Il mercato delle obbligazioni societarie da tempo non offre grandi spunti ma, una recente emissione condotta dalla compagnia di crociere Norwegian Cruise, non è passata inosservata.

I nuovi bond corporate emessi dalla Norwegian Cruise hanno fatto notizia per due distinti motivi. Da un lato c’è la consapevolezza che trovare una società che in piena emergenza coronavirus azzardi l’emissione di nuove obbligazioni societarie sia merce rara mentre dall’altro c’è la singolarità che a collocare nuovi bond sia stato uno dei più importanti players attivi del settore delle crociere. Un doppio azzardo, quindi, se si considera che proprio il comparto crociere, assieme al travel e alla ristorazione, è uno dei più danneggiati dalla pandemia.

Insomma Norwegian Cruise ha provato l’azzardo e, considerati quelli che sono stati i risultati del collocamento è stata premiata.

L’emissione è stata doppia. Ad essere collocato, infatti, è stato un bond convertibile da 650 milioni di dollari e obbligazioni a tasso fisso per complessivi 600 milioni di dollari. Differente il tipo di obbligazioni collocate dalla Norwegian Cruise ma analogia la durata. Sia il nuovo bond convertibile che il tasso fisso hanno durata pari a 4 anni.

Entrambe le obbligazioni non sono per tutti e questo sia a causa della struttura dei due prestiti obbligazionari che del contesto generale molto incerto. Con il mercato delle obbligazioni bancarie fermo, però, forse è il caso di guardare oltre i confini nazionali e i bond norvegesi emessi ieri sono in tal senso un’alternativa da prendere in considerazione se non altro per diversificare i risparmi.

Bond convertibile Norwegian Cruise: caratteristiche e risultati collocamento

Le obbligazioni convertibili sono un particolare tipo di bond che si adatta ed esigenze di investimento molto particolari come si può leggere nella guida dedicata.

Ieri la compagnia di crociere ha collocato un convertibile da 650 milioni attraverso un’offerta riservata.

Il rating delle nuove obbligazioni convertibili in azioni è junk vale a dire spazzatura. Il totolo offre una cedola del 12,25%, percentuale che rappresenta l’estremo basso del range 12,25-12,50% che era stato indicato dalla compagnia in fase di guidance.

Il prezzo strappato dal nuovo bond è pari a 99 centesimi, valore massimo della forchetta 98,5-99. Questo significa che il rendimento delle obbligazioni alla scadenza è pari al 12,575%.

Considerando quelli che sono (anzi erano) i rendimenti di molte obbligazioni corporate prima dell’emergenza coronavirus, è evidente che siamo su valori altissimi, espressioni dall’alto livello di rischio delle obbligazioni. Non ci sono misteri perchè è stata la stessa società norvegese a manifestare dubbi sulla sua capacità di onorare le scadenze per l’anno prossimo se non dovessero arrivare finanziamenti. Del resto la Norwegian Cruise ha sospeso le prenotazioni fino a giugno prossimo ossia da qui a un anno.

I bond convertibili Norwegian Cruise hanno una cedola compresa tra il 5,75% e il 6,25% mentre il tasso di conversione a premio è collocabile nella forchetta tra il 20 e il 25%. Questi numeri non devono meravigliare poichè le obbligazioni emesse dalla stessa società norvegese con scadenza 2024 e cedola 3,625%, da febbraio ad oggi hanno già perso un terzo del loro valore. Tutto questo è espressione della crisi che il comparto crociere attraversa a causa dell’emergenza Covid19.

Norwegian Cruise Line Holdings in forte crisi

Che la situazione sia molto grave non è un mistero. E’ stata la stessa Norwegian Cruise Line Holdings a mettere in risalto che il coronavirus continuerà ad avere un impatto significativo sulle condizioni finanziarie. Questa situazione, a sua volta, condizionerà anche la capacità della società di riuscire a ottenere finanziamenti sufficienti a finanziare la riduzione di liquidità. La crisi è quindi dietro l’angolo soprattutto se non ci dovessero essere indicazioni più precisi sui tempi della ripartenza.

Del resto, secondo alcune voci ben informate, il primo trimestre 2020 di Norwegian Cruise Line Holdings si sarebbe chiuso con una perdita di oltre 2 miliardi. Di ufficiale non c’è nulla perchè la pubblicazione dei conti è stata rinviata. E anche questo testimonia la gravità della situazione.