Btp Green

La notizia era attesa da tutti i risparmiatori interessati ai titoli di stato italiani e finalmente è diventata ufficiale: il Tesoro ha reso note le caratteristiche di un nuovo BTP Green che verrà collocato sul mercato attraverso sindacato. Un BTP verde già esiste, si tratta del BTP green 2045, e quindi la nuova emissione porterà sul secondario un titolo dalle caratteristiche strutturali simili ma con condizioni estremamente diverse.

Come già anticipato nei mesi scorsi, infatti, il nuovo BTP Green sarebbe si rimasto nel filone delle lunghe scadenza ma evidenziando una durata decisamente inferiore rispetto al suo predecessore. La data di scadenza del nuovo BTP Green è infatti aprile 2035. Ciò significa che la durata a regime del titolo sarà di soli 13 anni contro i 24 anni del primo BTP Green. Cambiano durata e data di scadenza mentre resta invariato la mission di questa tipologia di titolo di stato. Come nel caso della prima emissione, infatti, i proventi anche in questo caso saranno destinato al finanziamento delle spese sostenute dello Stato e caratterizzate da un impatto ambientale contenuto. ).

Nuovo BTP Green 2035: quando sarà collocato?

Per adesso il Tesoro si è limitato a rendere noto di aver dato mandato ad un pool di banche formato da BofA Securities Europe, Citibank Europe, Crédit Agricole, Deutsche Bank e Monte dei Paschi di Siena per il collocamento sindacato del secondo BTP Green. Considerando la tempistiche previste in questi casi, l’operazione si potrebbe chiudere rapidamente con la pubblicazione dei risultati.

Nuovo BTP Green 2035: focus sulle spese finanziate

Le spese che verranno finanziate dalla seconda emissione del BTP Green sono incluse nel Bilancio dello Stato Italiano relativo all’anno in corso corso oltre ai consuntivi dei tre anni precedenti e ammontano ad un totale di 36,3 miliardi.

Più nel dettaglio, i proventi verranno destinati ad una selezione nell’ambito di un pool di spese sostenibili che sono suddivise in sei categorie:

  • fonti rinnovabili,
  • efficienza energetica,
  • trasporti,
  • prevenzione e controllo dell’inquinamento
  • economia circolare,
  • tutela dell’ambiente e della diversità biologica

Come si può vedere dalla tabella in basso, sono i trasporti a rappresentare la principale voce, con ben 7,6 miliardi di spese assegnate ovvero il 57% del totale (in questa voce rientrano una serie di investimenti molto importanti per il sistema paese come l’alta velocità, l’elettrificazione delle tratte e i contributi alla mobilità ferroviaria). A seguire ci sono poi gli investimenti nella tutela ambientale che sono stati pari al 15,2% del totale nel quadriennio 2018-2021 (in questi investimenti rientra anche il Mose di Venezia). Al terzo posto gli investimenti per l’efficienza energetica che comprendono anche le spese sostenute per la riqualificazione degli edifici (12,2% del totale).

2019202020212022Totale
Fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e termica0000110
Efficienza energetica1.8292.0182.4382.2658.550
Trasporti5.1955.4705.5787.99324.236
Prevenzione e controllo dell’inquinamento e economia circolare122884490614
Tutela dell’ambiente e della diversità biologica1122984171.1511.978
Ricerca109133173401816
*I dati riferiti al 2021/2022 sono indicativi *Fonte: Ministero dell’Economia e delle Finanze, valori espressi in milioni di euro

Emissione BTP Green 2035: come potrebbe andare? Il precedente

Per avanzare delle ipotesi su come potrebbe andare la seconda emissione del BTP Green, si potrebbero prendere in considerazione i precedenti. La prima emissione del BTP Green aveva infatti evidenziato un vero e proprio record di richieste almeno per quello che riguarda l’ambito delle emissioni inaugurali di Green bond sovrani europei.

A partecipare al collocamento sindacato furono infatti 530 investitori con una forte componente ESG. La domanda complessiva del titolo vere ammontò a 80 miliardi di euro.

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Si potrebbe pensare che una simile reazione potesse essere frutto della novità e invece no perchè il forte appeal verso il BTP sostenibile è stato poi confermato al momento del collocamento della tranche del BTP green 2045 avvenuta nel mese di ottobre 2021.

Certo il clima era molto diverso rispetto a quello attuale (tanto per iniziare non c’era alcuna tensione geopolitica e nessuna guerra) ed è per questo che questa seconda emissione è un pò una scommessa da parte del MEF. Vedremo come finirà.