I fondi comuni di investimento rappresentano un particolare tipo di strumento finanziario che consente di depositare i propri risparmi con l’obiettivo di ottenere dei guadagni.

Sono definiti “comuni” perché il loro capitale è il frutto di somme versate da più risparmiatori. Prevedono una gestione attiva.

Per gestione attiva ci si riferisce al fatto che ciascun fondo comune è amministrato da una società, comunemente detta “gestore”, la quale acquista (con il denaro del fondo comune) e vende dei titoli (nello specifico azioni o obbligazioni), sulla base di scelte ragionate. Per conoscere più da vicino questo strumento di gestione del risparmio può essere utile leggere la guida su cosa sono i fondi comuni di investimento.

Partecipare a un fondo consente una notevole diversificazione dei risparmi, dal momento che si investe su una moltitudine di titoli diversi.

Quello della diversificazione è un aspetto molto positivo, perché offre dei vantaggi di non poco conto. Uno tra questi, ad esempio, è che se un titolo scelto dal gestore del fondo è in perdita, potrebbe essere possibile bilanciare la perdita con uno o più dei titoli eventualmente in crescita.

È però importante saper scegliere bene il fondo su cui puntare. Come avrete intuito in questo post parleremo proprio di come scegliere i fondi di investimento migliori. Ti daremo quindi una serie di consigli pratica per la selezione. Nella seconda parte dell’articolo ci sono invece indicazioni sui migliori fondi di investimento 2021.

Non tutti i fondi di investimento sono convenienti

Una volta investire nei fondi comuni di investimento era l’unica strada possibile per ottenere un’ampia diversificazione di un portafoglio di titoli. In alternativa, con una stessa somma l’investitore poteva scegliere di puntare su pochi asset per conto proprio.

Nel 2002 iniziarono a comparire i primi ETF, che con un costo basso possono consentire una diversificazione ancora maggiore, poiché replicano l’andamento dei titoli di un intero indice azionario. Proprio per il fatto di replicare questo andamento, a differenza dei fondi comuni gli ETF sono fondi di investimento che prevedono una gestione passiva. Significa che nel loro caso non è necessaria la gestione professionale di esperti.

Considerando quanto appena affermato, verrebbe da pensare che gli ETF siano più convenienti dei fondi comuni, perché pur costando poco permettono di investire su una quantità di titoli spesso maggiore.

In linea di massima, si può dire che le cose stanno effettivamente così.

Tra l’altro, con i fondi comuni si pagano due tipologie di spese, le quali contribuiscono alla cattiva performance di molti fondi comuni:

  • Le commissioni in ingresso, che il cliente/investitore paga direttamente e ammontano al 3-5% circa del denaro investito.
  • Le commissioni di gestione, che vengono prelevate direttamente dal fondo.

A queste spese fisse vanno poi aggiunte anche le imposte (clicca qui per conoscere la tassazione sui fondi comuni di investimento).

Ad ogni modo, va anche precisato che non tutti gli ETF sono vantaggiosi. Inoltre esistono particolari categorie di fondi comuni che sono ancora degni di essere presi in considerazione, in quanto possono offrire rendimenti soddisfacenti (qui la guida per calcolare il rendimenti dei fondi comuni).

Sono molti gli italiani che investono in fondi comuni

Negli ultimi anni, un numero sempre più alto di risparmiatori ha deciso di investire nei fondi comuni italiani.

I fondi comuni scelti maggiormente dagli italiani fino a questo momento sono i fondi obbligazionari, cioè quelli che i gestori amministrano investendo in obbligazioni.

C’è anche da dire che spesso i fondi obbligazionari tendono ad avere dei rendimenti minori rispetto ai fondi azionari (o ad alcuni fondi che sono sia azionari che obbligazionari). Ma non sempre le cose stanno in questo modo, visto che ogni specifico fondo ha le sue peculiarità.

Inoltre, non conviene scegliere soltanto in base ai possibili alti rendimenti, ma prendendo in considerazione anche il livello di rischio (alto, medio o basso) a cui si desidera esporsi.

Per poter fare una selezione accorta di questi strumenti, conviene affidarsi a società competenti.

Tra le aziende a cui gli italiani si rivolgono maggiormente per investire i propri risparmi in fondi obbligazionari vi sono le seguenti: Generali, Intesa San Paolo, Pioneer Investment, Allianz, BlackRock, Poste Italiane, UBI Banca, Anima Holding, Arca e Credem.

Tipi particolari di fondi comuni di investimento che sono sempre più apprezzati risultano essere:

Quali sono i fondi comuni da prendere maggiormente in considerazione

Siccome uno dei pregi maggiori dei fondi comuni di investimento è la già citata possibilità della diversificazione del portafoglio, non vale la pena investire in fondi troppo specifici, cioè su quelli che investono soltanto su un mercato.

È infatti meglio scegliere tra i fondi ad ampia delega, oltre che con una buona storia di rendimenti alle spalle.

Per quale motivo? Perché di solito i costi dei fondi troppo specializzati non vengono ripagati. E se proprio si desidera investire su un solo tipo mercato, allora non conviene optare per i fondi comuni, ma per i prima citati ETF, che hanno costi inferiori.

Scegliendo invece un fondo comune molto variegato, ci si può avvalere dell’esperienza e della competenza del gestore per beneficiare di buoni titoli non limitandosi a un ristretto ventaglio di possibilità, ma godendo di molte più opzioni a disposizione.

Ad ogni modo non va dimenticato che anche sul mercato odierno è possibile trovare fondi di investimento a basso rischio ma con un rendimento meritevole di attenzione.