Le azioni Intel sembrano essere tornate a infiammare Wall Street ancora prima del suono della campanella dell’opening bell. Dopo la nuova frenata della seduta di ieri, conclusa in area 100 dollari (-2% rispetto alla sessione precedente), il titolo ha cambiato improvvisamente marcia prima nell’afer-hours per poi proseguire anche nella fase di pre-market, dove sale a 104 dollari con un progresso di circa il 4%.
Un movimento ad alta volatilità che ruota tutto attorno ad un evento ben preciso: la pubblicazione dei conti trimestrali. Avvenuta dopo il suono della campanella di chiusura, ha subito infiammato le contrattazioni after-hours prima di ridimensionare parte dello slancio. A convincere sono stati risultati ben superiori alle attese e prospettive che confermano come il gruppo stia beneficiando della forte domanda legata all’intelligenza artificiale. Vediamo tutto nel dettaglio.
Una trimestrale che supera le attese del mercato
A sostenere lo scatto del titolo Intel sono stati numeri che hanno sorpreso positivamente gli analisti praticamente su tutti i principali indicatori.
Intel ha archiviato il secondo trimestre con un utile per azione rettificato di 0,42 dollari, quasi il doppio rispetto ai 0,21 dollari attesi dal consenso di Wall Street.
Anche il fronte dei ricavi ha evidenziato una performance molto solida. Il fatturato è salito del 25% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo 16,13 miliardi di dollari, superando con ampio margine le previsioni degli analisti, ferme intorno a 14,3 miliardi.
Si tratta della crescita trimestrale dei ricavi più elevata registrata da Intel dal 2011, dato che conferma come il gruppo stia attraversando una fase di accelerazione dopo un lungo periodo caratterizzato da difficoltà competitive.
I risultati indicano inoltre un miglioramento sia sul fronte della domanda sia su quello dell’esecuzione operativa. La società ha infatti evidenziato una crescita sostenuta nelle attività legate ai processori per data center e nelle divisioni collegate ai servizi di fonderia, due aree considerate strategiche per intercettare gli investimenti destinati alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
L’intelligenza artificiale continua a trainare la ripresa di Intel
Gran parte della forza mostrata dalla trimestrale di Intel deriva proprio dall’evoluzione del mercato dell’AI, che continua ad alimentare la domanda di capacità di calcolo.
L’amministratore delegato Lip-Bu Tan ha sottolineato come l’intelligenza artificiale stia generando una domanda senza precedenti di potenza di calcolo, coinvolgendo non soltanto le CPU, ma anche i chip ASIC, il packaging avanzato e le attività di fonderia.
Nel corso del trimestre Intel ha inoltre rafforzato la propria strategia industriale presentando nuovi sistemi AI su scala rack, introducendo il processore server Xeon 6+ realizzato con il processo produttivo Intel 18A, ampliando l’offerta software dedicata all’intelligenza artificiale e annunciando nuove collaborazioni con partner industriali come Foxconn, Siemens e Fortinet.
Sul fronte finanziario, il direttore finanziario Dave Zinsner ha attribuito il superamento delle stime a una domanda più sostenuta del previsto e a una migliore esecuzione operativa. Il management ha inoltre annunciato un incremento significativo degli investimenti destinati ad apparecchiature produttive, camere bianche e substrati, con l’obiettivo di sostenere la crescita della capacità produttiva nei prossimi trimestri.
Tutti questi elementi vengono interpretati dal mercato come ulteriori segnali della strategia di rilancio intrapresa dalla società, che punta a rafforzare la propria posizione competitiva in uno dei segmenti più dinamici dell’intero settore tecnologico.
Outlook sopra le attese
A convincere gli investitori non sono stati soltanto i risultati appena pubblicati, ma anche le indicazioni fornite sul trimestre in corso.
Intel prevede infatti ricavi compresi tra 15,8 e 16,8 miliardi di dollari, un intervallo superiore alle aspettative del mercato, che si attestavano intorno ai 15,1 miliardi.
Anche la guidance sugli utili appare più favorevole del previsto. La società stima infatti un utile per azione rettificato di 0,38 dollari, mentre il consenso degli analisti indicava valori sensibilmente inferiori. A livello GAAP, invece, l’utile previsto è pari a 0,31 dollari per azione.
Le prospettive diffuse dal management rafforzano quindi la percezione di una fase di crescita sostenuta, alimentata dall’espansione della domanda legata alle infrastrutture AI e dagli investimenti nei semiconduttori di nuova generazione.
La trimestrale rimette Intel sotto i riflettori del mercato
La reazione del pre-market dimostra come gli investitori abbiano accolto con favore non solo i risultati del trimestre appena concluso, ma anche le indicazioni sul prosieguo dell’anno. Il forte recupero arriva dopo settimane difficili per il titolo: Intel perde ancora il 23% nell’ultimo mese, segno che parte del mercato aveva già scontato aspettative molto elevate. Su un orizzonte di dodici mesi, però, il quadro resta completamente diverso, con una performance di circa +340%, alimentata dal boom dell’intelligenza artificiale e dalla corsa globale agli investimenti nei semiconduttori.
La seduta di oggi servirà quindi soprattutto a misurare la solidità dell’entusiasmo visto nelle contrattazioni fuori orario. Se il rally dovesse trovare conferma anche durante gli scambi regolari, Intel potrebbe tornare a essere uno dei protagonisti della giornata a Wall Street, con il mercato che continuerà a valutare l’impatto dei nuovi investimenti, della crescita del business AI e delle indicazioni fornite dal management sui prossimi trimestri. Al di là delle ipotesi, una cosa è certa: la trimestrale ha riportato il gruppo americano tra i titoli più osservati del settore tecnologico.
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