Fine maggio: il rialzo dei tassi BCE per contrastare la forte accelerazione dell’inflazione è assodato. Il primo appuntamento utile in tal senso sarà il board EuroTower di giugno. In quell’occasione ci dovrebbe essere il primo aumento del costo del denaro dopo anni. Non dovrebbe neppure un provvedimento isolato visto che la maggior parte degli analisti ritiene possibili ben tre rialzi dei tassi BCE. Questo scenario può essere sfruttato in modo immediato con gli ETF monetari. Il loro rendimento, infatti, è legato a doppio filo all’andamento del saggio ufficiale BCE.
Senza girarci tanto attorno: i tassi BCE salgono? il ritorno degli ETF monetari fa altrettanto quasi simultaneamente.
Visto che lo scenario è inevitabile (a dirlo non siamo noi ma l’andamento dell’inflazione nell’area Euro ad aprile), tanto vale non farsi trovare impreparati e selezionare già ora i migliori ETF monetari. C’è tutto il tempo a disposizione per confrontare, scegliere ed entrare sfruttando anche le valutazioni più contenute che ci sono oggi grazie al basso costo del denaro prima che le quotazioni inizino a risalire per effetto del prossimo aumento del saggio.
Proprio da questa filosofia nasce questa guida. Nei prossimo paragrafi analizzeremo 3 ETF monetari che meglio si prestano a cavalcare il prossimo rialzo dei tassi BCE. I fondi esaminati hanno caratteristiche diverse proprio per sfruttare da differente angolatura l’aumento del costo del denaro. E poi spiegheremo anche come selezionare in autonomia gli ETF monetari.
Indice
Quali sono i migliori ETF monetari del 2026
Stranissimo destino quello degli ETF monetari. Giustamente sulla cresta dell’onda fino ad alcuni anni fa quando il saggio BCE era ai massimi, sono poi usciti dai portafogli a causa del brusco scivolone dei rendimenti innescato dalla raffica di tagli al costo del denaro. Ora stanno per riprendersi la loro rivincita “grazie” alla guerra in Iran e alla chiusura di Hormuz. Tutto da lì è partito per arrivare poi alla zampata di una inflazione che nelle intenzioni dell’EuroTower si doveva attestare al 2% massimo che, a sua volta, renderà inevitabile la risalita del costo del denaro.
Questa la situazione che si sta andando a profilare. Da qui la necessità di proteggere e remunerare la liquidità a breve termine. Scopo a cui perfettamente si prestano gli ETF monetari con la loro capacità di “catturare” in modo immediato l’andamento dei tassi interbancari di riferimento (fortemente legati proprio alle decisioni della BCE).
Ne abbiamo selezionati tre: i primi due legati al tasso Overnight (€STR) e il terzo a replica fissa:
- Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C (XEON)
- Amundi Smart Overnight Return UCITS ETF EUR (SMART)
- iShares EUR Government Bond 0-3month UCITS ETF (E0UA)
Nei prossimi paragrafi una recensione su tutti e tre questi ETF. Non recensione generica come quella che puoi trovare anche su ChatGpt ma un’analisi che valuta come ognuno di questi fondi può aiutare a cavalcare il rialzo dei tassi BCE. Ovviamente per ognuno, poi, ticker, costi e rendimento sempre in chiaro.
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I 2 ETF “giganti” legati al tasso interbancario (€STR)
I primi due ETF monetari dell’elenco hanno lo stesso minimo comun denominatore: tutti e due replicano l’€STR (Euro Short-Term Rate), vale a dire il tasso a cui le banche europee si prestano denaro dalla sera alla mattina. Quando la BCE muove i tassi, l’€STR si adegua di riflesso il giorno stesso. Per seguire questo tasso che è immobile e privo di fluttuazioni, i due ETF usando una replica sintetica (contratti Swap). Ovviamente le singole caratteristiche sono poi diverse.
Xtrackers II EUR Overnight Rate Swap UCITS ETF 1C (XEON)
- ISIN: LU0290358497
- TER (Costo annuo): 0,10%
- Politica: accumulazione (reinveste gli interessi)
- Rendimento annuo: +2%
È l’ETF monetario più grande e liquido del settore. Essendo a replica sintetica, la marcia in più risiede nel suo paniere collaterale, composto prevalentemente da Titoli di Stato della White List. Proprio questo meccanismo gli permette di godere di una tassazione agevolata molto vicina al 12,5% invece del classico 26%.
Si tratta di un ETF ad accumulazione, quindi gli interessi maturati vengono reinvestiti automaticamente nel fondo, facendo crescere gradualmente il valore della quota. Con un TER dello 0,10% e un profilo di rischio molto basso, XEON viene spesso scelto per parcheggiare liquidità nel breve termine o come componente difensiva di portafoglio. Queste in condizioni di stasi per il costo del denaro. Con il rialzo dei tassi BCE, però, il contesto cambia del tutto.
Amundi Smart Overnight Return UCITS ETF EUR (SMART)
- ISIN: LU1190417599
- TER (Costo annuo): 0,10%
- Politica: accumulazione
- Rendimento: +2,5%
L’obiettivo di questo ETF è riflettere il rendimento dell’€STR (Euro Short-Term Rate), maggiorato o diminuito di una frazione microscopica dovuto ai costi di gestione. Ad accumulazione, non distribuisce cedole ma capitalizza gli interessi giornalmente. Il suo grafico si presenta quindi come una linea retta costantemente inclinata verso l’alto (finché i tassi BCE sono positivi). Non investendo in obbligazioni a lungo termine, SMART non soffre il rischio di perdita di capitale legato alle oscillazioni dei prezzi di mercato. Se i tassi salgono, il fondo non scende: semplicemente, la sua linea di crescita diventa più ripida.
Offre prestazioni eccellenti in termini di rendimento lordo. Tuttavia, il suo paniere di garanzia contiene spesso una percentuale maggiore di azioni internazionali. Di conseguenza, per via delle regole fiscali italiane, la sua tassazione tende a essere più vicina al 26%, rendendolo meno efficiente nei conti privati rispetto a XEON.
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L’alternativa “pura”: l’ ETF monetario a brevissimo termine
C’è chi preferisce evitare i contratti derivati (swap) e la complessità dei panieri collaterali. In questo caso la scelta migliore va su fondi che comprano fisicamente i titoli sul mercato, concentrandosi su scadenze cortissime (inferiori ai 90 giorni) per annullare il rischio di oscillazione dei prezzi.
Ecco quindi il terzo asset che abbiamo inserito nella lista dei migliori ETF monetari 2026.
iShares EUR Government Bond 0-3month UCITS ETF (E0UA)
- ISIN: IE000JLXYKJ8
- TER (Costo annuo): 0,07%
- Politica: accumulazione
- Rendimento: +1,98%
Questo ETF compra fisicamente i titoli di Stato emessi dai paesi dell’Eurozona (come BOT italiani o Schatz tedeschi) che si trovano a un passo dalla scadenza. Quando i titoli scadono, la liquidità viene immediatamente reinvestita nelle nuove emissioni che incorporano già i tassi più alti decisi dalla BCE.
Il vantaggio rispetto agli altri due analizzati in precedenza è sui costi. E0UA offre il costo di gestione più basso del lotto (0,07%) e azzera il rischio controparte (non ci sono banche partner per lo swap). Inoltre, investendo esclusivamente in debito sovrano, la tassazione agevolata al 12,5% è garantita per legge al 100%, senza le oscillazioni tipiche dei sintetici. L’altra faccia della medaglia è che il grafico può mostrare piccolissime (ma quasi irrilevanti) oscillazioni quotidiane e il rendimento può essere di pochi decimali inferiore rispetto all’€STR puro.
Perchè usare XTB per investire sugli ETF monetari

Quando investi in ETF monetari, la piattaforma scelta conta tantissimo. E non lo dico tanto per dire.
Tutti nella loro vita di trader avranno fatto i conti almeno una volta con broker con un’offerta limitata, magari con pochi ETF disponibili oppure con costi che alla lunga finiscono per pesare più del previsto sui rendimenti. Senza parlare delle banche tradizionali, dove nella maggior parte dei casi il cliente viene spinto verso prodotti più convenienti per loro…
XTB è tra i broker più interessanti per investire in ETF monetari. La piattaforma xStation 5 (plurpremiata) mette a disposizione un catalogo molto ampio di ETF e questo permette di trovare facilmente strumenti adatti sia per gestire la liquidità sia per cercare rendimenti legati ai tassi di interesse dell’Eurozona.
Aspetto molto competitivo è quello relativo ai costi. Con XTB si possono sempre acquistare ETF senza commissioni fino a 100.000 euro di volume mensile. Questa politica chiara e secca è un grande vantaggio per tutti gli ETF…ma soprattutto per quelli monetari, dove anche piccole differenze di costo possono incidere sul rendimento finale.
C’è poi tutta la questione della flessibilità. Se un ETF quota troppo in alto, si possono comunque acquistare frazioni di quota e iniziare a investire anche con capitali ridotti. Il frazionamento è una funzionalità molto utile perchè permette di costruire gradualmente la propria esposizione senza dover immobilizzare subito cifre elevate.
E poi c’è la possibilità di creare PAC automatici sugli ETF. È una soluzione che aiuta a investire con regolarità nel tempo e che può essere particolarmente utile anche per gestire la liquidità in attesa di opportunità migliori sui mercati.
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Come selezionare i migliori ETF monetari per cavalcare il rialzo dei tassi BCE?
Il primo aspetto da guardare è il benchmark replicato dall’ETF. Come abbiamo visto tra i migliori ETF monetari ci sono quelli che replicano l’€STR. Questa replica è forse la più intuitiva perchè quando l’EuroTower alza i tassi, anche il rendimento di questi ETF tende a crescere rapidamente.
Un altro elemento importante riguarda i costi. Sugli ETF monetari il rendimento dipende molto dai tassi ufficiali e proprio per questo avere commissioni basse può fare una grande differenza nel risultato finale. Conviene quindi controllare sempre il TER dell’ETF e preferire strumenti efficienti dal punto di vista dei costi.
Anche la dimensione del fondo e la liquidità sono aspetti fondamentali. ETF molto grandi e con elevati volumi di scambio tendono ad avere spread più contenuti e una gestione generalmente più efficiente. Inoltre risultano più semplici da acquistare e vendere in qualsiasi momento della giornata di mercato.
Attenzione poi alla struttura del prodotto. Alcuni ETF monetari utilizzano una replica fisica, altri una replica sintetica tramite swap. Non significa che una soluzione sia automaticamente migliore dell’altra, ma è importante capire come il fondo genera il rendimento e quali rischi aggiuntivi potrebbero esserci.
Infine bisogna considerare il proprio obiettivo. Gli ETF monetari possono essere utilizzati per parcheggiare liquidità in attesa di opportunità sui mercati, per ridurre la volatilità del portafoglio oppure semplicemente per cercare un’alternativa più efficiente rispetto alla liquidità ferma sul conto corrente.
Perchè l’aumento dei tassi BCE è inevitabile nel 2026
L’escalation della crisi energetica in Medio Oriente, il rialzo delle aspettative di inflazione e il rischio di una nuova trasmissione dei rincari all’economia reale rendono inevitabile lo scenario di aumento del costo del denaro nel 2026.
Le ultime considerazioni del governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e le analisi di Intesa Sanpaolo vanno tutte nella stessa direzione. Il rischio non è più soltanto quello di una crescita debole, ma quello di un ritorno dell’inflazione strutturale nell’Eurozona.
Secondo le stime richiamate dalla Banca d’Italia, in uno scenario avverso il picco dei prezzi potrebbe superare il 6%, con il rischio di restare ben sopra il target BCE per un periodo prolungato.
Il nodo centrale è che lo shock energetico non resterebbe confinato solo alle bollette o ai carburanti. Con il passare dei mesi i rincari rischierebbero di trasferirsi progressivamente a sempre più settori dell’economia reale. Ed è proprio questo il meccanismo che la BCE vuole evitare.
In questo contesto diventa difficile immaginare una BCE completamente ferma nel 2026. La banca centrale europea continua ufficialmente a mantenere un approccio “data dependent”, cioè basato sui dati macroeconomici riunione dopo riunione, ma il mercato sta già da tempo prezzando una politica monetaria più aggressiva.
Gli economisti di Intesa Sanpaolo ritengono che permanere di prezzi energetici elevati e il forte aumento delle aspettative d’inflazione abbiano fatto salire le probabilità di una nuova stretta monetaria.
Secondo Intesa, la BCE potrebbe arrivare ad alzare i tassi fino a tre volte nel corso del 2026, per poi eventualmente fermarsi nel 2027 qualora le tensioni si riducessero.
La logica dietro questa strategia è abbastanza chiara. Se la BCE lasciasse correre troppo l’inflazione, rischierebbe di perdere credibilità nella lotta al caro prezzi. E una volta che famiglie e imprese iniziano ad aspettarsi inflazione elevata nel lungo periodo, riportare la situazione sotto controllo diventerebbe molto più costoso in termini economici.
Ecco perchè il rialzo dei tassi BCE è inevitabile.
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