Il mercato dei titoli di Stato si prepara a un nuovo trimestre particolarmente intenso. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti reso noto il programma trimestrale delle emissioni ufficializzando l’arrivo di quattro nuovi bond governativi.
Tra luglio e settembre andranno per la prima volta in asta nuovi titoli di Stato destinati a diventare i benchmark sulle rispettive scadenze. Particolare attenzione al nuovo BTP a 7 anni, una delle durate più apprezzate dalle famiglie italiane per il suo equilibrio tra rendimento e rischio, e al nuovo BTP a 5 anni, segmento che negli ultimi anni ha registrato una crescente popolarità. Non mancherà inoltre un nuovo BTP decennale, tradizionale punto di riferimento della curva italiana dei rendimenti e, fuori dal medio e lungo termine, un nuovo Short Term.
Le nuove emissioni si inseriscono in un contesto di intensa attività di raccolta da parte del Tesoro. Nei primi cinque mesi del 2026 il programma di finanziamento ha già raggiunto livelli significativi e dovrà proseguire nel secondo semestre per coprire le scadenze in arrivo e sostenere il fabbisogno dello Stato.
Per questo motivo il programma delle emissioni BTP nel terzo trimestre è da salvare nell’agenda dell’investitore. Anche se, per adesso, non c’è un reale calendario trattandosi solo di indicazioni.
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Nuovi BTP terzo trimestre 2026: tutte le emissioni previste
Il programma del MEF prevede l’emissione di quattro nuovi titoli che costituiranno i punti di riferimento sulle rispettive scadenze durante il trimestre.
Nel dettaglio verranno collocati:
- BTP Short Term con scadenza 30 ottobre 2028 e ammontare minimo di 9 miliardi di euro;
- BTP 5 anni con scadenza 1 febbraio 2032 e ammontare minimo di 10 miliardi di euro;
- BTP 7 anni con scadenza 15 settembre 2033 e ammontare minimo di 10 miliardi di euro;
- BTP 10 anni con scadenza 1 ottobre 2036 e ammontare minimo di 10 miliardi di euro.
Il Tesoro ha precisato che l’ammontare minimo indicato per ciascun titolo rappresenta il livello di circolazione che dovrà essere raggiunto prima che venga introdotta una nuova emissione sulla stessa scadenza. Il MEF ha inoltre lasciato aperta la possibilità di introdurre ulteriori nuovi titoli nel corso del trimestre, qualora l’evoluzione dei mercati finanziari lo rendesse opportuno.
I 4 nuovi BTP annunciati potranno essere collocati in una qualsiasi delle 9 aste (6 medio e lungo termine e 3 Short Term) che si terranno nel periodo compreso tra luglio e settembre. Le date precise verranno annunciate volta nell’ambito delle comunicazioni MEF che precedono le aste (riferimento sul sito è alla pagina prossime aste BTP).
Non solo nuove emissioni: previste anche riaperture di titoli già in circolazione
Oltre ai nuovi collocamenti, il programma del terzo trimestre prevede la possibilità di offrire ulteriori tranche di titoli già emessi nei mesi precedenti.
Tra i bond che potranno essere riaperti figurano:
- il BTP con scadenza 15 settembre 2029 e cedola del 3%;
- il BTP con scadenza 1 giugno 2031 e cedola del 3,15%;
- il BTP con scadenza 15 giugno 2033 e cedola del 3,30%;
- il BTP con scadenza 1 luglio 2036 e cedola del 3,80%.
Le riaperture consentono al Tesoro di aumentare la liquidità dei titoli già presenti sul mercato, favorendo gli scambi sul secondario e migliorando l’efficienza complessiva del comparto.
Il Ministero si è inoltre riservato la facoltà di proporre ulteriori tranche di strumenti con scadenza superiore ai dieci anni, così come di CCTeu e di titoli indicizzati all’inflazione. La decisione verrà presa tenendo conto dell’andamento dei mercati e dell’eventuale necessità di intervenire per favorire il corretto funzionamento del mercato secondario.
Potranno essere offerte anche tranche di titoli non più in corso di emissione, una possibilità che viene utilizzata per sostenere la liquidità e garantire una maggiore efficienza delle negoziazioni.
Per tutte le aste di titoli a medio-lungo termine, il Tesoro continuerà a utilizzare la procedura dell’asta marginale, con determinazione discrezionale sia del prezzo di aggiudicazione sia dell’ammontare finale collocato.
Nel complesso, il programma delle emissioni del terzo trimestre tra nuovi collocamenti e riaperture conferma la volontà del Tesoro di mantenere una presenza equilibrata lungo tutta la curva delle scadenze.
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Come procede il programma di emissione dei titoli di Stato nel 2026
L’aggiornamento pubblicato dal Ministero offre anche una fotografia dello stato di avanzamento delle emissioni nel corso dell’anno.
Alla fine di maggio 2026 il Tesoro aveva già collocato circa 171,5 miliardi di euro di titoli di Stato a medio e lungo termine. L’attività di raccolta ha consentito non soltanto di finanziare il fabbisogno dello Stato, ma anche di rifinanziare le scadenze in arrivo e i titoli emessi sui mercati internazionali.
Sempre a fine maggio, l’avanzamento del programma annuale aveva raggiunto il 48%, percentuale che sale al 61% considerando anche le emissioni effettuate e quelle già annunciate con regolamento entro la fine di giugno.
Guardando alla seconda parte dell’anno, il Ministero stima che tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2026 saranno effettuate emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine per un valore compreso tra 130 e 145 miliardi di euro.
Interessanti anche alcuni indicatori relativi alla gestione del debito pubblico. La vita media del debito ha raggiunto i 6,96 anni, in lieve aumento rispetto ai 6,92 anni registrati alla fine del 2025. Parallelamente, il costo medio all’emissione dei titoli collocati nei primi cinque mesi del 2026 si è attestato al 2,91%, livello superiore rispetto al 2,75% registrato come media nell’intero 2025.
Per gli investitori interessati ai titoli di Stato, i nuovi collocamenti previsti tra luglio e settembre offriranno quindi ulteriori opportunità di investimento, con particolare attenzione ai nuovi BTP terzo trimestre 2026 a 5 e 10 anni, destinati a diventare tra i principali punti di riferimento del mercato obbligazionario italiano nei prossimi mesi.
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