Le azioni Seco non si fermano. Dopo il forte rialzo di lunedì e martedì, il titolo dell’elettronica quotato sul segmento STAR di Borsa Italiana continua ad accelerare e oggi 9 settembre mette a segno un nuovo allungo. A metà mattinata le azioni SECO vengono scambiate intorno a 4,12 euro, in rialzo del 2,6% sul giornaliero e dopo che ieri avevano chiuso a 4 euro con un balzo del 14% rispetto a lunedì.
Il movimento rialzista viene a pesare ancora di più se si considera quello che è il punto di partenza. Alla chiusura di venerdì scorso il titolo aretino era a 3,21 euro, sui minimi della recente fase di correzione. In appena tre sedute Seco è quindi salita di oltre il 28%, tornando anche sopra il precedente massimo annuale di 3,90 euro.
Cosa sta spingendo così rapidamente il titolo? E’ fuori discussione che la semestrale, da poco pubblicata, abbia certamente riportato attenzione sulla società, ma il mercato sembra già andare oltre e scommettere sull’accelerazione del business nella seconda parte del 2026 e sulle nuove opportunità che stanno emergendo nell’Edge AI, nella Physical AI e nella robotica. Tutto ciò alla luce delle indicazioni che sono arrivate dal management proprio in sede di presentazione dei conti.
Azioni Seco, la semestrale ha ridato slancio al titolo
La pubblicazione dei risultati del primo semestre è arrivata dopo una fase nella quale le azioni Seco avevano già corso molto. A fine agosto erano infatti scattate le prese di profitto dopo un lungo movimento rialzista, con il titolo che dal massimo annuale di 3,90 euro del 24 agosto aveva iniziato a perdere terreno. Come detto in precedenza, alla chiusura del 4 settembre era arrivato a 3,21 euro.
La semestrale ha però contribuito a riaccendere l’interesse degli investitori. I numeri non sono tutti positivi, ma presentano alcuni elementi che aiutano a leggere il momento di transizione della società.
Nel primo semestre Seco ha realizzato 98,7 milioni di euro di ricavi, sostanzialmente invariati rispetto ai 98,4 milioni dello stesso periodo del 2025. Più interessante è la composizione del fatturato: il business Edge Computing ha raggiunto 91,2 milioni, con una crescita del 6%, mentre Clea ha registrato 7,5 milioni, penalizzata dal rinvio di alcune componenti non ricorrenti verso la fase di deployment dei progetti.
Anche il margine lordo ha dato un segnale positivo, salendo a 53,5 milioni, pari al 54,2% dei ricavi contro il 53,4% di un anno prima. Seco è riuscita quindi a compensare l’aumento dei prezzi delle memorie e degli altri componenti attraverso un mix di vendita più favorevole e il parziale trasferimento dei maggiori costi ai clienti.
Il rovescio della medaglia è rappresentato dall’Ebitda adjusted, sceso dell’8,2% a 18,5 milioni, e dall’utile netto adjusted, diminuito del 24,7% a 5,5 milioni. La pressione sui margini è legata soprattutto agli investimenti effettuati per rafforzare ricerca e sviluppo e alle attività connesse all’avvio del nuovo stabilimento produttivo di Arezzo.
Per il mercato, però, questi numeri sembrano essere letti soprattutto in prospettiva: la parte più interessante della storia Seco potrebbe ancora dover arrivare.
Ordini, Edge AI e Physical AI: perché il mercato guarda al secondo semestre
Il vero elemento capace di spiegare il rally è infatti nelle prospettive. Seco ha confermato per il terzo trimestre una guidance di circa 60 milioni di euro di ricavi, che rappresenterebbe un nuovo record trimestrale e una crescita di circa il 25% rispetto allo stesso periodo del 2025.
A sostenere questa previsione c’è soprattutto la dinamica degli ordini. Secondo l’analisi di Intesa Sanpaolo, la raccolta ordini è cresciuta del 55% da inizio anno, con un book-to-bill pari a 1,4 volte. È un dato particolarmente importante per una società come Seco perché aumenta la visibilità sul fatturato dei prossimi trimestri e suggerisce che la stabilizzazione vista nei ricavi del primo semestre potrebbe lasciare spazio a una nuova accelerazione.
È proprio questo il passaggio che gli investitori sembrano avere iniziato a prezzare. Il primo semestre racconta infatti una società ancora alle prese con investimenti e costi di struttura, mentre il secondo semestre dovrebbe beneficiare maggiormente dell’aumento degli ordini, della maggiore capacità produttiva e della domanda per soluzioni di intelligenza artificiale direttamente integrate nei dispositivi industriali.
L’Edge AI rappresenta quindi il primo pilastro della storia di crescita. Seco sviluppa hardware e software per portare capacità di elaborazione e intelligenza artificiale direttamente sulle macchine, evitando che tutti i processi debbano essere gestiti dal cloud. Un mercato che può trovare applicazioni nell’industria, nelle infrastrutture, nella robotica e in altri settori ad alta intensità tecnologica.
Ma c’è un secondo elemento che sta attirando l’attenzione: la Physical AI. Il 7 settembre Seco ha annunciato una partnership con Neura Robotics, società tedesca attiva nella robotica cognitiva. L’accordo prevede la collaborazione allo sviluppo di moduli elettronici di elaborazione per i robot di Neura, compreso l’umanoide 4NE1, con l’obiettivo di supportarne la produzione su scala industriale in Europa.
Il management ha indicato che questa collaborazione potrebbe generare almeno 25 milioni di euro di ricavi aggiuntivi nel 2027, portando l’obiettivo di fatturato della società per quell’anno ad almeno 270 milioni di euro, rispetto a un consenso precedente intorno ai 245 milioni.
Qui sembra di essere davanti a un prospettiva importante: chi compra va oltre la semestrale e guarda alla possibilità che gli investimenti effettuati da Seco negli ultimi anni possano tradursi in una crescita molto più visibile.
Seco cresce del 40% nel 2026: rally giustificato?
Con il prezzo passato da 3,21 a oltre 4,12 euro in pochissime sedute, è inevitabile chiedersi se il movimento sia diventato troppo rapido. La risposta non è scontata.
Da un lato, il titolo ha recuperato con forza dopo una correzione che aveva riportato le quotazioni sotto i 3,30 euro. Dall’altro, ai prezzi attuali la capitalizzazione è tornata sopra i 550 milioni di euro e Seco tratta già su livelli che incorporano una parte significativa delle aspettative di crescita. Borsa Italiana indica inoltre una performance di circa +20% nell’ultimo mese e +53% negli ultimi sei mesi ai prezzi della mattinata odierna.
Il mercato, in sostanza, sembra aver iniziato a rivalutare Seco come una società direttamente esposta al ciclo dell’AI industriale. E il potenziale non deriva soltanto dal business attuale. Oltre a Neura Robotics, ci sono le collaborazioni con Qualcomm e Arduino, l’espansione della capacità produttiva e l’ingresso progressivo in mercati come robotica, aerospazio e difesa.
Anche Intesa Sanpaolo mantiene una valutazione positiva, con raccomandazione buy e target price di 3,60 euro, livello però ormai superato dalle quotazioni attuali. Questo aspetto va considerato con attenzione: il rally ha già portato il titolo ben oltre il precedente obiettivo dell’analista, rendendo necessaria una nuova valutazione delle stime se la crescita prevista per la seconda metà dell’anno dovesse effettivamente materializzarsi.
Gli ordini in forte aumento, la guidance record per il terzo trimestre e soprattutto le nuove applicazioni dell’AI nella robotica stanno dando agli investitori una ragione per tornare a comprare. Il rialzo del 2026, che porta Seco già a circa +40%, racconta proprio questa aspettativa.
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