Il Ministero dell’Economia e delle Finanze torna sul mercato dei titoli a medio-lungo termine con l’asta BTP del 10 luglio 2026. Il collocamento riguarda tre emissioni con durate diverse, pensate per coprire più tratti della curva dei rendimenti: un BTP a 3 anni già in circolazione, un nuovo BTP a 7 anni e una nuova tranche del BTP a 15 anni.
L’importo complessivo offerto dal Tesoro arriva fino a 7,5 miliardi di euro. Il regolamento è previsto per il 15 luglio 2026, data in cui gli investitori assegnatari pagheranno i titoli e inizierà il conteggio effettivo dell’investimento per chi partecipa al collocamento.
I tre BTP in asta il 10 luglio
Il primo titolo è il BTP con scadenza 15 settembre 2029 e codice ISIN IT0005716839. Si tratta della terza tranche di un titolo emesso il 15 giugno 2026, con cedola annua lorda del 3%. L’importo offerto va da 2 a 2,5 miliardi di euro, con possibilità di collocamento supplementare fino a 500 milioni. La prima cedola, in pagamento il 15 settembre 2026, è una cedola corta con tasso lordo pari allo 0,750000%, riferita al periodo iniziale più breve.
La novità dell’asta è il BTP a 7 anni con scadenza 15 settembre 2033. Il codice ISIN sarà attribuito prima dell’asta, trattandosi della prima tranche. Il titolo ha cedola annua lorda del 3,35% e importo offerto tra 3 e 3,5 miliardi di euro, il più alto tra i tre collocamenti. Anche in questo caso la prima cedola sarà pagata il 15 settembre 2026, ma il titolo parte con emissione il 15 luglio, quindi senza rateo cedolare al regolamento.
Il terzo titolo è il BTP con scadenza 1 ottobre 2041 e codice ISIN IT0005694630. È la quarta tranche di un’emissione partita il 10 febbraio 2026, con cedola annua lorda del 3,95%. L’importo offerto va da 1 a 1,5 miliardi di euro, con supplementare massimo di 300 milioni. In questo caso la durata residua è molto più lunga e il titolo si rivolge a chi guarda a un orizzonte temporale più esteso.
Calendario e come partecipare
Per il pubblico retail, la prenotazione presso banca, SIM o ufficio postale si è chiusa l’8 luglio 2026. La partecipazione non avviene direttamente con un click sul sito del Tesoro, ma tramite un intermediario abilitato, indicando il titolo desiderato e l’importo nominale da sottoscrivere.
L’asta competitiva si svolge il 10 luglio, mentre il collocamento supplementare riservato agli Specialisti in titoli di Stato resterà aperto fino alle 15:30 del 13 luglio. Il regolamento avverrà il 15 luglio. Chi non ha prenotato entro i termini potrà valutare eventualmente l’acquisto sul mercato secondario dopo l’emissione, tenendo conto che il prezzo potrà essere diverso da quello d’asta.
Cosa valutare prima dell’acquisto
L’asta del 10 luglio offre quindi tre profili diversi: breve-medio termine con il 2029, nuova scadenza intermedia con il 2033 e orizzonte lungo con il 2041.
I tre BTP hanno cedole diverse, ma la cedola non coincide automaticamente con il rendimento effettivo. A contare sono anche il prezzo di aggiudicazione, il rateo cedolare, la durata residua e l’andamento dei tassi di mercato. Un titolo più lungo, come il BTP 2041, può offrire una cedola più alta, ma tende anche a muoversi di più sul mercato quando cambiano i rendimenti.
Per chi punta a mantenere il titolo fino a scadenza, il rimborso avviene a 100, salvo rischio emittente. Per chi pensa di vendere prima, invece, il prezzo può salire o scendere rispetto al valore di acquisto. La tassazione sui titoli di Stato resta agevolata al 12,5%.
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