida su come diversificare i propri risparmi.

Partendo da questo presupposto è però possibile individuare alcune caratteristiche le singoli tipi di bond e sfruttare tale caratteristiche per scegliere le migliori obbligazioni

Meglio obbligazioni a tasso fisso o a tasso variabile?

obbligazioni tasso fisso e variabile

È meglio investire i risparmi sulle obbligazioni a tasso fisso o su quelle a tasso variabile? Non è un mistero che uno dei fattori che più vanno a incidere nella scelta di un obbligazione è il suo tasso. Come noto i bond possono essere a tasso fisso o a tasso variabile. Proprio nella scelta del tasso si concretizza quanto detto detto all’inizio di questa sezione dedicata ai fattori che influiscono nella scelta di una obbligazione, ossia il forte peso delle esigenze dell’investitore.

In termini generali infatti è chiaro che se sei un investitore poco avvezzo al rischio e quindi più prudente ti dovrai orientare per far fruttare i tuoi soldi senza rischi sulle obbligazioni a tasso variabile, poiché questi bond hanno oscillazioni di prezzo più contenute, mentre i bond a tasso fisso possono subire degli sbalzi di prezzo maggiori. La sottoscrizione quindi di un prestito obbligazionario a tasso fisso risulta essere particolarmente vantaggiosa per chi specula sui movimenti dettati dalle grandi variabili, ad esempio i cambiamenti di tasso di interesse. Sottoscrivendo infatti una obbligazione a tasso fisso che fa riferimento al tasso di interesse, sarà una occasione per ottenere sensibili guadagni.

Da questo discorso è evidente che nella scelta di una obbligazione a tasso fisso anziché a tasso variabile, un peso decisivo sia ricoperto da quella che è la nostra propensione al rischio nonché da quello che è l’orizzonte temporale che decidi di adottare per poter ottenere un profitto dalla tua operazione. Il valore del nostro titolo infatti deriva da quello che è l’andamento dei tassi di interesse e, di conseguenza, da quello che è il periodo in cui saremo titolari del titolo. Obbligazioni con durata più lunga hanno infatti maggiori possibilità di oscillazione rispetto a obbligazioni a durata più breve.

Se sei un investitore avvezzi al rischio puoi prendere in considerazione la possibilità di investire in obbligazioni a tasso fisso, e quindi vedrai il bond inserito nel tuo portafoglio acquistare valore se il tasso di interesse diminuisce, viceversa il tuo bond perderà valore se il tasso di interesse aumenta.

Discorso diametralmente diverso nel caso in cui tu sia un investitore prudente. In questo caso dovrai investire i tuoi risparmi verso obbligazioni a tasso variabile che resteranno stabili se i tassi di interesse diminuiscono mentre resta invariata se i tassi di interesse aumentano. Chiaramente, come già detto, ad influire sul nostro margine di guadagno sarà  la durata dell’investimento.

Per capire se è meglio scegliere obbligazioni a tasso o a tasso variabile, puoi eseguire questo esempio: fatto 100 il valore di partenza di una obbligazione a tasso fisso e di una a tasso variabile, è possibile vedere dalla linea dell’andamento che mentre il bond a tasso fisso ha accelerazioni al rialzo ma anche al ribasso, quello a tasso variabile oscilla sempre attorno al valore di partenza.

Ora è chiaro che un peso non indifferente sui nostri conti in tasca deriva dalla durata del titolo. Una obbligazione a tasso variabile e di breve termine genererà un profitto molto contenuto. Viceversa un bond a tasso fisso e di breve durata potrebbe far maturare interessi più sostanziosi oppure potrebbe perdere di valore. Osservando questo esempio si può dedurre che non esistono obbligazioni migliori in assoluto. Il segreto per far fruttare i propri risparmi è quello di scegliere obbligazioni più in linea con le tue necessità.

Scegliere migliori obbligazioni in base alla cedola

Anche il tipo di cedola è una variabile che dovresti tenere in considerazione per scegliere le migliori obbligazioni. La cedola di un bond è il pagamento periodico che viene effettuato dall’emittente, alla luce di quanto previsto nel contratto sottoscritto.

Esistono diversi tipi cedole:

  • Zero Coupon;
  • Cedola costante fissa (Straight Bond);
  • Cedola Step Up/Step down;
  • Cedola a tasso variabile;
  • Reverse floating rate.

Obbligazioni zero coupon cosa sono

obbligazioni zero coupon cosa sono

Le obbligazioni zero coupon sono titoli che non prevedono il pagamento di cedole periodiche ma solo il rimborso del capitale a un’unica scadenza. Ma se non ci sono guadagni intermedi perché investire i risparmi in obbligazioni zero coupon? Il rendimento della cedola zero è dato dalla relazione tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso che solitamente è 100, parametrato alla durata dell’operazione. Un esempio di cedola zero sono i CTZ e i BOT. I vantaggi di scegliere obbligazioni a cedole Zero Coupon derivano dal fatto che l’importo originariamente investito rimane investito allo stesso tasso effettivo dello zero coupon fino al momento della scadenza.

Obbligazioni Cedola costante fissa o Straight Bond (Tasso fisso – TF)

E’ tipologia di titolo obbligazionario più semplice, paga una serie di cedole uguali fra loro a scadenze prefissate (cedola annuale o semestrale).

Obbligazioni a Cedola Step Up/Step down

Se sei incerto su quali obbligazioni scegliere puoi prendere in considerazione quei titoli che prevedono un aumento della cedola (step up) o una riduzione (step down) dopo un determinato periodo di tempo o in occasione di variazioni del rating. Se decidi di investire i tuoi risparmi su bond step down dovrai tener presente che essi, alla luce di quanto detto prima, garantiscono all’inizio cedole elevate e poi, via via, cedole decrescenti. Viceversa nel caso in cui decidi di scegliere bond step down devi tener presente che questi prestiti obbligazionari staccano cedole iniziali basse e cedole via via sempre più crescenti. I bond step up e i bond step down sono apparsi recentemente sul mercato delle obbligazioni ma nonostante questo non presentano particolari caratteristiche tali che si possa parlare di prodotti particolarmente innovativi.

Un esempio di obbligazione step up è il seguente:

  • Durata: 5 anni.
  • Struttura cedolare:
    • 1° anno: 5%
    • 2° anno: 5,5%
    • 3° anno: 6%
    • 4° anno: 6,5%
    • 5° anno: 7%

Come puoi vedere dalle percentuali di rendimento all’inizio (primo anno) le cedole sono contenute per poi aumentare nel corso degli anni. Quindi se hai necessità di far fruttare subito i tuoi soldi e quindi ti servono guadagni alti immediatamente, allora non ti conviene scegliere i bond step up ma ti conviene meglio investire sulle obbligazioni step down.

Obbligazioni con cedola a tasso variabile (TV)

Le obbligazioni con cedola a tasso variabile presentano un aggiornamento regolare della cedola sulla base di specifici indicatori del mercato monetario. Sistematicamente la cedola a tasso variabile viene rifissata considerando un margine rispetto al tasso di mercato considerato. La frequenza dello stacco delle cedole coincide con il tasso di mercato considerato.

Obbligazioni con cedola a tasso variabile inverso (reverse floating rate Notes – RFRN)

obbligazioni con cedola a tasso variabile inverso

Nell’elenco delle migliori obbligazioni ci sono anche quelle che nascono a tasso fisso ma che, allo scoccare di una determinata data, passano dal tasso fisso a quello variabile, in forza di una clausola espressamente prevista sul contratto, obbligando così il sottoscrittore a corrispondere all’emittente un tasso variabile che è normalmente collegato ad un tasso di mercato come ad esempio  il tasso Libor, cioè il tasso interbancario sul mercato di Londra. A partire dalle data indicata sul contratto la cedola effettivamente percepita consiste nella differenza fra il tasso fisso proprio del titolo ed il tasso variabile che il sottoscrittore deve corrispondere all’emittente e varia, dunque, al variare di quest’ultima componente che, a sua volta, è connessa all’andamento dei tassi di mercato.

Per aiutarti a capire se ti conviene investire nelle obbligazioni con cedola a tasso variabile inverso, penso possa esserti di aiuto un esempio di cedola reverse floater:

Struttura cedolare:

  • 1° anno: 13% (fisso)
  • 2° anno: 13% (fisso)
  • 3° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 4° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 5° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 7° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 8° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 9° anno: 13% – 2*Libor (variabile)
  • 10° anno: 13% – 2*Libor (variabile)

Perché dovresti scegliere le obbligazioni reverse floater per investire i tuoi risparmi? La domanda non è banale perchè, effettivamente, ad un primo approccio questo tipo di bond potrebbe sembrare alquanto svantaggioso. Per questo motivo gli istituti emittenti cercano di invogliare all’acquisto gli investitori corrispondendo un tasso fisso che è maggiore rispetto al tasso di mercato. Questa concessione non è chiaramente un favore a fondo perduto. L’ente emittente ti riconosce un tasso fisso maggiore rispetto a quello di mercato perché in cambio ti assumi i rischi derivanti dall’andamento futuro dei tassi di mercato.

Se scegli di investire in bond reverse floater, dovrai stare attenti in particolare all’innalzamento dei tassi di mercato che, alla luce del meccanismo della differenza tra tasso fisso e tasso variabile, ti porterebbe a percepire una cedola effettiva inferiore a quella di mercato.  La riduzione della cedola comporta, inoltre, una diminuzione del valore in conto capitale dell’obbligazione.

Quindi se scegli di vendere le obbligazioni prima della scadenza, oltre ai problemi connessi con la possibile scarsa liquidità riceveresti un prezzo inferiore a quello pagato per l’acquisto dell’obbligazione e, quindi, subiresti una perdita, talvolta notevole.

Scegliere le obbligazioni in base alla valuta di denominazione

Potrà sembrare banale ma per scegliere le migliori obbligazioni su cui investire i tuoi risparmi, puoi anche adottare un criterio geografico. Non c’è nulla di male ad ammettere che la propria conoscenza del mercato obbligazionario è, ad esempio, limitata a quello nazionale e quindi a scegliere di investire solo in obbligazioni nazionali. Ad ogni modo, in base alla valuta di denominazione, i bond si dividono in:

  • Obbligazioni nazionali (domestic bonds): vengono emesse localmente da un’emittente nazionale e sono denominate in valuta locale. Troverai notizie sulle obbligazioni nazionali nella categoria titoli di stato del sito.
  • Obbligazioni estere (foreign bonds): emesse in un mercato locale e in valuta locale da un emittente estero. Ad esempio, una società italiana che emette obbligazioni in dollari negli Stati Uniti;
  • Eurobonds: obbligazioni sottoscritte da un pool di banche multinazionali e piazzate sui mercati finanziari internazionali in paesi diversi da quello della valuta di denominazione. Ad esempio, l’Italia ha emesso obbligazioni in yen (euroyen) negoziate fuori dal Giappone.

Scegliere le obbligazioni in base alla duration

Scegliere le obbligazioni in base alla duration

Ultimo elemento che devi tener conto per scegliere le obbligazioni su cui investire è la duration. Attenzione perchè duration non è un sinonimo di durata. I due concetti, infatti, hanno caratteristiche in comune, ma anche differenze.

La domanda è quindi cosa è la duration delle obbligazioni.

La duration di un titolo obbligazionario è un concetto che si connette con quello di rischio, ossia con la volatilità del prezzo del titolo. Ti ho già detto che per scegliere le migliori obbligazioni su cui investire i risparmi dovrai tenere conto delle tue esigenze e eventualmente farti supportare da alcuni consigli tecnici.

Il fattore tempo è uno degli elementi che va ad influenzare il livello di rischio. La volatilità ossia le oscillazioni del titolo che hai in portafoglio dipende da: la durata del titolo, l’entità delle cedola, la frequenza delle cedola. Prima ti ho spiegato che maggiore è la durata del titolo tanto maggiore sarà la sua volatilità.

Ora posso aggiungere altri due elementi: quanto più sostanziosa è la cedola pagata tanto minore è la sua volatilità e quindi il rischio; tanto più frequenti sono le cedole tanto minore è la loro volatilità. Questi tre fattori (durata, entità della cedola e frequenza della cedola) sono determinanti nella scelta delle obbligazioni migliori e il loro studio matematico fa parte di quei consigli tecnici che assieme alle esigenze personali, sono la chiave per scegliere un titolo anziché un altro.

Quando parlo di consigli tecnici per  quantificare il rischio di una obbligazione non ci riferiamo a semplici deduzioni ma a modelli matematici e a teoremi che in quanto tali sono il massimo dalla obiettività e che sono molto utili per scegliere le obbligazioni su cui investire.

Indicando con:

  • t = Periodi di tempo
  • D = Duration
  • P = Prezzo
  • FCt = Flussi di Cassa; sono le cedole(C) e a scadenza ci sarà anche il valore di rimborso(C+VR)

La duration delle obbligazioni è tanto maggiore quanto più lontana è la scadenza del titolo e, a parità di scadenza, quanto minori sono cedole. Se sei possessore di titoli Zero Coupon è chiaro che la duration coincide con la scadenza in quanto non ci sono cedole. La duration è inversamente proporzionale alla frequenza delle cedole e al tasso di rendimento.  La duration misura la sensibilità del prezzo di un titolo a reddito fisso rispetto alle variazioni del tasso di interesse di mercato. All’aumentare del tasso il valore del titolo diminuisce.

Ti faccio un esempio per aiutarti a inquadrare meglio cosa è la duration delle obbligazioni. Supponiamo che l’investitore acquisti un titolo decennale che garantisce un rendimento pari al tasso d’interesse del mercato che, al momento dell’acquisto, è del 5%.

Se immaginiamo che dopo 5 anni (cioè quando mancano 5 anni alla scadenza del titolo) l’investitore decida di vendere il titolo e che nel frattempo il tasso d’interesse di mercato sia salito al 10%, l’appetibilità del titolo (e quindi il suo valore) è diminuita rispetto a 5 anni prima in quanto il mercato offre mediamente rendimenti più elevati sui titoli di nuova emissione. Da questo esempio appare evidente che tanto maggiore è la duration tanto maggiore sarà la diminuzione che il prezzo del titolo subirà in corrispondenza di un aumento dei tassi.

Il rapporto che sussiste tra prezzo e rendimento di un titolo è chiarito dai cinque teoremi di Malkiel che costituiscono un valido supporto tecnico per aiutarti a scegliere le migliori obbligazioni da comprare.

  • prezzo e rendimento sono collegati da una relazione inversa: quindi se i tassi salgono il prezzo scende e viceversa;
  • per una data variazione del tasso di rendimento, la variazione del prezzo è tanto maggiore quanto più è lontana la scadenza del titolo;
  • la percentuale di variazione del prezzo, descritta nel teorema precedente, aumenta a tassi decrescenti con l’aumentare della durata;
  • le variazioni di prezzo che il titolo subisce per date variazioni dei tassi, in aumento o in diminuzione, sono asimmetriche: le cadute di prezzo e gli aumenti di prezzo sono differenti seppur provocati da una uguale variazione percentuale, in valore assoluto, del tasso di rendimento;
  • per una data variazione del tasso di rendimento, la variazione percentuale che il prezzo del titolo subisce è tanto maggiore quanto più è piccola la cedola.

Da questi teoremi di tipo tecnico, puoi dedurre due consigli essenziali per gestire il tuo portafoglio di risparmio. Si tratta di due meccanismi che fanno parte del patrimonio comune degli investitori:

  1. Se ci sono aspettative di ribasso dei tassi di interesse allora ti conviene comprare obbligazioni lunghe con cedola piccola ossia titoli con duration elevata
  2. Se ci sono aspettative di rialzo dei tassi di interesse allora ti conviene investire in obbligazioni corte con cedola grande ossia titoli con duration bassa

A questo punto non mi resta che concludere evidenziando che hai tutti gli elementi per scegliere le obbligazioni per far fruttare i tuoi risparmi.