Emessi per la prima volta negli anni ’70 i BOT sono titoli di debito pubblico italiano con scadenza a breve termine (3, 6 e 12 mesi). In pratica, rappresentano delle obbligazioni grazie alle quali lo Stato ottiene liquidità dai risparmiatori.

Investimenti a breve termine che permettono ai sottoscrittori dei BOT di ridurre considerevolmente i rischi ma, allo stesso tempo, anche i rendimenti. Prima di capire se conviene ancora investire i propri risparmi in questi titoli di Stato, vediamo come si calcola il rendimento BOT, come funziona l’asta pubblica per il loro acquisto, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e le previsioni per questo 2020.

Rendimento BOT: come si calcola

Dove mettere i risparmi

I BOT sono titoli di credito al portatore, o d’ordine, e vengono venduti in grandi tranche, a intermediari finanziari come ad esempio le banche, per mezzo di un asta pubblica competitiva. Gli istituti bancari poi provvederanno e vendere i titoli ai risparmiatori i quali potranno sottoscriverli per un valore nominale minimo di 1000 euro o per multipli di questa cifra.
I buoni possono avere una durata di 3, 6, 12 mesi e alla scadenza i titolari potranno riscuotere il loro valore nominale. Nel caso dei BOT infatti il profitto è dato dalla differenza tra quanto pagato al momento dell’acquisto e il loro valore nominale. È proprio alla luce di tale caratteristica particolare che i BOT si configurano come zero coupon bond, in quanto l’imposta sugli interessi è prepagata al momento dell’acquisto.

In pratica, attraverso un semplice calcolo matematico, già al momento della sottoscrizione dei BOT è possibile conoscerne il loro rendimento.

Se ad esempio si possiede un BOT del valore nominale di 1000 euro, che è stato acquistato al prezzo di 997 euro, il guadagno netto sarà pari a 3 euro.

>>> Leggi qui per conoscere come calcolare il rendimento dei BOT (formula).

Asta BOT: come funziona

Come calcolare la giacenza media conto corrente

L’ asta BOT viene effettuata presso la Banca d’Italia alla presenza di due funzionari: uno della stessa Banca e l’altro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Ciascun operatore abilitato può inviare, in maniera telematica, fino ad un massimo di tre richieste purché differenziate nel rendimento di almeno un centesimo di punto. La richiesta minima che può essere immessa nel sistema da parte di ciascun operatore è pari a 1,5 milioni di euro mentre quella massima non può superare il quantitativo offerto in asta.

Vengono, in prima battuta, soddisfatte le richieste che prevedono i rendimenti più bassi e poi, gradualmente, quelle con i rendimenti più alti, in ordine crescente.
Una volta conclusa l’aggiudicazione, ciascun intermediario finanziario ha l’obbligo di garantire ai risparmiatori che sottoscriveranno i BOT l’applicazione del prezzo medio ponderato che viene calcolato nel corso della stessa asta, all’interno di un range preciso.

BOT 2020: vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un investimento in BOT nel 2020? Per valutare attentamente questo aspetto è consigliabile sempre analizzare quello che il contesto di riferimento ovvero il sentiment. Sicuramente le previsioni sull’andamento dell’economia italiana nel 2020 potranno suggerire se investire in BOT quest’anno presenta più vantaggi o più svantaggi. Ad ogni modo ecco un rapido elenco dei pro e dei contro dei BOT 2020.

Tra i vantaggi ricordiamo:

  • una buona difesa del patrimonio con tassi in calo a causa della breve durata;
  • un rendimento semplice da calcolare;
  • liquidità.

Tra gli svantaggi rientrano:

  • rendimenti decisamente più bassi rispetto a quelli garantiti dai titoli di medio e lungo termine;
  • costi maggiori sul lungo periodo causati dai rinnovi alla scadenza.

Rendimento BOT 2020: previsioni

La Banca d’Italia ha comunicato che nell’ultima asta BOT annuale (scadenza gennaio 2021) il rendimento lordo di aggiudicazione è rimasto negativo (in linea con quello delle aste precedenti) fissandosi al -0,242% che equivale ad un prezzo di aggiudicazione di 100,247. Anche nella precedente asta dei BOT annuali di metà dicembre il rendimento dei titoli era negativo (-0,191%). Nonostante ciò le richieste erano state pari a quasi 9 miliardi di euro, su un’offerta di 6 miliardi. Anche le aste per la sottoscrizione di BOT con scadenza semestrale registrano rendimenti negativi.

A questi rendimenti investire risparmi in BOT 2020 conviene?

In tempi normali acquistare dei BOT con rendimenti negativi sarebbe stato un paradosso perché alla fine l’investitore si vede restituire, alla scadenza, una somma inferiore rispetto a quella versata. Eppure la crisi economica e i mercati finanziari registrano un’importante inversione di marcia.

Ma perché i risparmiatori preferiscono investire in BOT con tassi negativi piuttosto che parcheggiare la loro liquidità in conti deposito? Perché i conti deposito prevedono il pagamento di commissioni considerevoli.

L’ alternativa più conveniente è quindi quella di sottoscrivere BOT a breve scadenza con un rendimento sottozero che comunque risulta più conveniente rispetto alla commissione applicata per i conti deposito. Insomma, in entrambi i casi l’investitore ci perde ma comprando BOT la perdita è più contenuta. Per restare aggiornato sulle nuove emissioni segui il calendario aste BOT 2020.