grafico a candele, indici di borsa e materie prime
Differenze della leva nel trading su forex, commodities e indici - RisparmiOggi.it

1:30, 1:50, 1:100, 1:500. Quando si parla di trading con leva, questi numeri possono fare una grande differenza agli occhi del trader. Ma c’è un problema: non basta trovare online un broker con una leva elevata per poterla effettivamente utilizzare su qualsiasi strumento e mercato.

La risposta alla domanda su dove trovare la leva più alta, tema di questa guida, dipende infatti da almeno tre fattori: lo strumento che si vuole negoziare, la propria classificazione come cliente e il Paese nel quale è regolamentato l’intermediario.

Tutto ciò rende particolarmente interessante il confronto tra forex, indici e materie prime. Sono mercati molto diversi tra loro e anche la leva massima applicabile cambia. Il forex major, per esempio, beneficia del limite più elevato in assoluto mentre per molte materie prime la soglia è decisamente più bassa. Anche nel caso degli indici azionari vale un criterio in base capitalizzazione: più alta per quelli più conosciuti e quindi più liquidi, più bassa negli altri casi.

Detto questo, fuori dall’Unione Europea il quadro può cambiare radicalmente fermo restando stessi rapporti di forza tra i vari mercati. E così su alcuni strumenti si possono trovare leve che arrivano anche a 1:500 se non oltre (anche in questo caso sono le principali coppie forex come Eur-Usd a primeggiare) creando una distanza enorme, ma proporzionale, rispetto ai limiti applicabili al retail europeo.

E allora vediamo cosa dietro quel numero che identifica la leva nel forex, sugli indici e sulle materie prime e quali condizioni bisogna accettare per poterla utilizzare.

Leva nel trading: cosa significa e perché cambia da un mercato all’altro

Facciamo un passo indietro.

La leva finanziaria consente di aprire una posizione di valore superiore al capitale disponibile come margine. È questo il meccanismo che permette, per esempio, di controllare una posizione da 30.000 euro utilizzando 1.000 euro di margine con una leva 1:30.

Il punto importante è che la leva non modifica il movimento del mercato: modifica la dimensione dell’esposizione rispetto al capitale impiegato.

Se un indice sale dell’1%, una posizione da 10.000 euro guadagna 100 euro, indipendentemente dal fatto che sia stata aperta utilizzando o meno la leva. Quello che cambia è il capitale necessario per mantenere quella posizione.

La leva diventa quindi particolarmente interessante nei mercati dove i movimenti percentuali possono essere relativamente contenuti ma frequenti… proprio come il forex e molto di meno su mercati con movimenti forse si più marcati ma meno frequenti come le azioni. Su una coppia valutaria major, variazioni dello 0,5% o dell’1% possono avere un impatto significativo se applicate a una posizione molto superiore al capitale depositato. Su petrolio, oro o indici, invece, la volatilità può essere maggiore e questo rende ancora più importante il rapporto tra dimensione della posizione e capitale disponibile.

È anche per questo che non è previsto un unico limite per tutti i CFD. Gli strumenti caratterizzati da maggiore volatilità o da specifiche caratteristiche di mercato hanno limiti differenti.

✅ Risorsa utile: Come gestire la leva nel trading

Leva massima per forex, indici e materie prime con i broker Esma

Per il trader retail soggetto alle regole dell’Unione europea, il livello massimo della leva dipende dal sottostante.

Il tetto più elevato è quello previsto per le principali coppie valutarie, con leva massima 1:30. Per le coppie Forex non principali il limite scende a 1:20. Lo stesso livello di 1:20 è previsto per oro e principali indici azionari. Per le altre materie prime e per gli indici non principali la leva massima scende invece a 1:10.

Ecco ad esempio il quadro delle leva massima applicato da un broker Esma molto conosciuto: IG (citiamo questo giusto per fare un nome ma la strutturazione delle leva in base ai mercati è identica per tutti i broker autorizzati in Europa).

CategoriaLeva massima retail UE
Coppie Forex principali1:30
Coppie Forex non principali1:20
Oro1:20
Indici principali1:20
Altre materie prime1:10
Indici non principali1:10

La differenza è tutt’altro che teorica. Con 1.000 euro di margine, una leva 1:30 consente di avere un’esposizione nominale fino a 30.000 euro; con 1:10 l’esposizione scende a 10.000 euro.

Le restrizioni sui CFD introdotte a livello europeo comprendono anche altri meccanismi di protezione per i clienti retail, tra cui la chiusura automatica delle posizioni quando il margine scende sotto determinate soglie e la protezione dal saldo negativo.

Leva massima per forex, indici e materie prime con broker off-shore

La stessa diversificazione della leva in base alla classe di strumento si ritrova anche nei broker offshore, dove però i livelli disponibili possono essere molto più elevati. FP Trading è un esempio utile per comprendere questo meccanismo: broker internazionale di tipo No-Esma, offre una leva massima di 1:500, ma non applica lo stesso limite a tutti gli strumenti. Su Forex e metalli preziosi si arriva infatti a 1:500, mentre sugli indici il massimo è di 1:200 per alcuni strumenti e di 1:100 per altri; sulle materie prime la leva può arrivare a 1:100 e sulle criptovalute si ferma a 1:50.

Questa diversificazione è un caso concreto di come la leva possa essere modulata in funzione della classe di asset anche al di fuori del perimetro Esma. Il broker offre un’infrastruttura ECN, elevata velocità di esecuzione, liquidità istituzionale e strumenti tecnologici avanzati, con accesso alle piattaforme MetaTrader e cTrader e funzionalità basate sull’intelligenza artificiale (FP Trading AI).

La leva fino a 1:500 di FP Trading è un esempio della maggiore flessibilità disponibile nel mercato offshore, ma proprio per questo si tratta di un’offerta non destinata ai clienti retail dell’Unione europea. Al posto della protezione per i clienti retail prevista dalla normativa Esma, FP Trading prevede forme diverse di tutela come la secretazione dei conti e coperture assicurative.

Dove trovare la leva più alta: Europa e offshore

È qui che nasce gran parte della confusione.

Una ricerca online sulla leva dei CFD può restituire facilmente offerte da 1:100, 1:200, 1:500 e anche 1:1000, livelli che sembrano incompatibili con il limite europeo di 1:30. In realtà non c’è necessariamente una contraddizione: spesso si tratta di condizioni offerte da entità regolamentate in Paesi al di fuori dell’Unione europea.

La leva 1:500, quindi, può esistere sul mercato, ma non significa che un cliente retail italiano possa automaticamente ottenerla attraverso qualsiasi intermediario.

Quando si incontra un’offerta di questo tipo bisogna verificare quale società sarà effettivamente la controparte del contratto. Un gruppo internazionale può avere diverse entità, soggette a normative differenti, e le condizioni applicate possono cambiare in funzione della giurisdizione.

Un’altra possibilità riguarda la classificazione come cliente professionale. In presenza dei requisiti previsti dalla normativa, alcune delle protezioni applicate ai clienti retail possono non essere applicabili nello stesso modo. Non si tratta però di una scorciatoia per ottenere una leva maggiore: la classificazione professionale richiede requisiti specifici e comporta anche la rinuncia o la modifica di alcune tutele.

Per questo motivo, confrontare semplicemente il numero indicato accanto alla parola “leverage” può essere fuorviante.

Risorsa utile: Perchè alcuni broker offrono leva 1:30 e altri 1:500?

Leva forex, indici e materie prime: cosa cambia davvero tra i broker

Due intermediari possono offrire la stessa leva massima e presentare condizioni di trading molto diverse.

Il primo elemento da verificare è quindi la leva applicabile al singolo strumento. Lo abbiamo evidenziato in precedenza: dire che un intermediario Esma offre leva 1:30 non significa necessariamente che 1:30 sia disponibile su petrolio, oro o su ogni indice presente sulla piattaforma. Dipende dal mercato. Lo stesso dicasi per un broker off-shore.

Occorre poi guardare al requisito di margine. La leva è, in sostanza, il rapporto inverso rispetto al margine richiesto: maggiore è la leva, minore è il capitale necessario per aprire una posizione di una determinata dimensione. Ma il costo complessivo dell’operazione non si esaurisce qui.

Spread, commissioni, eventuali costi overnight, dimensione minima della posizione e condizioni durante le fasi di elevata volatilità possono incidere molto di più sulla convenienza effettiva rispetto alla differenza tra 1:20 e 1:30.

Un trader che opera sul Forex dovrebbe quindi guardare soprattutto a spread e commissioni. Chi utilizza posizioni su materie prime e le mantiene per più giorni dovrà prestare maggiore attenzione anche ai costi di finanziamento.

Infine c’è un aspetto spesso trascurato: la leva massima non obbliga a utilizzarla completamente. Avere accesso a 1:30 non significa dover aprire una posizione trenta volte superiore al proprio capitale.

Immaginiamo due trader con 1.000 euro sul conto.

Il primo apre una posizione da 5.000 euro, utilizzando di fatto una leva 1:5. Il secondo apre una posizione da 30.000 euro, sfruttando una leva 1:30.

Se il mercato sale dell’1%, il primo guadagna 50 euro mentre il secondo ne guadagna 300, prima dei costi. Ma se il mercato si muove dell’1% nella direzione opposta, le perdite saranno esattamente le stesse: 50 euro contro 300 euro.

È questo il punto centrale della leva. Non crea un rendimento maggiore dal nulla: consente di assumere una posizione maggiore rispetto al capitale disponibile.

Il problema emerge quando la dimensione della posizione cresce troppo rispetto al conto. Un movimento relativamente normale del mercato può allora trasformarsi rapidamente in una perdita significativa. Con leva 1:500, per esempio, una posizione nominale da 50.000 euro potrebbe essere aperta con un margine iniziale teorico di appena 100 euro. Questo non significa che 100 euro siano sufficienti per sostenere in sicurezza quella posizione: una variazione avversa molto piccola può incidere pesantemente sul margine disponibile e portare a forti perdite.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.