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Prima della pubblicazione dei primi conti trimestrali da società quotata, il mercato sta già mettendo alla prova la fiducia degli investitori sulel azioni SpaceX. Dopo un debutto in borsa accolto con euforia, il titolo SPCX ha rapidamente invertito la rotta, cancellando tutto il rally iniziale. Ora l’attenzione è concentrata su due appuntamenti ravvicinati che potrebbero aumentare sensibilmente la volatilità: la trimestrale del 4 agosto e, appena due giorni dopo, la prima scadenza del lock-up.

Per chi è investito sulle azioni SpaceX (e non sa se uscire o meno), per chi è alle prese con il dilemma se entrare a questi prezzi o meno e per chi semplicemente specula giorno per giorno in intraday, il rischio è che la combinazione tra risultati finanziari e aumento dell’offerta di azioni sul mercato possa gettare le basi per un altro crollo. Facciamo allora il punto della situazione partendo proprio dalla situazione attuale.

Azioni SpaceX già sotto pressione: focus sulle previsioni trimestrale

Mentre è in corso la redazione dell’articolo, le azioni SpaceX vengono scambiate a 114 dollari, con una flessione di circa il 30% nell’ultimo mese. Il titolo resta così nettamente al di sotto dei 135 dollari dell’IPO del 12 giugno, a dimostrazione che di quell’entusiasmo non resta nulla.

La prossima trimestrale di agosto è già test di prova. Si tratterà infatti dei primi conti diffusi da quando la società di Musk è approdata a Wall Street, market mover che permetterà agli investitori di valutare la capacità dell’azienda di giustificare le elevate aspettative incorporate nelle valutazioni di mercato.

Il problema, tuttavia, è che la trimestrale potrebbe non essere l’unico elemento destinato a influenzare l’andamento delle quotazioni. Anche in presenza di dati in linea con le attese, il titolo SPCX dovrà infatti affrontare un fattore tecnico potenzialmente molto più pesante: l’inizio della lunga stagione delle scadenze del lock-up, destinata ad aumentare progressivamente il numero di azioni disponibili per la negoziazione.

Lock-up SpaceX come vero catalizzatore di direzione

Due giorni lavorativi dopo la diffusione della trimestrale di SpaceX scatterà infatti la prima finestra utile per la vendita delle azioni detenute dagli investitori entrati nel capitale prima della quotazione.

I periodi di lock-up servono proprio a impedire che soci fondatori, manager e investitori iniziali possano vendere immediatamente dopo l’IPO, evitando un eccesso di offerta nelle prime settimane di negoziazione. Una volta terminato questo vincolo, però, una parte consistente delle partecipazioni può essere immessa sul mercato.

Nel caso di SpaceX le dimensioni del fenomeno sono particolarmente rilevanti. La prima scadenza potrebbe infatti rendere negoziabile quasi un miliardo di azioni, un quantitativo nettamente superiore rispetto alle circa 629 milioni di azioni collocate durante l’IPO.

Ciò significa che il mercato potrebbe trovarsi improvvisamente ad assorbire un’offerta molto più elevata rispetto a quella disponibile fino ad oggi. Dal punto di vista tecnico si tratta di un elemento che tende ad aumentare la pressione ribassista, soprattutto se la domanda degli investitori non crescerà con la stessa intensità.

Perché gli analisti vedono ancora downside

Secondo molti analisti, il rischio di nuove vendite su SpaceX non è soltanto teorico. Nicolas Owens di Morningstar, ritiene infatti probabile che buona parte delle azioni che verranno progressivamente sbloccate finisca realmente sul mercato.

La motivazione è piuttosto semplice. Molti investitori pre-IPO hanno acquistato le azioni a prezzi estremamente inferiori rispetto agli attuali livelli di mercato e detengono tali partecipazioni da molti anni. Anche dopo il recente calo, avrebbero quindi margini molto elevati per monetizzare i profitti.

Lo stesso Owens sottolinea inoltre come il titolo continui a risultare sopravvalutato, nonostante la correzione registrata nelle ultime settimane. Secondo questa lettura, una parte del ribasso già osservato potrebbe essere stata determinata proprio dall’anticipazione della futura diluizione legata alle scadenze del lock-up.

Ed ecco allora un passaggio da fissare ben in mente: la trimestrale di SpaceX è di certo un evento importante, ma il fattore tecnico legato all’aumento dell’offerta di azioni potrebbe avere un impatto persino superiore sull’andamento delle quotazioni nel breve periodo.

Una lunga serie di scadenze accompagnerà il titolo fino al 2027

La prima finestra del 6 agosto non sarà l’unica. Il calendario prevede infatti una seconda importante scadenza intorno al 20 agosto, quando potranno essere liberate ulteriori 455,8 milioni di azioni.

Successivamente sono previste altre due finestre durante il mese di settembre, mentre ulteriori scadenze continueranno a susseguirsi fino al primo anniversario della quotazione, nel giugno 2027.

Complessivamente oltre 6,4 miliardi di azioni potrebbero diventare progressivamente negoziabili, una quantità decisamente fuori scala rispetto agli standard delle tradizionali offerte pubbliche iniziali.

Secondo Matthew Kennedy, strategist senior di Renaissance Capital, questa situazione rappresenta un caso quasi unico. Nelle IPO tradizionali viene normalmente collocato circa il 20% del capitale sociale, mentre SpaceX ha scelto di mettere sul mercato soltanto circa il 5% delle proprie azioni.

Il flottante iniziale particolarmente ridotto comporta quindi un enorme “overhang“, ossia una massa di titoli potenzialmente destinati ad arrivare sul mercato nei mesi successivi. Kennedy ha definito infatti quello di SpaceX uno dei programmi di rilascio del lock-up più lunghi e consistenti mai osservati nel mercato statunitense.

Va inoltre ricordato che la maggior parte delle azioni detenute da Elon Musk e dai principali dirigenti non rientra nelle prime finestre di sblocco. Le quote riconducibili al fondatore potranno teoricamente essere cedute soltanto dal giugno 2027, anche se Musk ha già dichiarato di non avere intenzione di venderle.

Previsioni azioni SpaceX: attenzione ai rischi di breve termine

Per gli investitori più esperti, il quadro di breve periodo appare quindi particolarmente delicato. Da un lato la trimestrale di SpaceX dovrà dimostrare che la crescita del business è coerente con le valutazioni assegnate dal mercato dopo la quotazione. Dall’altro, l’aumento progressivo del flottante rischia di modificare gli equilibri tra domanda e offerta proprio nel momento in cui il sentiment sul titolo si è già deteriorato.

Nel medio periodo l’incremento del numero di azioni negoziabili potrebbe anche favorire una maggiore presenza di SpaceX nei fondi indicizzati, grazie all’aumento del flottante disponibile. Si tratta però di un effetto che richiede tempo per manifestarsi e che difficilmente riuscirà a compensare nell’immediato l’impatto delle vendite degli investitori pre-IPO.

Ecco perchè la prudenza è d’obbligo. Se la trimestrale del colosso aerospace dovesse deludere anche solo parzialmente e, contemporaneamente, una parte consistente delle azioni liberate dal lock-up venisse effettivamente immessa sul mercato, il titolo potrebbe andare incontro a una nuova fase di debolezza se non addirittura ad un nuovo crollo. Dopo il calo del 30% registrato nell’ultimo mese, la combinazione tra fondamentali e fattori tecnici rende quindi prudente mantenere alta l’attenzione sulla gestione del rischio prima di ipotizzare un ritorno strutturale degli acquisti.

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