Il nuovo BTP Green con scadenza 30 ottobre 2038 ha chiuso il collocamento con numeri molto forti: 8 miliardi di euro emessi contro oltre 111 miliardi di richieste, cedola annua del 4,40% e un rendimento lordo annuo all’emissione del 4,492%, grazie al prezzo di collocamento fissato a 99,591. Ma ora che il collocamento è terminato, la domanda si sposta inevitabilmente sul retail: si potrà comprare la nuova emissione del BTP Green e, soprattutto, a quale prezzo?
Interrogativo inevitabile visto che, per adesso, a leccarsi i baffi con questo rendimento vicino al 5% lordo sono stati solo gli istituzionali a cui era indirizzato il collocamento sindacato indetto dal MEF. La buona notizia è che i retail presto potranno prendersi la loro rivincita sul mercato secondario. C’è però un asterisco: una volta sbarcato sul MOT, il prezzo del nuovo BTP Green sarà determinato dagli scambi e quindi potrà essere diverso da quello dell’emissione (ancora più basso e quindi più rendimento lordo a scadenza oppure più alto e quindi ritorno inferiore).
Ma vediamo tutto nel dettaglio partendo proprio dai pezzi forti della nuova emissione del BTP Green: la cedola e rendimento. Poi via via tutte le altre caratteristiche e infine il meccanismo previsto per comprarlo sul secondario.
BTP Green 2038: cedola 4,4% e rendimento lordo del 4,492%
Il nuovo BTP Green ha una durata di circa 12 anni con scadenza fissata al 30 ottobre 2038. Il MEF ha collocato complessivamente 8 miliardi di euro, a fronte di una domanda pari a 111,41 miliardi. Inutile dire che si tratta di un rapporto a dir poco elevato tra richieste e ammontare effettivamente assegnato segno che il debito green tricolore fa gola agli istituzionali.
Il titolo ha una cedola annua del 4,40%, corrisposta con frequenza semestrale. La prima cedola rappresenta però un’eccezione perché sarà una cedola corta con importo pari allo 0,372678%, relativo ai 31 giorni compresi tra il godimento del titolo e il primo stacco, previsto per il 30 ottobre 2026. Successivamente le cedole saranno pagate il 30 aprile e il 30 ottobre di ogni anno.
Il prezzo di emissione è stato fissato a 99,591, sotto la pari (100 il nominale). È proprio questo valore, insieme alla cedola, a determinare il rendimento lordo annuo del 4,492% all’emissione. Due sono quindi i numeri che i retail “impressionati” da come è andata l’emissione dovrebbero guardare: 4,40% del tasso nominale applicato al valore facciale e quel 4,492% che tiene conto anche del prezzo pagato e della struttura temporale dei flussi fino alla scadenza.
Il regolamento dell’operazione è fissato al 29 settembre 2026. Attenzione perchè sarà proprio dopo questa data che il titolo sarà negoziabile sul mercato secondario di Borsa Italiana secondo le modalità previste per i titoli di Stato. In pratica da quel momento tutti i retail finora esclusi potranno comprare il nuovo BTP Green.
Perché il BTP Green ha raccolto oltre 111 miliardi
La forte domanda arrivata durante il collocamento spiega anche perché il nuovo BTP Green sia finito rapidamente sotto i riflettori. Dei 111,41 miliardi di euro di richieste, circa l’80% è arrivato da investitori ESG, secondo quanto comunicato dal MEF.
La distribuzione mostra inoltre una partecipazione molto diversificata. I fund manager hanno rappresentato il 37,3% della domanda, le banche il 29,7%, mentre banche centrali e istituzioni governative hanno pesato per il 20,8%. Fondi pensione e compagnie assicurative hanno rappresentato il 10%, mentre gli hedge fund si sono fermati al 2,2%.
Anche la provenienza geografica è stata ampia: il 74,7% del collocamento è stato sottoscritto da investitori esteri, con una presenza significativa del Regno Unito, pari al 29,7%. L’Italia ha rappresentato il 25,3%, mentre tra le altre aree figurano Paesi Scandinavi, Penisola Iberica, Medio Oriente, area Germania-Austria-Svizzera, Francia e Benelux.
Il BTP Green non è comunque un titolo strutturalmente diverso da un normale BTP per quanto riguarda il funzionamento finanziario. La peculiarità riguarda la destinazione dei proventi raccolti dallo Stato, destinati a iniziative considerate ambientalmente sostenibili secondo il quadro di riferimento del MEF. Tra le categorie ammesse figurano, tra le altre, energia rinnovabile, efficienza energetica, trasporto sostenibile, resilienza climatica e protezione delle risorse idriche.
Si può comprare il nuovo BTP Green dopo il collocamento?
È questa la domanda che già da ieri gli investitori retail che non hanno avuto accesso al collocamento si staranno ponendo. Vogliamo essere chiari onde evitare equivoci: sì, il BTP Green 2038 potrà essere acquistato sul mercato secondario, una volta disponibile alla negoziazione. Ovviamente la possibilità di negoziarlo dipende dall’operatività della propria banca o della propria piattaforma di investimento.
La procedura per il retail sarà sostanzialmente quella già utilizzata per gli altri titoli di Stato. L’investitore dovrà cercare il BTP Green con scadenza 30 ottobre 2038 attraverso il search della propria dashboard, individuare il relativo ISIN quando sarà disponibile per la negoziazione, e inserire un ordine di acquisto.
Attenzione perchè sul secondario il nuovo BTP Green non si acquista necessariamente al prezzo di 99,591 del collocamento. Il correte prezzo sarà determinato dagli scambi e potrà quindi essere superiore o inferiore a 100, con conseguenze dirette sul rendimento effettivo per chi entra successivamente.
Se, per esempio, il titolo dovesse essere acquistato sopra la pari, la cedola del 4,40% continuerebbe a essere calcolata sul valore nominale, ma il rendimento a scadenza sarebbe inferiore rispetto a quello ottenuto al prezzo di emissione. Al contrario, un prezzo sotto la pari aumenterebbe il rendimento implicito, a parità delle altre condizioni.
Ed ecco perchè è si legittimo restare “impressionanti” dal forte rendimento strappato dal BTP Green 2038 ma è sempre meglio andare oltre alla cedola del 4,40%. Per comprare sul secondario vanno verificati e monitorati il rezzo di mercato e il rendimento a scadenza indicato dall’intermediario al momento dell’acquisto. Saranno questi due dati a permettere di giudicare se e quanto conviene comprarlo.
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