trader in azione e sullo sfondo borsa di Milano
Crollo azioni Poste Italiane e TIM - RisparmiOggi.it
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Le azioni Poste Italiane e TIM sono oggi le peggiori del Ftse Mib, con vendite che si sono intensificate nel corso del pomeriggio. Quando manca circa mezzora alla chiusura della seduta, la quotata gialla spicca sul fondo del paniere di riferimento di Piazza Affari con un rosso del 4% a 25,6 euro mentre TIM segue a ruota con un passivo del 3,2% a 7,52 euro. Entrambi i titoli erano apparsi deboli in apertura di scambi, allargando repentinamente il rispettivo rosso nelle ultime ore di contrattazioni. Il prezzo del crollo è sulla performance a un mese che ora passa in rosso del 5% per Poste e dell’1,5% per l’ex monopolista.

La seduta delle due quotate va comunque inserita in un quadro più ampio: oggi sono sotto pressione anche diversi titoli del risparmio gestito e del comparto assicurativo, con forti vendite sia su Fineco che su Generali. Ovviamente sullo sfondo c’è poi la riapertura dell’OPAS di Poste su TIM, partita ieri dopo la conclusione della prima fase dell’offerta. I primi numeri della prima giornata permettono di fare un bilancio della nuova finestra, che resterà aperta fino al 25 settembre. E’ un bilancio parzialissimo ma non è entusiasmante. Come vedremo tra poco le adesioni sono rimaste contenute.

Come sta andando la riapertura dell’OPAS di Poste su TIM

La prima giornata della riapertura dell’OPAS ha prodotto 8.579.804 azioni TIM portate in adesione, pari a circa lo 0,4% del capitale della società. Un quantitativo basso che però ha consentito a Poste di superare il 67% del capitale di TIM. Un altro piccolo passettino in avanti.

Il dato va però letto tenendo in considerazione che la seconda finestra di adesioni è appena iniziata. La riapertura è infatti prevista per cinque sedute di borsa, dal 21 al 25 settembre, e quindi il risultato della prima giornata rappresenta soltanto il primo aggiornamento di una fase che deve ancora completarsi. Prima della riapertura, Poste possedeva il 66,627% di TIM. Questa partecipazione era composta dal 46,523% del capitale conferito all’offerta durante il periodo ordinario e dal 20,104% già detenuto direttamente.

Il superamento del 67% è quindi arrivato grazie a una prima tranche relativamente contenuta rispetto alla dimensione complessiva del capitale TIM. Per capire quale sarà la partecipazione finale di Poste bisognerà attendere gli aggiornamenti delle prossime sedute.

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Perché la soglia del 66,6% era così importante per Poste

Il livello di adesioni raggiunto al termine della prima fase dell’OPAS non è casuale. Il 66,6% del capitale rappresenta infatti una soglia pesante perché consente alla quotata gialla di disporre della maggioranza necessaria nelle assemblee straordinarie.

Ecco perchè l’indicazione arrivata dall’amministratore delegato di Poste, Matteo Del Fante, sull’intenzione di aumentare ulteriormente la partecipazione attraverso la riapertura assume un significato ben preciso nell’ambito dell’operazione.

Con il superamento dei due terzi, il peso di Poste nelle decisioni straordinarie di TIM diventa infatti ancora più ampio. La differenza rispetto a una semplice posizione di maggioranza riguarda proprio la possibilità di incidere sulle decisioni che richiedono deliberazioni dell’assemblea straordinaria. Il primo giorno della riapertura ha quindi già prodotto un risultato concreto: Poste è andata oltre quella soglia, anche se di poco. Resta ora da capire quanto crescerà ulteriormente la partecipazione entro la chiusura del 25 settembre.

Focus sempre sul corrispettivo per chi aderisce alla riapertura dell’OPAS

Anche per le azioni consegnate durante la riapertura, il corrispettivo per chi aderisce all’OPAS è composto da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane e 1,97 euro in contanti per ogni azione TIM. L’incremento della componente monetaria ha quindi modificato le condizioni rispetto alla proposta originaria. La nuova struttura del corrispettivo è quella sulla quale gli azionisti TIM sono chiamati a decidere durante questa seconda finestra.

L’obiettivo dichiarato da Poste dopo la conclusione della prima fase è quello di portare la partecipazione ampiamente sopra la soglia di controllo e procedere successivamente alle attività di integrazione tra le due società. La riapertura rappresenta quindi una nuova occasione per aumentare la quota. Secondo gli analisti di Intermonte nella seconda fase ci potrebbe essere una risposta significativa tenendo conto dell’attrattività per gli azionisti TIM, anche in considerazione della valutazione implicita del business domestico (circa 8x EV/EBITDAaL) nel raffronto con la media del settore europeo fissa a circa 6x. Per la SIM, inoltre, da non trascurare il fatto che chi ancora possiede azioni Telecom Italia riceverà il dividendo interim di Poste Italiane in pagamento a novembre.

Tirando le somme, la prima giornata non permette ancora di stabilire quanto sarà consistente la raccolta complessiva. Il dato di 8,58 milioni di azioni ha portato Poste appena oltre il 67%, ma gli azionisti TIM hanno ancora a disposizione altre quattro sedute per aderire.

È quindi soprattutto la velocità delle nuove adesioni a rappresentare il dato da seguire nei prossimi aggiornamenti. Un’accelerazione nelle giornate successive cambierebbe la dimensione della partecipazione finale; al contrario, un ritmo simile a quello del primo giorno indicherebbe una raccolta aggiuntiva più contenuta. In tutto questo contesto si va a collocare il pesante odierno scivolone di borsa sia per le azioni TIM che per le azioni Poste.

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