Mettere da parte denaro per un figlio significa costruire il capitale poco alla volta, sfruttando il tempo a disposizione. Quando mancano ancora dieci, quindici o diciotto anni al momento in cui quella somma potrà servire, i versamenti periodici consentono di distribuire l’investimento lungo un arco temporale ampio, evitando di dover investire immediatamente una cifra elevata. È proprio su questo principio che si basa il PAC, che consente di investire una cifra a intervalli regolari invece di concentrare tutto in un’unica soluzione. A quel punto diventa importante sapere 3 cose: quanto versare, quali strumenti utilizzare e a chi intestare gli investimenti.
Nel caso in cui si scelga un tipo di piattaforma come Saxo per impostare questo percorso, ad esempio, il PAC resta intestato al genitore maggiorenne, anche se l’obiettivo è accumulare nel tempo un capitale da destinare al figlio.
Cos’è un PAC per i figli e come funziona
Un Piano di Accumulo di Capitale, o PAC, permette di investire una somma a intervalli regolari, di solito ogni mese.
Applicato ai figli, questo meccanismo permette di sfruttare soprattutto gli anni che separano l’inizio del piano dal momento in cui il denaro potrà essere utilizzato. Un genitore può quindi destinare ogni mese una parte del proprio risparmio a un progetto futuro, come l’università, l’ingresso nel mondo del lavoro o l’acquisto della prima casa, facendo crescere gradualmente il capitale.
A ogni versamento vengono acquistate nuove quote degli strumenti inseriti nel PAC al prezzo disponibile in quel momento.
Per esempio, con una rata mensile di 240 euro destinata a un ETF, nel primo mese un prezzo di 20 euro permette di acquistare 12 quote. Il mese successivo, con l’ETF a 24 euro, se ne acquistano 10. Al terzo versamento, con il prezzo sceso a 16 euro, le quote acquistate diventano 15. In tre mesi sono stati così investiti 720 euro acquistando complessivamente 37 quote in momenti e a prezzi diversi.
Proseguendo con lo stesso metodo, il capitale viene costruito gradualmente attraverso i versamenti successivi e l’andamento dell’investimento nel corso degli anni.
Nota: l’esempio è puramente illustrativo e non considera eventuali costi, imposte, variazioni valutarie o liquidità residua derivante dall’impossibilità di acquistare quote frazionate.
Quanto versare ogni mese in un PAC per i figli
L’importo mensile dovrebbe essere abbastanza sostenibile da poter essere mantenuto anche nei periodi in cui aumentano le spese familiari. La continuità, infatti, è più importante della scelta di una rata ambiziosa che dopo qualche mese diventa difficile rispettare. In poche parole, un PAC pensato per i figli deve essere costruito con calma e serenità.
Un riferimento utile può arrivare direttamente dall’obiettivo. Per accumulare 20.000 euro in 15 anni attraverso i soli versamenti occorrerebbero circa 111 euro al mese. Portando la rata a 150 euro, nello stesso periodo i versamenti raggiungerebbero 27.000 euro. A queste somme si aggiungerà poi il risultato prodotto dagli investimenti, che potrà aumentare oppure ridurre il valore raggiunto dal PAC.
Ecco perché è preferibile che la rata venga scelta guardando prima al bilancio familiare e poi rivista nel corso degli anni. Un aumento dello stipendio, la conclusione di una spesa importante o una maggiore disponibilità di risparmio possono permettere di alzarla gradualmente, mantenendo il PAC adatto alle possibilità economiche della famiglia.
Quali strumenti scegliere per un PAC destinato ai figli
PAC indica una modalità di investimento e non uno specifico prodotto finanziario. All’interno del piano possono quindi essere utilizzati strumenti molto diversi, con livelli di rischio altrettanto differenti.
Gli ETF sono spesso utilizzati nei piani di accumulo perché permettono di acquistare con un singolo strumento un portafoglio composto da molte attività finanziarie. Un ETF azionario globale, per esempio, può distribuire l’investimento tra centinaia o migliaia di società presenti in Paesi e settori diversi.
La diversificazione merita particolare attenzione quando l’obiettivo riguarda un figlio. Concentrare tutto il capitale su poche società, un unico settore o una sola area geografica aumenta infatti la dipendenza del risultato dall’andamento di quella specifica scelta.
La Banca d’Italia ricorda inoltre che un orizzonte superiore a cinque-dieci anni può permettere di valutare una maggiore presenza di strumenti più volatili, come le azioni. Questo non significa che un PAC per bambini debba necessariamente essere interamente azionario: la composizione dipende dal tempo disponibile, dalla capacità di accettare oscillazioni e dall’obiettivo previsto.
PAC per figli: meglio ETF ad accumulazione o a distribuzione?
Dopo aver scelto gli ETF da inserire nel piano, resta da decidere come gestire i proventi prodotti nel tempo.
Gli ETF a distribuzione prevedono il pagamento periodico dei proventi agli investitori, mentre negli ETF ad accumulazione i proventi vengono reinvestiti direttamente nel fondo.
In presenza di un orizzonte temporale lungo, gli ETF ad accumulazione possono essere valutati perché reinvestono automaticamente i proventi. La scelta tra accumulazione e distribuzione dipende tuttavia dagli obiettivi, dalle esigenze dell’investitore e dal trattamento fiscale applicabile.
PAC per figli: come modificare gli investimenti nel tempo
La composizione scelta quando si apre il PAC può essere rivista negli anni successivi. Con l’avvicinarsi dell’università, dell’acquisto della prima casa o dell’obiettivo per cui è stato creato il piano, diventa infatti sempre più importante preservare quanto accumulato.
Una quota rilevante investita in azioni può subire oscillazioni anche marcate proprio negli ultimi anni del percorso. Avvicinandosi alla data prevista per l’utilizzo del capitale, l’investitore può valutare se ridurre progressivamente l’esposizione agli strumenti più volatili. Anche gli strumenti obbligazionari comportano rischi e possono diminuire di valore, in particolare in seguito a variazioni dei tassi d’interesse, del merito creditizio o delle condizioni di mercato.
La composizione del piano può essere riesaminata periodicamente e in occasione di cambiamenti rilevanti nell’obiettivo, nell’orizzonte temporale o nella situazione finanziaria della famiglia. In questo modo il PAC accompagna anche l’ultima fase del progetto, quando la priorità si sposta dalla crescita del patrimonio alla sua disponibilità nel momento previsto.
PAC intestato al genitore o al figlio?
Quando si costruisce un PAC con l’obiettivo di accantonare capitale per il futuro di un figlio, è importante distinguere tra il beneficiario dell’obiettivo di investimento e l’intestatario effettivo del rapporto.
Un genitore può infatti investire a proprio nome con l’obiettivo di destinare in futuro il capitale accumulato al figlio. In questo caso, il genitore mantiene la titolarità e la gestione degli investimenti e potrà valutare successivamente come trasferire il patrimonio al figlio.
Nel caso di investimenti direttamente intestati a un minore, possono invece applicarsi specifiche disposizioni civilistiche e fiscali relative alla gestione del patrimonio del minore.
Gli errori da evitare quando si costruisce un PAC per i figli
Uno degli errori più comuni è attribuire troppo peso alle simulazioni sul capitale futuro. Calcoli come quelli basati su un rendimento medio del 4% o del 6% aiutano a capire l’effetto dei versamenti nel tempo, ma restano sempre solo delle ipotesi. Il valore raggiunto dipenderà dai mercati e potrà essere molto diverso da quello mostrato inizialmente da un simulatore.
Inoltre, la composizione del portafoglio dovrebbe restare semplice da seguire nel tempo. Inserire ETF che si muovono sugli stessi mercati può creare sovrapposizioni poco evidenti, perché gli stessi titoli possono comparire più volte all’interno di fondi diversi. Ogni nuovo strumento dovrebbe quindi avere una funzione precisa e aggiungere qualcosa rispetto a quelli già presenti.
Con il passare degli anni arriva poi un’altra prova: restare fedeli al piano quando i mercati diventano più nervosi. Oscillazioni marcate possono spingere a modificare il PAC sull’onda del momento, proprio quando sarebbe preferibile ragionare sull’obiettivo per cui è stato costruito. Le eventuali modifiche possono essere valutate durante le revisioni periodiche, con maggiore distanza dai movimenti di breve periodo.
Come costruire un PAC per i figli con Saxo
Adesso non resta altro da fare che scegliere come organizzare materialmente i versamenti e gli acquisti nel tempo. Chi preferisce automatizzare questa fase può utilizzare una piattaforma che consenta di programmare il PAC e lasciare che gli ordini vengano eseguiti alle scadenze stabilite.
Tra le soluzioni disponibili c’è Saxo, che mette a disposizione un PAC automatico collegato al rapporto principale. Il conto può essere aperto soltanto da una persona maggiorenne, quindi un piano creato per accumulare capitale destinato a un figlio minorenne rimane intestato al genitore.
All’interno del PAC si possono scegliere ETF, ETC ed ETN presenti nella selezione Saxo e stabilire quale quota del versamento destinare a ciascuno strumento. La piattaforma permette di creare fino a 10 PAC distinti, ognuno composto da un massimo di 10 strumenti.
La selezione comprende prodotti di iShares, Amundi, WisdomTree e State Street, mentre sono esclusi gli ETN legati alle criptovalute.
Leggi anche: Come creare PAC con Saxo – simulazione e guida per iniziare
Saxo non prevede un importo minimo per i versamenti mensili. La somma destinata a ciascuno strumento deve però essere sufficiente ad acquistarne almeno un’unità, considerando un buffer aggiuntivo sul prezzo di mercato, generalmente compreso tra lo 0% e il 2,5%. Il PAC, infatti, non permette attualmente di acquistare quote frazionate.
Gli acquisti possono essere programmati per il 5 oppure il 15 del mese (se la data coincide con un giorno di chiusura dei mercati, l’investimento viene eseguito nelle successive sedute di Borsa utili). La rata e la composizione sono modificabili nel tempo, mentre il piano può essere sospeso o interrotto quando cambiano le esigenze della famiglia.
Sugli acquisti eseguiti attraverso il PAC Saxo applica zero commissioni di negoziazione e zero spese di apertura e gestione del piano. Restano invece i costi propri degli strumenti selezionati, le eventuali commissioni di conversione valutaria, le imposte applicabili e le commissioni previste per la vendita dei titoli.
Per alimentare il piano si può impostare un bonifico ricorrente verso Saxo, ma il successivo trasferimento della liquidità dal rapporto principale al portafoglio PAC deve essere effettuato separatamente ogni mese. Quando sul portafoglio dedicato sono disponibili i fondi necessari, gli acquisti vengono eseguiti automaticamente alla data scelta, seguendo la composizione impostata.
In questo modo il PAC rimane legato alle decisioni prese dalla famiglia, mentre la parte operativa viene automatizzata. Il genitore mantiene quindi la possibilità di intervenire sulla rata e sugli strumenti nel corso degli anni, adattando il piano all’evoluzione dell’obiettivo per cui è stato creato.
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