emissione BTP

Sarà un’asta BTP molto ricca quella in programma domani 11 maggio 2023. Ricca non solo in considerazione dell’ammontare (8,5 miliardi di euro complessivi) e del numero di titoli che verranno offerti (ben 3) ma anche per quello che riguarda i rendimenti attesi. Quindi gli amici che in questi giorni si stanno focalizzando sul nuovo BTP Valore in emissione a giugno, farebbero bene a volgere lo sguardo all’asta di BTP tradizionali in programma domani visto che, alla luce di quanto ampiamente descritto in merito alle previsioni sulla curva dei rendimenti 2023, siamo davvero agli sgoccioli di una lunga fase altamente remunerativa per i titoli di stato italiani.

Tra l’altro nell’asta di domani ci sono occasioni davvero per tutti: gli investitori più prudenti possono considerare il BTP a 3 anni (il re della scadenza breve-medio termine), quelli alla ricerca del miglior rapporto tra rischio e rendimento al BTP a 7 anni (la scadenza preferita dai risparmiatori italiani) e infine chi è disposto a rischiare qualcosa in più al BTP a 20 anni.

Come certamente i lettori avranno capito, la nostra attenzione sarà ancora una volta rivolta ai rendimenti previsti. Cercheremo di spiegare a chi convengono di più i vari BTP in collocamento domani.

Prima però le presentazioni.

Asta BTP domani 11 maggio 2023: ecco i 3 titoli

Nell’asta di domani 11 maggio 2023 non ci sarà alcuna nuova emissione. In collocamento, quindi andranno solo nuove tranche di titoli già in circolazione (e ciò significa che i nuovi ingressi citati nel programma emissioni BTP del secondo trimestre 2023 restano inalterati).

Ecco i 3 BTP in asta domani 11 maggio 2023:

  • BTP scadenza 15 aprile 2026 (ISIN: IT0005538597): quinta tranche, cedola 3,80% e range emissione tra i 3 e i 3,5 miliardi di euro
  • BTP scadenza 15 giugno 2030 (ISIN: IT0005542797): terza tranche, cedola 3,7% e range emissione tra 3,25-3,75 miliardi;
  • BTP scadenza 01 settembre 2043 (ISIN: IT0005530032): seconda tranche, cedola 3,45% e forchetta emissione 1,25-1,75 miliardi di euro

Per le specifiche rimandiamo sempre alla pagina sulle prossime aste BTP che è sempre aggiornata.

E ora l’analisi rischio/rendimento e la targettizzazione.

Asta BTP domani 11 maggio 2023: il titolo a 3 anni

Essendo i 3 titoli in asta domani già in corso di emissione, abbiamo un utile punto di riferimento sul secondario da cui trarre indicazioni sui rendimenti previsti.

Partiamo dal BTP a 3 anni che, come si può vedere dal sito di Borsa Italiana, quota leggermente sopra la pari in area 101. Come rendimento effettivo netto a scadenza netto siamo sul 3% (3,45% senza considerare la tassazione BTP in vigore).

Non è male anche perchè stiamo parlando di un titolo breve/medio termine. La cedola è anche consistente e quindi il titolo è adatto per quegli amici investitori che non sono disposti a rischiare quasi nulla. Sicuramente c’è di meglio sul mercato ma assumendo un basso profilo di rischio il BTP a 3 anni è una soluzione da considerare. Purtroppo c’è la tagliola dell’inflazione e considerando i recenti market mover, non è detto che per la durata del titolo, il rendimento basi a coprire l’inflazione prevista.

Diciamo che il BTP a 3 anni è il classico titolo di stato dove mettere i risparmi per non correre rischi. Nè più e nè meno. Qui non si giudica nessuno e infatti a tanti potrebbe andare bene questa soluzione.

Asta BTP domani 11 maggio 2023: meglio 7 o 20 anni?

Saliamo di durata e parliamo ora del BTP a 7 anni, il titolo di stato più amato dai risparmiatori italiani. La vigilia dell’asta, la quotazione è sotto la pari e neppure poco 98,53). Rendimento lordo ad un passo dal 4% che però scende al 3,48% netto.

Essendo più lungo del triennale e tenendo conto che nei prossimi 7 anni l’inflazione certamente è vista in calo (magari con giro di boa dopo 2/3 anni rispetto al trend attuale), il settennale può essere considerato un titolo capace di battere i prezzi al consumo e quindi creare una rendita positiva. Non è una cosa da poco.

Un altro vantaggio indiscutibile è proprio nella durata: non è un mistero che i risparmiatori italiani sono quasi restii ad impegnare il capitale per periodi di tempo troppo lunghi. Il BTP a 7 anni sembra essere fatto invece su misura. Profilo di rischio più alto (ma si parla sempre di bond sovrani…) e rendimento allettante.

Per gli amici risparmiatori che hanno un taglio più speculativo c’è poi il BTP a 20 anni. Fu lanciato con collocamento sindacato il 10 gennaio 2022. Sul secondario prezza a 97,98 (quotazione il giorno della vigilia), quindi sotto la pari. Rendimento a scadenza netto del 4,15%.

Davvero niente male ma il titolo è tagliato per chi ha un approccio speculativo anche agli investimenti in BTP. Questo perchè compralo implica un certo rischio non fosse altro per la volatilità dei prezzi e dei rendimenti. Nei prossimi anni è certo che la curva dei rendimenti subirà un calo e ciò significa possibilità di vendere prima della scadenza, incassando un profitto.

Leggi anche >>> Vendere BTP prima della scadenza: pro e contro. Esempio pratico

Non farebbe una piega se il portafoglio non dovesse fare i conti con un allargamento del differenziale di rendimento tra Italia e Germania. Eh si perchè proprio lo spread potrebbe essere il nemico del BTP a 20 anni. Ma anche l’andamento dell’economia, quello dei mercati, insomma c’è tutto un contesto di cui tenere conto.

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Conclusione? Forse è meglio che chi compra questo BTP sia pronto a considerare la possibilità di tenerlo fino alla scadenza. Non tutti però possono.