piattaforma petrolifera
Trimestrale Saipem (www.risparmioggi.it)
3% DI INTERESSE CON TRADE REPUBLIC - SCOPRI QUI

La pubblicazione ieri a mercati chiusi della trimestrale di Saipem potrebbe incidere sull’andamento del titolo nella sessione di oggi fin dai primi minuti di contrattazione. Come spesso accade quando vengono diffusi i risultati finanziari, gli investitori sono chiamati a confrontare i numeri con le aspettative del mercato e, soprattutto, a valutare le indicazioni fornite dal management sui prossimi mesi. È proprio questo confronto tra attese e dati effettivi che può determinare movimenti anche molto marcati delle quotazioni.

Il contesto di partenza è particolare. Nella seduta di ieri le azioni Saipem hanno chiuso in ribasso dell’1,1% a 4,36 euro, penalizzate soprattutto dal forte calo del prezzo del petrolio seguito ai segnali di distensione tra Stati Uniti e Iran. La discesa del greggio ha infatti colpito gran parte del comparto energy, coinvolgendo anche il gruppo italiano dell’ingegneria energetica.

La correzione dell’ultima seduta, tuttavia, non modifica il quadro di medio periodo. Il titolo mantiene infatti un progresso di circa il 2,5% nell’ultimo mese e soprattutto un impressionante +74% da inizio anno. Proprio per questo motivo la trimestrale assume un’importanza ancora maggiore: dopo un rally di queste dimensioni, qualsiasi sorpresa, positiva o negativa, potrebbe tradursi in una reazione immediata delle quotazioni.

Come è andata la trimestrale Saipem nel dettaglio

Guardando ai numeri, il bilancio del primo semestre presenta luci e ombre. Da una parte emergono indicatori operativi in miglioramento, dall’altra si registra una flessione dell’utile e un ridimensionamento della redditività operativa.

Nei primi sei mesi del 2026 i ricavi sono saliti a 7,345 miliardi di euro, in aumento dell’1,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ancora migliore la dinamica dell’Ebitda adjusted, cresciuto del 9,4% fino a 836 milioni di euro, nonostante la presenza di circa 70 milioni di euro di costi straordinari sostenuti per gestire le difficoltà operative legate alla crisi in Medio Oriente e garantire la continuità dei cantieri.

Sul fronte commerciale arrivano probabilmente i segnali più incoraggianti. I nuovi ordini acquisiti hanno raggiunto 5,7 miliardi di euro, con una crescita del 33% rispetto al primo semestre del 2025. A questo risultato si aggiungono ulteriori 2,3 miliardi di euro di nuovi contratti già acquisiti nel mese di luglio (di molti abbiamo parlato anche in alcuni articoli), elemento che rafforza la visibilità del business per i prossimi trimestri.

Più debole, invece, il risultato finale. L’utile netto adjusted di Saipem si è attestato a 131 milioni di euro, in diminuzione del 6,4% rispetto ai 140 milioni dello stesso periodo del 2025. La contrazione riflette principalmente un EBIT inferiore rispetto allo scorso anno e un peggioramento della gestione fiscale, solo in parte compensati dal miglioramento della gestione finanziaria e delle partecipazioni. Il risultato netto effettivo è stato pari a 96 milioni di euro, dopo aver contabilizzato oneri non ricorrenti per 35 milioni collegati al piano di uscite agevolate definito con le organizzazioni sindacali.

Guidance sull’Ebitda di Saipem rivista al ribasso

Tra gli aspetti che potrebbero essere valutati positivamente dagli investitori c’è il continuo rafforzamento della struttura finanziaria del gruppo.

La posizione finanziaria netta pre-IFRS 16 è risultata positiva per 1,078 miliardi di euro, in miglioramento rispetto alla fine del 2025. Considerando invece gli effetti contabili dell’IFRS 16, la posizione finanziaria netta è negativa per 109 milioni di euro, ma anche in questo caso il dato evidenzia un miglioramento nonostante il pagamento di 330 milioni di euro di dividendi. A fine giugno Saipem disponeva inoltre di una liquidità pari a 2,87 miliardi di euro, mentre le attività operative hanno generato 841 milioni di euro di cassa, confermando una buona capacità di conversione dei risultati in flussi finanziari.

L’elemento che potrebbe invece limitare l’entusiasmo del mercato riguarda l’aggiornamento delle previsioni per l’intero esercizio. Il management ha infatti deciso di rivedere al ribasso il target di Ebitda adjusted, portandolo da 1,9 miliardi a 1,75 miliardi di euro.

La revisione è stata motivata dagli extra costi sostenuti e attesi a causa del conflitto in Medio Oriente, oltre che dagli effetti del deconsolidamento delle attività di perforazione in acque poco profonde dopo il completamento della relativa cessione. Si tratta quindi di fattori prevalentemente straordinari, ma che incidono comunque sulle prospettive di redditività per il 2026.

A compensare la delusione per questo punto debole della trimestrale Saipem, il fatto che restano invece confermate tutte le altre indicazioni strategiche: ricavi attesi pari a 15,5 miliardi di euro, cash flow operativo di circa un miliardo, investimenti per 450 milioni e free cash flow di circa 600 milioni di euro.

Che effetto può avere la trimestrale sulle azioni Saipem?

La reazione del mercato dipenderà dal peso che gli investitori attribuiranno ai diversi elementi emersi dai conti. Da un lato ci sono aspetti chiaramente positivi: la crescita dei ricavi, il miglioramento dell’Ebitda, l’accelerazione degli ordini, la generazione di cassa e una struttura finanziaria che continua a rafforzarsi rappresentano indicatori di un business ancora dinamico.

Dall’altro lato non possono essere ignorati alcuni fattori meno favorevoli, come il calo dell’utile netto, la riduzione dell’Ebit e soprattutto il taglio delle previsioni sull’EBITDA 2026, elemento che potrebbe spingere alcuni investitori a rivedere le aspettative sulla capacità del gruppo di espandere ulteriormente i margini nel breve periodo.

Un altro elemento che merita attenzione riguarda il messaggio lanciato dalla stessa società sul fronte commerciale. Saipem ha infatti sottolineato come i risultati ottenuti nei primi sette mesi dell’anno e il numero delle opportunità attualmente in negoziazione rafforzino la fiducia in una raccolta ordini 2026 superiore a quella del 2025. È un’indicazione che potrebbe contribuire a sostenere il sentiment qualora il mercato decidesse di concentrarsi maggiormente sulla visibilità futura del business piuttosto che sulla revisione della guidance.

Insomma un quadro articolato che sarà tutto da valutare fin dall’avvio delle contrattazioni.

Seguici su Telegram! Iscriviti qui

Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.