Il Tesoro torna sul mercato mercoledì 29 luglio 2026 con un nuovo BOT semestrale. L’emissione riguarda un titolo a 182 giorni, con scadenza fissata al 29 gennaio 2027, per un importo complessivo di 7,5 miliardi di euro.
Si tratta di un collocamento a breve termine, pensato per gli investitori che cercano una scadenza ravvicinata e un rendimento legato allo scarto di emissione. I BOT, infatti, non pagano cedole periodiche: il guadagno nasce dalla differenza tra il prezzo pagato in asta e il rimborso finale a 100.
Le caratteristiche del BOT semestrale in asta il 29 luglio 2026
Il titolo in asta è la prima tranche del BOT con ISIN IT0005725236. La durata è di 182 giorni, con regolamento previsto per venerdì 31 luglio 2026 e rimborso a scadenza il 29 gennaio 2027.
L’importo ordinario offerto dal MEF è pari a 7,5 miliardi di euro. È previsto anche un collocamento supplementare riservato agli specialisti in titoli di Stato, fino al 10% dell’importo offerto, quindi fino a 750 milioni aggiuntivi.
Nella stessa giornata del regolamento arriveranno a scadenza BOT semestrali per oltre 10,8 miliardi di euro. Il nuovo collocamento, quindi, non copre integralmente i titoli in rimborso, ma si inserisce nella normale gestione del debito a breve termine del Tesoro.
Il calendario dell’asta
La comunicazione al mercato è stata diffusa dal MEF venerdì 24 luglio. I risparmiatori interessati devono prenotare i titoli tramite la propria banca o il proprio intermediario entro martedì 28 luglio, secondo le tempistiche operative previste dal singolo istituto.
L’asta competitiva si svolgerà mercoledì 29 luglio. Il regolamento, con addebito del controvalore e accredito dei titoli sul dossier, è fissato per venerdì 31 luglio. Dal giorno del regolamento, il BOT potrà essere mantenuto fino alla scadenza oppure negoziato sul mercato secondario.
Il taglio minimo sottoscrivibile è di 1.000 euro nominali, con incrementi dello stesso importo. Per i piccoli risparmiatori la sottoscrizione avviene tramite intermediario, mentre le offerte in asta vengono presentate dagli operatori abilitati.
Come si forma il rendimento
Il rendimento del BOT non è noto prima dell’asta. Verrà comunicato al termine del collocamento, dopo l’assegnazione dei titoli agli operatori. Il riferimento più vicino è l’ultima asta semestrale, chiusa a giugno con un rendimento lordo del 2,479%, ma il dato del 29 luglio potrà essere diverso in base alla domanda, alle condizioni di mercato e alle aspettative sui tassi.
La parte breve della curva resta influenzata dalle decisioni della BCE. Dopo il rialzo dei tassi di giugno, i rendimenti dei BOT semestrali sono risaliti, mentre il differenziale rispetto ai BOT annuali si è ridotto. Per chi guarda alle scadenze brevi, questo significa che il premio per allungare la durata da sei a dodici mesi è diventato meno ampio rispetto ai mesi precedenti.
Costi, tasse e cosa valutare
Sui BOT si applica la tassazione agevolata dei titoli di Stato, pari al 12,5% sul rendimento. Per il titolo a 182 giorni, la commissione massima applicabile dagli intermediari in fase di sottoscrizione è dello 0,10% del prezzo di aggiudicazione. Non si tratta quindi di un dettaglio secondario, soprattutto per importi contenuti e durate brevi.
Il BOT semestrale può essere adatto a chi vuole parcheggiare liquidità per pochi mesi con una data di rimborso già definita. Va però ricordato che, se venduto prima della scadenza, il prezzo può variare sul mercato secondario. La certezza del rimborso a 100 vale per chi porta il titolo fino al 29 gennaio 2027.
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