Il BTP Italia Sì pagherà cedole ogni sei mesi. Il tasso fisso minimo garantito sarà comunicato dal MEF venerdì 12 giugno 2026, insieme al codice ISIN. Il collocamento partirà lunedì 15 giugno e si chiuderà venerdì 19 giugno alle ore 13, salvo chiusura anticipata.
La cedola sarà composta da due elementi: una base fissa garantita e una parte collegata all’inflazione italiana rilevata nel semestre. Per capire il titolo bisogna quindi guardare prima il tasso comunicato dal MEF e poi, semestre dopo semestre, il dato ISTAT sull’inflazione.
Indice
Quando esce il tasso minimo garantito
Il primo dato ufficiale arriverà venerdì 12 giugno 2026. In quella data il MEF comunicherà il tasso fisso minimo garantito del BTP Italia Sì.
Questo tasso rappresenta la base della cedola. Potrà essere confermato alla fine del collocamento oppure rivisto solo al rialzo. Non potrà essere abbassato rispetto al valore annunciato prima dell’emissione.
Le cedole vere e proprie saranno poi pagate ogni sei mesi, durante tutta la vita del titolo. Il BTP Italia Sì avrà durata 5 anni, con scadenza 23 giugno 2031.
Da cosa dipende la cedola
La cedola dipende da due componenti.
La prima è il tasso fisso minimo garantito. È la parte stabile, comunicata dal MEF prima dell’emissione.
La seconda è l’inflazione italiana del semestre. Il riferimento è l’indice FOI dell’ISTAT, cioè l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al netto dei tabacchi.
Questo significa che chi valuta la sottoscrizione conoscerà prima dell’avvio dell’emissione la parte fissa minima della cedola. La componente legata all’inflazione, invece, verrà determinata semestre dopo semestre, in base all’andamento dell’indice dei prezzi preso come riferimento.
Il meccanismo è quindi diverso da quello di un BTP Valore o di un BTP ordinario. In quei casi le cedole sono fissate all’inizio secondo tassi già noti. Nel BTP Italia Sì, invece, il tasso fisso è solo una parte del rendimento periodico. Il resto dipende dall’inflazione nazionale.
Come si calcola in pratica
Chi sottoscrive 1.000 euro o 10.000 euro avrà la cedola calcolata rispettivamente su 1.000 euro o 10.000 euro nominali.
La base non viene rivalutata periodo dopo periodo come nel BTP Italia classico. Nel BTP Italia Sì, infatti, la protezione dall’inflazione entra direttamente nella cedola.
In pratica:
Tasso fisso minimo garantito + Inflazione italiana del semestre = Tasso usato per calcolare la cedola sul capitale nominale.
Non è quindi una cedola fissa pura, perché una parte dipende dall’inflazione, e non è nemmeno il vecchio meccanismo del BTP Italia, perché non si passa dalla rivalutazione del capitale.
Cosa succede se l’inflazione sale
Se nel semestre l’inflazione italiana cresce, la cedola aumenta perché alla base fissa si aggiunge la componente indicizzata.
Il risparmiatore non deve calcolare un nuovo capitale rivalutato. Deve guardare la somma tra il tasso fisso garantito e il dato di inflazione del periodo.
Il rendimento della singola cedola non sarà quindi identico per tutta la durata del titolo. Cambierà in base all’andamento dei prezzi nei diversi semestri.
Cosa succede se l’inflazione scende
Se l’inflazione scende o diventa negativa, la parte indicizzata non aumenta la cedola. Resta però il tasso fisso minimo garantito.
Questa è la funzione della base fissa: garantire una componente di rendimento anche quando l’inflazione non dà contributo alla cedola.
Per valutare il titolo, quindi, bisogna separare bene le due parti: il tasso fisso indicato dal MEF e la componente variabile legata all’inflazione.
Cedola lorda e cedola netta
Il tasso fisso e la componente legata all’inflazione sono valori lordi. L’importo effettivamente incassato sarà più basso, perché sulle cedole dei titoli di Stato si applica la tassazione agevolata del 12,5%.
Quindi il rendimento da guardare non è solo quello annunciato o calcolato al lordo. Per capire quanto arriva davvero sul conto, bisogna considerare l’imposta.
La stessa tassazione del 12,5% si applica anche al premio finale extra, se spettante.
Il premio finale non fa parte della cedola
Infatti, il BTP Italia Sì prevede anche un premio finale extra pari allo 0,6% del capitale investito. Spetta solo a chi compra il titolo durante il collocamento e lo mantiene fino alla scadenza.
Questo premio va distinto dalla cedola. Le cedole vengono pagate ogni sei mesi e sono determinate dal tasso più inflazione. Il premio arriva solo alla fine e solo se il titolo viene tenuto fino al 2031.
Per valutare il rendimento complessivo si può considerare anche il premio, ma non bisogna confonderlo con gli interessi semestrali.
Cosa controllare prima di sottoscrivere
La prima cosa da controllare è il tasso fisso minimo garantito del 12 giugno. Da lì si capirà quale sarà la base della cedola.
Poi bisognerà valutare la durata di 5 anni, la possibilità di vendere il titolo prima della scadenza solo alle condizioni di mercato, la tassazione del 12,5% e il premio finale dello 0,6% per chi lo tiene fino al 2031.
Investire sul BTP Italia Sì: con quale importo e dove farlo
L’importo minimo da sottoscrivere sul BTP Italia Sì è 1.000 euro. Si può poi investire per multipli di 1.000 euro.
Per sottoscriverlo bisogna avere un conto titoli. L’acquisto può essere fatto:
- Tramite home banking, se abilitato al trading online;
- Andando in banca, dove si ha il conto titoli;
- Tramite ufficio postale, se si ha un conto corrente collegato a un deposito titoli.
Durante il collocamento, che avviene sul MOT di Borsa Italiana, il BTP Italia Sì si acquista alla pari, cioè a 100, e senza commissioni di sottoscrizione, salvo eventuali costi del conto titoli o del servizio di trading applicati dalla banca.
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