Emessi per la prima volta negli anni Settanta i BOT sono titoli di debito pubblico italiano con scadenza a breve termine (3, 6 e 12 mesi). In pratica, rappresentano delle obbligazioni grazie alle quali lo Stato ottiene liquidità dai risparmiatori.

Investimenti a breve termine che permettono ai sottoscrittori dei BOT di ridurre considerevolmente i rischi ma, allo stesso tempo, anche i rendimenti. Prima di capire se conviene ancora investire i propri risparmi in questi titoli di Stato, vediamo, brevemente, come si calcola il rendimento BOT, come funziona l’asta pubblica per il loro acquisto, quali sono i vantaggi e gli svantaggi e le previsioni per questo 2022.

Rendimento BOT: come si calcola

Dove mettere i risparmi

I BOT sono titoli di credito al portatore, o d’ordine, e vengono venduti in grandi tranche, a intermediari finanziari come ad esempio le banche, per mezzo di un asta pubblica competitiva. Gli istituti bancari poi provvederanno e vendere i titoli ai risparmiatori i quali potranno sottoscriverli per un valore nominale minimo di 1000 euro o per multipli di questa cifra.
I buoni possono avere una durata di 3, 6, 12 mesi e alla scadenza i titolari potranno riscuotere il loro valore nominale. Nel caso dei BOT infatti il profitto è dato dalla differenza tra quanto pagato al momento dell’acquisto e il loro valore nominale. È proprio alla luce di tale caratteristica particolare che i BOT si configurano come zero coupon bond, in quanto l’imposta sugli interessi è prepagata al momento dell’acquisto.

In pratica, attraverso un semplice calcolo matematico, già al momento della sottoscrizione dei BOT è possibile conoscerne il loro rendimento.

Se ad esempio si possiede un BOT del valore nominale di 1000 euro, che è stato acquistato al prezzo di 997 euro, il guadagno netto sarà pari a 3 euro.

>>> Leggi qui per conoscere come calcolare il rendimento dei BOT (formula).

Asta BOT: come funziona

Come calcolare la giacenza media conto corrente

L’asta BOT viene effettuata presso la Banca d’Italia alla presenza di due funzionari: uno della stessa Banca e l’altro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Ciascun operatore abilitato può inviare, in maniera telematica, fino ad un massimo di tre richieste purché differenziate nel rendimento di almeno un centesimo di punto. La richiesta minima che può essere immessa nel sistema da parte di ciascun operatore è pari a 1,5 milioni di euro mentre quella massima non può superare il quantitativo offerto in asta.

Vengono, in prima battuta, soddisfatte le richieste che prevedono i rendimenti più bassi e poi, gradualmente, quelle con i rendimenti più alti, in ordine crescente.
Una volta conclusa l’aggiudicazione, ciascun intermediario finanziario ha l’obbligo di garantire ai risparmiatori che sottoscriveranno i BOT l’applicazione del prezzo medio ponderato che viene calcolato nel corso della stessa asta, all’interno di un range preciso.

Per conoscere quando si terranno le nuove emissioni di Buoni Ordinari del Tesoro, si può fare riferimento al nostro articolo aggiornato sulle prossime aste BOT. Nel post sono indicate anche le emissioni di nuove tranche.

BOT 2022: vantaggi e svantaggi

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un investimento in BOT nel 2022? Per valutare attentamente questo aspetto è consigliabile sempre analizzare quello che il contesto di riferimento ovvero il sentiment. Sicuramente le previsioni sull’andamento dell’economia italiana nel 2022 potranno suggerire se investire in BOT quest’anno presenta più vantaggi o più svantaggi.

Per questo motivo è necessario restare sintonizzati sui market mover più rappresentativi dello stato di salute dell’economia italiana a partire dal PIL. Da attenzionare anche l’andamento dell’inflazione. Rispetto agli anni scorsi, infatti, i prezzi al consumo sono ora in forte rialzo ma soprattutto sembrerebbero aver tracciato un traiettoria duratura che solo un cambio della politica monetaria della BCE (fino ad oggi necessariamente accomodante per consentire all’economia di riprendersi dopo il crollo causato dal covid19) potrebbe innescare.

Ad ogni modo ecco un rapido elenco dei pro e dei contro dei BOT 2022.

Tra i vantaggi ricordiamo:

  • una buona difesa del patrimonio con tassi in calo a causa della breve durata;
  • un rendimento semplice da calcolare;
  • liquidità.

Tra gli svantaggi rientrano:

  • rendimenti decisamente più bassi rispetto a quelli garantiti dai titoli di medio e lungo termine (per approfondire si rimanda alla guida generale su quanto si guadagna con i BOT).
  • costi maggiori sul lungo periodo causati dai rinnovi alla scadenza.

Rendimento BOT 2022: previsioni

La Banca d’Italia ha comunicato che nell’ultima asta BOT 2021, il rendimento lordo di aggiudicazione è rimasto negativo e in linea con quello delle aste precedenti.

Nel dettaglio, il rendimento strappato dal BOT annuale (Codice ISIN: IT0005472953) collocato il 14 dicembre 2021 è stato pari a -0,467%, una percentuale che equivale a un prezzo di aggiudicazione di 100,476. Nella precedente emissione di BOT a 1 anno (tenutasi a novembre) il rendimento dei titoli era stato pari a il rendimento dei titoli era stato fissato a -0,533%. Andando a ritroso con le emissioni precedenti si trovano sempre rendimenti negativi.

Ad esempio ad agosto, il BOT annuale aveva strappato un rendimento negativo dello 0,513%. A gennaio dello 0,478% e febbraio 2021 0,454%. Insomma per i rendimenti dei BOT annuali, il 2021 è stato un anno negativo. Di più, nel corso dell’ultimo anno, il rosso dei rendimenti è stato più ampio rispetto a quello dell’anno precedente.

Alla luce di tali premesse, attendersi un aumento dei rendimenti dei BOT nel 2022 può essere un azzardo. Se il quadro generale dovesse restare inalterato le previsioni sui rendimenti BOT 2022 sono destinate a restare negative.

Attenzione, però, alle modifiche del quadro che potrebbero esserci nel caso in cui la BCE dovesse decidere di aumentare il costo del denaro.

A questi rendimenti investire risparmi in BOT 2022 conviene?

In tempi normali acquistare dei BOT con rendimenti negativi sarebbe stato un paradosso perché alla fine l’investitore si vede restituire, alla scadenza, una somma inferiore rispetto a quella versata. Eppure la crisi economica e i mercati finanziari registrano un’importante inversione di marcia.

Ma perché i risparmiatori preferiscono investire in BOT con tassi negativi piuttosto che parcheggiare la loro liquidità in conti deposito? Perché i conti deposito prevedono il pagamento di commissioni considerevoli.

L’alternativa più conveniente è quindi quella di sottoscrivere BOT a breve scadenza con un rendimento sottozero che comunque risulta più conveniente rispetto alla commissione applicata per i conti deposito. Insomma, in entrambi i casi l’investitore ci perde ma comprando BOT la perdita è più contenuta.

Per rispondere alla domanda iniziale, se le previsioni sui rendimenti BOT 2022 dovessero restare in linea con i dati del 2021, investire i risparmi in Buoni Ordinari del Tesoro nel nuovo anno non conviene. Questa indicazione nasce da osservazioni razionali. E’ ovvio che se l’obiettivo è solo quello di parcheggiare i soldi in attesa di un cambiamento del sentiment generale, allora l’investimento in BOT ha un suo senso.

In tal caso, ecco una risorsa utile: il calendario aste BOT 2022.