grafico forex a candele
Fattori che influenzano il forex - Risparmioggi.it

Il mercato delle valute è uno dei più dinamici e affascinanti in assoluto ed è per questo che, anche se nuove asset class si affacciano di continuo, l’appeal del forex resta immutato. Il mercato più liquido in assoluto continua ad attirare trader principianti oggi come accadeva anni fa (quando, ad esempio le crypto, non esistevano). Ma il forex è anche un mercato con sue regole ben precise. Nulla avviene a caso a partire dalle variabili che determinano i movimenti dei vari cross.

Capire cosa muove il forex significa comprendere i meccanismi che determinano il rialzo o il ribasso di una valuta rispetto a un’altra. Questo è il vero punto di svolta tra chi fa trading affidandosi al caso e chi lo fa con professionalità. I tassi di cambio non si muovono in modo casuale; dietro ogni candela verde o rossa sul tuo grafico ci sono forze economiche, politiche e psicologiche ben precise.

In questa guida esploreremo nel dettaglio cosa condiziona il Forex e quali sono i fattori chiave che devi assolutamente monitorare per prevedere i movimenti dei prezzi e proteggere il tuo conto di trading.

Cosa fa muovere il Forex: il ruolo centrale delle Banche Centrali

Quando ci si chiede cosa fa muovere davvero il Forex, il pensiero deve subito andare alle decisioni delle banche centrali. Istituzioni come la Federal Reserve (Fed) negli Stati Uniti, la Banca Centrale Europea (BCE) o la Bank of England (BoE) sono i veri “registi” del mercato valutario.

Lo strumento principale a disposizione di chi emette moneta sono i tassi di interesse. Immagina il tasso di interesse come il “costo del denaro” ossia quello che tutti noi paghiamo per avere denaro.

  • Quando una banca centrale aumenta i tassi, il rendimento degli investimenti in quella valuta cresce. Questa situazione attira capitali esteri: i grandi investitori acquistano quella valuta per investirla in asset sicuri (come i titoli di stato), facendone salire il valore.
  • Al contrario, se i tassi scendono, il rendimento diminuisce, i capitali tendono a uscire e la valuta si deprezza.

Oltre ai tassi, se sei un trader alle prime armi con il forex, fai attenzione anche ai temi “collaterale” le decisioni di politica monetaria della banche centrali, da eventuali Quantitative Easing (stampare moneta per acquistare titoli) fino alle dichiarazioni dei governatori. Spesso, anche solo una parola rassicurante o aggressiva (hawkish o dovish) durante una conferenza stampa del governatore della banca centrale può scatenare un’altissima volatilità sui mercati in pochi secondi. I trader più esperti la sfruttano per impostare le loro strategie operative sulle coppie coinvolte.

Cosa influenza il Forex: l’impatto dei dati macroeconomici

Se le decisioni delle banche centrali fanno muovere le valute, per capire cosa influenza il forex giorno dopo giorno, devi imparare a leggere il calendario economico. I dati macroeconomici sono lo specchio della salute di una nazione e i trader li usano come termometro per capire se una valuta si rafforzerà o si indebolirà.

Senza dilungarci più di tanto (esiste una lunga letteratura a riguardo) ecco i tre indicatori macroeconomici che hanno l’impatto più devastante sui mercati:

  • Prodotto Interno Lordo (PIL): in pratica la crescita economica complessiva di un paese. Un PIL superiore alle aspettative segnala un’economia forte, il che generalmente spinge la valuta al rialzo.
  • Dati sull’occupazione: il report più famoso in assoluto è il Non-Farm Payrolls (NFP) statunitense, rilasciato il primo venerdì di ogni mese. Misura i nuovi posti di lavoro creati (escluso il settore agricolo). Se l’occupazione cresce, l’economia è solida, i consumi aumentano e la valuta tende a rafforzarsi.
  • Inflazione: misurata principalmente attraverso l’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI). Un’inflazione troppo alta costringe la Banca Centrale ad alzare i tassi (valuta in rialzo nel breve termine), ma se l’inflazione è fuori controllo può danneggiare l’economia nel lungo periodo.

Oltre a questi dati macro, anche la bilancia commerciale ossia il rapporto tra le esportazioni e le importazioni di un Paese, influenza il forex. Due le situazioni possibili:

  • Se un Paese esporta più di quanto importa (surplus commerciale), allora per acquistare i beni di quel Paese, i compratori esteri dovranno convertire il proprio denaro nella valuta locale. Ciò genera una forte domanda della valuta, facendone aumentare il prezzo. Al contrario quando le importazioni superano le esportazioni (deficit commerciale), il Paese deve vendere la propria valuta per acquistare beni esteri, aumentando l’offerta sul mercato e spingendo il valore della valuta al ribasso.

E per finire, devi considerare i flussi finanziari: se la borsa valori di un Paese (ad esempio Wall Street) sta vivendo un momento di forte crescita, gli investitori globali compreranno dollari per comprare quelle azioni, sostenendo il cambio del biglietto verde.

Cosa condiziona il Forex: stabilità politica e rischi geopolitici

Ma andiamo avanti. E’ chiaro che il mercato valutario sia estremamente sensibile ai cambiamenti di potere e alle tensioni internazionali. Ora il punto è capire cosa condiziona il Forex al di là dei puri numeri matematici espressi da tassi di interesse e market mover. Ovviamente la stabilità politica.

Il denaro odia l’incertezza. Quando un Paese attraversa una fase di instabilità, gli investitori internazionali tendono a ritirare i propri capitali, vendendo la valuta locale e provocando un crollo del suo valore. Ci sono una marea di fattori geopolitici principali che entrano in ballo. Se sei alle prime armi, puoi limitare la tua attenzione ai tre più impattanti:

  • Elezioni politiche: le elezioni introducono incertezza sul futuro fiscale e programmatico di un Paese.
  • Guerre commerciali e dazi: le tensioni commerciali (come quelle storiche tra USA e Cina) modificano i flussi di import/export, impattando direttamente sulla domanda di valuta.
  • Conflitti geopolitici: in tempi di crisi belliche o forti tensioni internazionali, gli investitori fuggono dalle valute dei paesi a rischio e si rifugiano nelle cosiddette valute rifugio (Safe Haven), come il Dollaro Statunitense (USD), il Franco Svizzero (CHF) e lo Yen Giapponese (JPY).

Sentiment di mercato, speculazione e psicologia dei trader

Fino ad ora abbiamo parlato di dati tangibili, ma il Forex è mosso anche (e a volte soprattutto) dalle aspettative e dalle emozioni umane. La speculazione pura è una delle forze che risponde alla domanda su cosa fa muovere il Forex nel brevissimo termine.

I mercati finanziari tendono ad anticipare gli eventi. Spesso sentirai nel trading il detto “Compra sulle indiscrezioni, vendi sulle notizie”. Cosa significa? Se i trader si aspettano che la BCE alzi i tassi tra un mese, inizieranno a comprare Euro subito. Nel momento in cui la notizia diventa ufficiale, il prezzo potrebbe persino scendere, perché il movimento era già stato “scontato” dal mercato.

Il sentiment di mercato si divide principalmente in due categorie:

  • Risk-On (propensione al rischio): i trader sono ottimisti sul futuro dell’economia globale. Vendono le valute rifugio e investono in valute ad alto rendimento o legate alle materie prime (come il Dollaro Australiano o il Dollaro Canadese).
  • Risk-Off (avversione al rischio): regna la paura o l’incertezza. I trader chiudono le posizioni rischiose e comprano Dollari, Franchi Svizzeri o Oro per proteggere il capitale.

Usare un conto demo per saggiare cosa muove il Forex

Il modo migliore per “vedere in azione” tutto ciò di cui abbiamo parlato è usare un conto demo per saggiare cosa muove il Forex. La teoria è fondamentale, ma la pratica è ciò che ti trasformerà in un trader consapevole, e il conto demo è lo strumento perfetto perché ti offre un ambiente di mercato reale ma finanziato con fondi virtuali.

Immagina di aver appena letto sul calendario economico che la Federal Reserve sta per rilasciare i temuti dati sull’occupazione americana (NFP). Invece di limitarti a studiare cosa condiziona il Forex sui libri, puoi aprire la tua piattaforma in versione demo e osservare i grafici in tempo reale nei minuti a ridosso della notizia. Vedrai con i tuoi occhi come la volatilità esplode nei secondi successivi al rilascio del dato, come gli spread si allargano e come il prezzo reagisce in base al divario tra le aspettative e i dati reali.

Fare pratica in demo ti permette di testare l’impatto di notizie geopolitiche, dati sull’inflazione e conferenze stampa delle banche centrali, aiutandoti a comprendere cosa influenza il Forex concretamente, senza subire lo stress psicologico derivante dalla paura di perdere i tuoi capitali.

Conto demo di FP Trading (broker e leva alta)

La stragrande maggioranza dei broker mettono a disposizione un conto demo per esercitarsi a fare trading senza rischi. Lo fa anche FP Trading che, diversamente dai broker ESMA, permette di fare trading con leva alta e quindi il conto demo per “toccare” cosa muove il forex diventa ancora più determinante per evitare di esporre a rischi il proprio capitale.

FP Trading è un broker che permette di fare trading con i CFD su oltre 70 coppie valutarie di tutti i tipi con spread molto competitivi nel conto RAW (richiesta commissione per lotto) e grazie al modello ECN dei prezzi. Rapidità nell’esecuzione degli ordini, strumenti di intelligenza artificiale integrati nell’algoritmo FP Trading AI, ampia disponibilità di piattaforme e Trading Central, sono altri punti di forza di questo broker, entrambi determinanti nel forex.

Come un trader principiante deve usare tutte queste informazioni

Ora hai panoramica chiara di tutto quello che condiziona il Forex. Lo step successivo diventa integrare queste nozioni nella tua quotidianità operativa. Non devi diventare un economista accademico, ma devi sviluppare una routine strategica:

  • Consulta sempre il calendario economico prima di iniziare la tua giornata di trading. Identifica gli orari in cui verranno rilasciati dati importanti (come PIL, CPI o decisioni sui tassi) ed evita di fare trading in quegli esatti minuti se non vuoi essere travolto da movimenti improvvisi.
  • Combina l’analisi fondamentale con l’analisi tecnica. I fattori macroeconomici ti dicono perché il mercato dovrebbe muoversi, ma l’analisi tecnica (i grafici, i supporti, le resistenze) ti dice quando e a quale prezzo ti conviene entrare.
  • Gestisci il rischio. Poiché i fattori che influenzano il mercato sono tantissimi e spesso imprevedibili, non operare mai senza uno Stop Loss impostato. La protezione del tuo capitale viene prima di qualsiasi profitto.

E poi tanta tanta pratica.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.