L’OPAS di Poste Italiane su TIM entra nelle sue ultime 48 ore con un deciso cambio di passo: il rilancio di 30 centesimi sulla componente in contanti dell’offerta sembra aver dato una scossa alle adesioni. Dopo settimane caratterizzate da conferimenti piuttosto contenuti, negli ultimi giorni il ritmo delle adesioni è aumentato sensibilmente.
Al 9 settembre risultano infatti portate in adesione 182.520.764 azioni TIM, pari al 10,6965% degli strumenti oggetto dell’offerta. Nella sola seduta del 9 settembre sono state conferite 60.438.173 azioni. Il dato va confrontato con quello del 7 settembre, ultimo giorno alle vecchie condizioni quindi 30 cent in meno sulla parte cash, quando le adesioni complessive erano ferme a 105.090.736 azioni, pari al 6,1588%.
OPAS Poste TIM: cosa cambia con il rilancio di 30 centesimi
La modifica decisa da Poste è arrivata nella serata del 7 settembre, a pochi giorni dalla scadenza dell’operazione La componente cash dell’OPAS è passata da 1,67 a 1,97 euro per ogni azione TIM, mentre è rimasto invariato il rapporto di concambio pari a 0,218 azioni Poste di nuova emissione per ciascuna azione TIM.
Il nuovo corrispettivo, quindi, combina 1,97 euro in contanti e 0,218 azioni Poste. La società ha definito quello incrementato come il corrispettivo finale dell’Offerta, escludendo quindi ulteriori aumenti.
C’è poi un aspetto particolarmente importante per chi aveva già aderito: i 30 centesimi aggiuntivi spettano a tutti gli aderenti, non soltanto a chi conferisce le azioni dopo il rilancio. Il nuovo corrispettivo sarà riconosciuto alla data di pagamento anche a chi ha già portato i titoli in adesione.
Poste ha inoltre rinunciato alla precedente condizione che prevedeva il raggiungimento di almeno il 66,67% dei diritti di voto di TIM. L’operazione può quindi proseguire anche con un livello di adesioni molto inferiore a quella soglia. Il CdA di TIM ha preso atto con favore del miglioramento del corrispettivo.
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Adesioni OPAS TIM: il rialzo del prezzo ha dato una scossa
È proprio l’andamento delle adesioni a mostrare il primo effetto concreto del rilancio. Il 7 settembre, prima della nuova offerta, il totale era di 105,1 milioni di azioni, pari al 6,1588% degli strumenti oggetto dell’OPAS. Due giorni dopo, il dato è salito a 182,5 milioni, con un incremento di oltre 77 milioni di azioni e un balzo di circa 4,54 punti percentuali nella quota di adesione.
Il dato del 9 settembre è particolarmente significativo: 60,4 milioni di azioni sono state portate in adesione in una sola giornata. È quindi evidente un’accelerazione rispetto al ritmo precedente e il timing fa pensare che il miglioramento delle condizioni abbia avuto un ruolo.
Non significa però che la partita sia già chiusa. Il 10,6965% resta infatti molto lontano dalla maggioranza del capitale di TIM. La novità è piuttosto che il rilancio ha reso l’OPAS più interessante per una parte degli azionisti, aumentando il numero di conferimenti proprio nella fase decisiva.
Anche la comunicazione pubblicitaria di Poste ha dato grande evidenza alla modifica del corrispettivo, mettendo in primo piano degli annunci proprio il passaggio a 1,97 euro cash più 0,218 azioni Poste. La società ha sottolineato inoltre che, sulla base dei prezzi di mercato del 4 settembre, il nuovo corrispettivo esprime una valorizzazione implicita di 7,83 euro per azione TIM.
Scadenza OPAS Poste TIM: cosa succede ora
L’OPAS è partita il 20 luglio e terminerà venerdì 11 settembre 2026 alle ore 17:30. Mancano quindi pochissime ore alla chiusura della prima fase dell’offerta. Le azioni TIM acquistate sul mercato nelle sedute del 10 e dell’11 settembre non potranno essere portate in adesione all’OPAS.
Il pagamento agli azionisti che hanno aderito nel periodo principale è previsto per il 18 settembre, salvo proroghe. È inoltre prevista una possibile riapertura dei termini dal 21 al 25 settembre, con pagamento del corrispettivo il 2 ottobre per le adesioni raccolte in quella fase, sempre al ricorrere dei presupposti previsti dalla normativa.
Per gli investitori, quindi, il dato da seguire adesso è soprattutto il ritmo delle adesioni nelle ultime due sedute. Il passaggio dal 6,16% al 10,70% mostra che il rilancio di Poste ha avuto un effetto, ma sarà necessario attendere il dato finale per capire quanto forte sia stata realmente la risposta degli azionisti TIM al nuovo prezzo.
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