spread e commissioni
Cosa è più importante tra spread e commissioni - RisparmiOggi.it

Quando inizi a fare trading speculativo con i CFD, l’aspetto che prima di tutti dovrai imparare a valutare riguarda i costi operativi. È una fase quasi inevitabile da cui noi trader siamo passati tutti (chi prima e chi dopo): apri i siti dei broker, confronti le condizioni e ti ritrovi davanti a messaggi che promettono “commissioni zero” oppure “spread da 0,0 pip“.

A quel punto nasce il dubbio: meglio uno spread basso o commissioni basse?

La verità è che la domanda è semplicemente posta male. Un trader esperto non sceglie mai un broker guardando esclusivamente gli spread o esclusivamente le commissioni. Ciò che conta davvero è il costo complessivo dell’operazione, cioè quanto paghi effettivamente per entrare e uscire dal mercato.

Questo concetto è particolarmente importante nel mondo dei Contratti per Differenza, dove broker diversi possono adottare strutture tariffarie molto differenti pur offrendo, alla fine, costi complessivi simili. Se non comprendi questa dinamica rischi di scegliere il broker sbagliato, convinto di aver trovato una soluzione economica quando in realtà stai pagando più del necessario.

Con questa guida non ti aiutiamo a scegliere il broker giusto (quello dipende solo da te) ma ad inquadrare il discorso spread VS commissioni nel trading andando oltre i messaggio pubblicitari.

Perché molti trader principianti guardano il parametro sbagliato

Quando un trader alle prime armi confronta due broker, tende a focalizzarsi sul dato più evidente. Se legge “commissioni zero“, tende a considerarlo automaticamente un vantaggio. Se invece trova una commissione esplicita, spesso percepisce quella condizione come meno conveniente.

Si tratta di una reazione comprensibile ma tecnicamente errata.

Il motivo è semplice: il broker deve comunque essere remunerato perchè non è una associazione di volontariato ma deve fare profitto. Se rinuncia a una fonte di ricavo, normalmente compensa attraverso un’altra. Nel settore CFD questa compensazione avviene quasi sempre tramite lo spread.

Per questo motivo un broker che pubblicizza commissioni azzerate non è necessariamente più economico di uno che applica una commissione fissa per lotto negoziato. Anzi, in molti casi accade esattamente il contrario.

L’errore nasce dal fatto che la commissione è immediatamente visibile, mentre lo spread è un costo implicito che molti trader non percepiscono con la stessa chiarezza.

Come funzionano gli spread nei broker CFD

Lo spread rappresenta la differenza tra il prezzo al quale puoi acquistare uno strumento e il prezzo al quale puoi venderlo nello stesso momento.

È un concetto apparentemente semplice ma estremamente importante perché influenza ogni singola operazione che esegui. Quando apri una posizione CFD, infatti, parti immediatamente con un piccolo svantaggio pari proprio allo spread applicato dal broker. Più lo spread è ampio, maggiore sarà il movimento di mercato necessario per raggiungere il punto di pareggio.

Ora il punto è che molti trader sottovalutano l’impatto degli spread perché li considerano una differenza minima. Dopotutto, pochi decimi di pip sembrano trascurabili quando osservi il mercato in tempo reale.

Il problema emerge quando analizzi centinaia o migliaia di operazioni.

Supponiamo che tu esegua un’attività di day trading piuttosto intensa sul forex. In questo scenario una differenza apparentemente insignificante tra 0,8 e 1,2 pip può trasformarsi in una variazione molto rilevante dei costi annuali.

Ecco perché i professionisti osservano sempre gli spread medi e non quelli minimi pubblicizzati nelle campagne marketing. Lo spread minimo rappresenta una condizione ideale che potrebbe verificarsi solo in specifiche finestre di mercato, mentre lo spread medio offre un’immagine molto più realistica dei costi effettivamente sostenuti.

Come funzionano le commissioni nel trading

Le commissioni rappresentano invece un costo esplicito che il broker addebita per l’esecuzione dell’operazione.

Nel settore CFD esistono due modelli prevalenti.

Il primo è quello basato esclusivamente sugli spread. In questo caso il broker incorpora la propria remunerazione direttamente nel differenziale denaro-lettera e il trader non visualizza commissioni aggiuntive. Il secondo modello prevede invece spread estremamente ridotti, spesso prossimi allo zero sui principali strumenti Forex, accompagnati da una commissione fissa applicata all’apertura e alla chiusura della posizione.

Molti principianti considerano automaticamente più conveniente il primo approccio perché appare più semplice. In realtà i trader professionali spesso preferiscono il secondo modello poiché consente di conoscere con maggiore precisione il costo effettivo dell’operazione.

Il concetto di “all-in cost”: la metrica che conta davvero

Quando confronti broker CFD, dovresti abituarti a ragionare in termini di all-in cost.

Con questa espressione si indica il costo totale necessario per aprire e chiudere una posizione. Si tratta della metrica che utilizzano trader professionali, desk istituzionali e operatori quantitativi. Nessuno di loro prende decisioni osservando soltanto lo spread o soltanto la commissione. L’obiettivo è comprendere il costo finale.

Immagina due broker.

Il primo applica uno spread di 1 pip senza commissioni. Il secondo applica uno spread di 0,1 pip e una commissione equivalente a 0,5 pip.

A livello pubblicitario il primo broker potrebbe sembrare più conveniente grazie all’assenza di commissioni. Tuttavia il costo effettivo dell’operazione sarebbe superiore rispetto al secondo broker.

È questo il motivo per cui i trader più esperti diffidano delle promesse commerciali e concentrano la propria attenzione sul costo complessivo.

Spread e commissioni del broker FP Trading

Facciamo un esempio pratico del rapporto spread/commissioni adottando come riferimento il broker FP Trading. Puro CFD, nel senso che non troverai asset reali – azioni e ETF – cosa che invece avviene su molti broker beginner rendendo poco agevole la comprensione dei costi totali, ha costruito buona parte della propria reputazione proprio sulla competitività delle condizioni operative. Questione di costi, quindi, ma non solo.

La filosofia è quella degli spread contenuti e delle commissioni chiaramente definite. Il risultato è una struttura che tende ad attirare trader particolarmente sensibili ai costi di esecuzione. FP Trading, può farlo mentre tanti altri no. Per quale motivo? Adotta il modello australiano quindi parliamo di esecuzione con prezzi ECN e leva fino a 1:500. Due le tipologie di conto: Standard con spread a partire da 1 pip e zero commissioni per lotto di e Raw con spread che muovono da 0 pip e commissioni per lotto di 3 USB per lato.

E’ lo stesso broker ad evidenziarlo: in periodi di liquidità gli spread possono scendere fino a 0,0 pip. Variabili, quindi, ma basta dare un occhio sulla tabella per rendersi appunto conto dell’alta competitività. Sul forex scegliendo il conto Raw si contano sulle dita di una mano i cross con spread minimo superiore a 0. Tutte le coppie principali, grazie alla forte liquidità, partono da spread nulli.

Al di là dei numeri, comunque, ciò che distingue FP Trading è l’attenzione verso il rapporto tra costo e qualità dell’infrastruttura. E qui lo ricordiamo che quando analizza un broker non bisogna mai dimenticare che spread e commissioni rappresentano solo una parte dell’equazione. La velocità di esecuzione, la stabilità della piattaforma e la qualità del collegamento con i fornitori di liquidità possono influenzare il risultato finale quasi quanto i costi dichiarati.

Ed è per questo motivo che molti trader professionali guardano a FP Trading: per l’insieme delle condizioni operative offerte.

Perché il tuo stile operativo cambia la valutazione

L’esempio di FP Trading lo abbiamo fatto per evidenziare quanto importante sia il rapporto tra struttura dei costi e strategia di trading. Lo abbiamo detto fin da subito: il broker perfetto dipende dal tuo stile di trading.

Un trader che mantiene le posizioni aperte per settimane avrà esigenze completamente diverse rispetto a chi apre e chiude decine di operazioni nella stessa giornata per evitare gli overnight.

Nel caso dello scalping, dove il profitto atteso su ogni singola operazione è molto contenuto, anche differenze minime nei costi possono compromettere la redditività della strategia. Per questo motivo gli scalper tendono a privilegiare broker che offrono spread particolarmente ridotti e strutture commissionali trasparenti.

Nel day trading il discorso rimane simile. Anche se l’orizzonte temporale è leggermente più ampio, il numero elevato di operazioni rende fondamentale il controllo dei costi.

Lo swing trader, invece, tende a prestare maggiore attenzione ad altri elementi. Se una posizione viene mantenuta per giorni o settimane, una differenza marginale nello spread assume un peso relativamente inferiore rispetto alla qualità dell’esecuzione, all’affidabilità della piattaforma o ai costi overnight.

Spread VS commissioni: la trasparenza conta più del costo più basso

Un aspetto che spesso emerge soltanto con l’esperienza riguarda la trasparenza. Molti trader passano settimane a cercare il broker con lo spread più basso e finiscono per trascurare un elemento molto più importante: la chiarezza delle condizioni operative. Un broker che distingue chiaramente spread e commissioni permette di valutare con precisione il costo di ogni operazione. Questo approccio consente di pianificare meglio la gestione del rischio, misurare correttamente le performance e confrontare in modo oggettivo diverse piattaforme.

Al contrario, offerte particolarmente aggressive dal punto di vista commerciale possono rendere più difficile comprendere il costo effettivamente sostenuto.

Cosa ricordare

Se stai scegliendo un broker CFD, evita di concentrarti esclusivamente sugli spread o esclusivamente sulle commissioni.

La vera domanda che devi porti non è quale delle due voci sia più importante. La domanda corretta è quanto ti costa realmente aprire e chiudere una posizione. È per questo motivo che broker come IG, Pepperstone, FP Trading e CMC Markets adottano modelli differenti ma ugualmente validi. Ognuno cerca di bilanciare spread e commissioni in modo diverso, rivolgendosi a tipologie di trader differenti.

L’errore da evitare è fermarsi ai messaggi pubblicitari. Prima di aprire un conto, confronta sempre il costo totale dell’operazione, analizza gli spread medi reali e verifica come vengono applicate le commissioni. Solo così potrai capire quale broker offre davvero le condizioni più adatte al tuo stile di trading.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.