Ancora poche ore e poi sarà possibile conoscere l’ammontare del tasso minimo garantito del nuovo BTP Italia Si in collocamento dal prossimo lunedì 15 giugno. A differenza delle emissioni degli altri titoli retail non indicizzazioni all’inflazione (pensiamo al BTP Valore ma anche all’unico BTP Più), in questo caso non è scattata la classica corsa alle previsioni sull’entità del tasso minimo sotto al quale il MEF non scenderà.
Il motivo è molto semplice: c’è tutto un ragionamento per determinare l’ammontare della cedola semestrale del BTP Italia Si e il tasso minimo garantito ne è solo una variabile. Ergo, conoscerlo (o anche tentare di farlo attraverso le previsioni) non darà come risultante automatico la consistenza della cedola totale del titolo retail visto che dovrà poi volta volta essere integrato anche l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo calcolato attraverso il FOI ex tabacchi.
Questo meccanismo pone lo stesso MEF in una posizione molto delicata perchè, non avendo la sfera di cristallo sul trend dell’inflazione nei prossimi 5 anni (questa è la durata del titolo), per forza di cose dovrà proporre un tasso minimo garantito che renda il titolo comunque competitivo rispetto al BTP tradizionale di pari durata.
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Il ragionamento per definire il tasso minimo garantito del BTP Italia Si
La cosa certa è che il MEF dovrà muoversi entro un range ristretto per determinare il tasso minimo garantito del BTP Italia Si.
Come farà? Assumendo quella che è la “posizione psicologica” del potenziale investitore.
Costui dovrà essere “persuaso” a comprare il nuovo BTP Italia Sì anzicchè il BTP ordinario scadenza nel 2031 non indicizzato. In che modo? La strada è una sola: il rendimento complessivo atteso del titolo retail deve risultare almeno equivalente a quello offerto dal bond a cedola fissa.
Nel ragionamento per la determinazione del tasso minimo garantito del nuovo BTP Italia Si un ruolo decisivo sarà ricoperto dall’inflazione attesa. Se il mercato stima che nei prossimi cinque anni il costo della vita cresca mediamente intorno al 2% annuo, il Tesoro può utilizzare questa previsione come base per determinare il tasso reale minimo garantito da riconoscere agli investitori.
In sostanza, più basse sono le aspettative d’inflazione, maggiore dovrà essere il tasso reale offerto dal titolo per risultare appetibile. Da questa strettoia il MEF non può scappare.
Quale sarà il tasso minimo garantito del BTP Italia Sì?
E ora possiamo parlare di numeri. Per arrivare a una stima del tasso minimo garantito dobbiamo partire dai rendimenti oggi espressi dal MOT. Punto di riferimento è il BTP scadenza 2031 ISIN IT0005619546 che nelle ultime sedute si è mosso con un rendimento lordo intorno al 3,27%.
Assumendo un’inflazione media attesa del 2% nei prossimi cinque anni, il calcolo diventa piuttosto immediato. Sottraendo il tasso d’inflazione previsto dal rendimento nominale del BTP tradizionale si ottiene un rendimento reale di circa l’1,27%.
Questo valore rappresenta il livello teorico che renderebbe indifferente la scelta tra il titolo indicizzato e quello a cedola fissa. In altre parole, un tasso minimo garantito pari all’1,27% consentirebbe al BTP Italia Sì di offrire, in presenza di un’inflazione media del 2%, un rendimento complessivo analogo a quello attualmente disponibile sul mercato attraverso un BTP ordinario di pari durata. L’investitore, in questa situazione, sarebbe come minimo tentato dal considerare il titolo retail.
Ovviamente maggiore è la percentuale del tasso minimo garantito, più forte sarebbe la “tentazione” e infatti non si può comunque escludere che il Tesoro, per andare sul sicuro, scelga di riconoscere un piccolo premio aggiuntivo ai risparmiatori retail, fissando il tasso minimo garantito leggermente più in alto, ad esempio in area 1,35%.
Una mossa di questo tipo avrebbe l’obiettivo di sostenere la domanda durante il collocamento e rendere ancora più interessante l’investimento per chi manterrà il titolo fino alla scadenza.
Dal tasso minimo garantito alla cedola semestrale del BTP Italia Sì
Una volta fissato il tasso minimo garantito, il passo successivo consiste nel determinare l’importo delle cedole semestrali che saranno riconosciute agli investitori.
Il meccanismo di calcolo della cedola del BTP Italia Sì sarà particolarmente semplice. Ogni cedola sarà composta da due elementi distinti: il tasso fisso minimo garantito, che resta valido anche in caso di deflazione, e la rivalutazione collegata all’inflazione italiana registrata nel semestre di riferimento.
L’importo della cedola verrà calcolato applicando la somma di queste due componenti al capitale nominale inizialmente investito. In questo modo l’investitore potrà beneficiare sia della protezione garantita dal tasso reale minimo sia dell’eventuale aumento dei prezzi al consumo.
Come per tutti i titoli di Stato italiani, anche le cedole del BTP Italia Sì beneficeranno della tassazione agevolata al 12,5%. Restano inoltre confermate l’esenzione dalle imposte di successione e l’esclusione dal calcolo dell’ISEE per investimenti complessivi in titoli di Stato fino a 50.000 euro, elementi che contribuiscono ad aumentare l’attrattività dello strumento per il risparmio delle famiglie.
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