titolo Campari in borsa
Forte rialzo per le azioni Campari dopo upgrade (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Campari sono le assolute protagoniste nella prima seduta settimanale di borsa. A metà mattinata il titolo milanese avanza del 4,4% a 5,97 euro, dopo aver toccato un massimo intraday a 5,99 euro. Manca quindi appena un centesimo alla soglia psicologica dei 6 euro.

Il movimento rialzista in atto sulle azioni Campari mentre è in corso la redazione dell’articolo, viene messo ancora più in risalto dal contestuale passivo dello 0,4% che invece caratterizza il Ftse Mib per effetto delle forti vendite su Prysmian e STM. Le azioni Campari si stanno quindi muovendo in controtendenza e, grazie all’intensità del rally riescono anche da annullare il passivo accumulato su base mensile, tornando invariate. Parallelamente si allarga il verde da inizio anno ora arrivato all’8,5%.

A sostenere i forti acquisti in atto oggi su Campari è una doppia promozione: UBS e Morgan Stanley hanno entrambe migliorato il giudizio sul titolo, con nuovi target price che lasciano spazio di crescita (potenziale) rispetto alle quotazioni attuali. E proprio sulle nuove valutazioni concentriamo la nostra attenzione.

Azioni Campari: doppio upgrade da UBS e Morgan Stanley

Il palese catalizzatore di Campari è rappresentato dal doppio upgrade arrivato praticamente in contemporanea.

Morgan Stanley ha portato la raccomandazione su Campari a overweight dal precedente equalweight. Risultato è che ora il suggerimento è di sovra-pesare Campari nel portafoglio di investimento mentre prima il consiglio era dare un peso uguale a quello medio. La banca d’affari americana ha invece mantenuto il target price a 6,50 euro, un livello che rispetto ai 5,97 euro attuali implica un potenziale rialzo di circa il 9%.

Ancora più pesante la valutazione di UBS, che ha alzato il giudizio a buy da neutral (quindi da mantenere a comprare) e contemporaneamente ha aumentato il prezzo obiettivo da 6,10 a 7 euro. In questo caso il potenziale di apprezzamento rispetto alle quotazioni di metà mattinata è vicino al 17%.

La combinazione dei due giudizi contribuisce a spiegare perché Campari stia riuscendo a muoversi controcorrente rispetto al mercato. Il rialzo del titolo non solo uno movimento tecnico: le due banche d’affari hanno espresso una maggiore fiducia sulle prospettive del titolo, proprio mentre il settore degli spirits continua ad affrontare una fase complessa.

La distanza dai target price, inoltre, lascia agli investitori un elemento di valutazioni discrezionale. A 5,97 euro le azioni Campari sono ormai a un passo dai 6 euro, ma secondo UBS potrebbero spingersi fino a 7 euro, mentre Morgan Stanley vede un valore di 6,50 euro.

Campari sale mentre il settore degli alcolici resta sotto pressione

Il rally arriva in un momento tutt’altro che semplice per il comparto. Proprio la settimana scorsa Francesco Bartolino sul Corriere della Sera, in un’analisi dedicata a 360 gradi al segmento beverage, si interrogava su come i grandi produttori di alcolici stiano affrontando la crisi dell’alcol e il calo dei consumi.

Il problema è ormai evidente. Secondo i dati citati nell’analisi, dal 2022 i consumi mondiali di bevande alcoliche hanno imboccato una traiettoria discendente, con una contrazione del 2,8% nel 2025 secondo Iwsr. Non si tratta soltanto di una debolezza congiunturale. Il punto è che alcuni cambiamenti nelle abitudini dei consumatori stanno diventati strutturali: i giovani bevono meno, gli adulti prestano maggiore attenzione alla salute e le occasioni di consumo stanno cambiando.

La conseguenza è stata pesante anche in borsa. Pernod Ricard e Remy Cointreau hanno perso quasi il 70% dai massimi della primavera 2023, mentre le azioni Campari hanno registrato una flessione di circa il 50% dai suoi picchi ma, al tempo stesso sono riuscite comunque a mostrare una maggiore tenuta grazie alla relativa forza del segmento degli aperitivi.

Il gruppo, prosegue l’analisi del quotidiano italiano, ha inoltre attraversato una fase delicata sul piano manageriale, dopo l’uscita dello storico ceo Bob Kunze-Concewitz e il successivo abbandono di Matteo Fantacchiotti, rimasto alla guida per appena cinque mesi. Con Simon Hunt al vertice, Campari ha avviato un processo di semplificazione del portafoglio, che ha portato anche alla cessione di Cinzano, Averna e Zedda Piras.

Perché il mercato torna a comprare le azioni Campari?

Tenendo presenti gli ottimi spunti dell’analisi del CorSera e guardando all’andamento odierno delle azioni Campari, viene da pensare che, forse, nel caso di Campari, una parte delle difficoltà del settore possa essere già incorporata nei prezzi. Del resto la quotata milanese può contare su una caratteristica che l’ha aiutata a limitare i danni rispetto ad altri grandi operatori: la maggiore resilienza del comparto degli aperitivi.

Il mercato dovrà naturalmente verificare se questa maggiore tenuta sarà sufficiente per sostenere la crescita in un settore nel quale i consumatori stanno modificando le proprie abitudini. Ma intanto il segnale arrivato dalle banche d’affari è chiaro: dopo la lunga discesa, Campari torna a essere considerata un’opportunità di acquisto.

E la borsa, almeno da quello che si vede oggi, sta prendendo posizione.

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