Mancano oramai solo 9 giorni all’appuntamento con l’Investing Milano 2026. Giunto alla seconda edizione, l’evento si terrà il 5 giugno prossimo nel cuore della finanza italiana, Palazzo Mezzanotte, e sarà completamento gratuito.
Liberare la formazione e favorire il confronto sono da sempre i capisaldi dell'”ecosistema” Investing Italia ideato dall’instancabile Pietro Di Lorenzo, animatore di SoS Trader e ideatore prima di Investing Napoli, poi di Investing Roma e dall’anno scorso, dell’inedito Investing Milano. Che, forte dell’ottimo riscontro ottenuto nella prima edizione, ora fa il bis, in un contesto del tutto diverso rispetto a quello di poco più di 370 giorni fa. C’è la tensione geopolitica che pesa come un macigno, c’è il blocco di Hormuz e ci sono i continui cambi di direzione imposti dall’imprevedibile Trump, c’è l’inflazione che torna a crescere e i tassi BCE verso un rialzo.
C’è ancora più bisogno di formazione libera e di confronto sulle visioni strategiche. Ecco perchè Investing Milano 2026 serve forse ancora di più rispetto a un anno fa. Ed ecco perchè anche quest’anno come RisparmiOggi siamo partner dell’evento.
In vista dell’appuntamento abbiamo scambiato una rapida chiacchierata proprio con l’amico Pietro Di Lorenzo. Ricordiamo che per partecipare all’Investing Milano 2026 del 5 giugno prossimo basta semplicemente iscriversi sul sito ufficiale.
Qual è il messaggio principale che Investing Milano 2026 vuole trasmettere ai trader e agli investitori in questa fase di mercato in cui tutto sembra andare bene in borsa e tutto sembra andare male nell’economia reale?
Il messaggio principale è molto chiaro: non bisogna confondere l’andamento dei listini con la realtà economica. I mercati oggi stanno premiando tecnologia, intelligenza artificiale e liquidità, mentre l’economia reale continua a mostrare rallentamenti, tensioni geopolitiche e difficoltà per famiglie e imprese. Investing Milano 2026 nasce proprio per aiutare trader e investitori a leggere questa apparente contraddizione senza farsi trascinare dall’euforia o dalla paura. Oggi più che mai servono metodo, gestione del rischio e capacità di interpretare scenari complessi.
Rispetto alla scorsa edizione, quali sono i temi che quest’anno diventano centrali per chi opera sui mercati?
Quest’anno diventano centrali alcuni temi che fino a poco tempo fa erano considerati secondari. L’intelligenza artificiale applicata al trading e agli investimenti avrà uno spazio enorme, così come la gestione del rischio in mercati ai massimi storici. Si parlerà molto anche di geopolitica, tassi di interesse, rotazione settoriale, materie prime e nuove opportunità nei certificati e negli ETF. Inoltre, rispetto al passato, cresce l’attenzione verso l’aspetto psicologico e comportamentale del trader, perché in una fase di mercato apparentemente facile il rischio di commettere errori aumenta.
L’evento punta più a formare trader operativi o a dare una visione complessiva dei mercati?
Investing Milano 2026 vuole fare entrambe le cose. Da un lato ci saranno contenuti estremamente operativi, con strategie, analisi tecniche, trading live e idee concrete utilizzabili subito. Dall’altro l’obiettivo è fornire una visione d’insieme dei mercati, perché oggi un trader non può limitarsi a guardare solo il grafico: deve capire il contesto macroeconomico, la politica monetaria, le dinamiche globali e l’impatto dell’innovazione tecnologica. L’evento è pensato sia per chi cerca operatività immediata sia per chi vuole costruire una maggiore consapevolezza finanziaria.
Con i mercati attuali così complessi, quali scenari verranno affrontati durante gli interventi di Investing Milano 2026?
Affronteremo scenari molto concreti e attuali: la sostenibilità del rally dei mercati americani, il rischio di nuove tensioni geopolitiche, il futuro dei tassi di interesse, il possibile rallentamento economico globale e l’impatto dell’intelligenza artificiale sugli investimenti. Si parlerà anche di come proteggere i portafogli dopo anni di forte crescita e di quali asset potrebbero beneficiare dei prossimi grandi trend. Non mancheranno focus specifici su Piazza Affari, Wall Street, crypto, commodities e mercati obbligazionari.
In che modo Investing Milano 2026 può aiutare concretamente chi opera sui mercati ogni giorno a migliorare le proprie decisioni?
L’evento offre strumenti concreti, idee operative e confronto diretto con professionisti che vivono i mercati quotidianamente. Chi partecipa può migliorare il proprio processo decisionale imparando a gestire meglio il rischio, evitare errori emotivi e costruire strategie più disciplinate. Uno dei grandi valori di Investing Milano è la possibilità di ascoltare approcci differenti: dal trader intraday al gestore di lungo periodo, dall’analista quantitativo all’esperto macro. Questo permette ai partecipanti di ampliare la propria visione e adattare le strategie ai diversi scenari di mercato.
Se dovessi indicare un solo “takeaway operativo” dell’evento, quale sarebbe?
Il takeaway operativo più importante è questo: nei mercati moderni non vince chi prevede tutto, ma chi sa adattarsi rapidamente ai cambiamenti controllando il rischio. Oggi la flessibilità conta più delle convinzioni assolute. Investing Milano 2026 vuole dare proprio questo approccio: strumenti pratici, mentalità corretta e capacità di reagire in modo razionale a mercati sempre più veloci e imprevedibili.
Ringraziamo Pietro Di Lorenzo per il tempo che ci ha dedicato e, ai nostri lettori, diamo appuntamento per il 5 giugno prossimo nella sede di Palazzo Mezzanotte.
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