equity crowdfunding report 2025
Gli ultimi dati sull'equity crowdfunding europeo (www.risparmioggi.it)

Nel 2025 l’equity crowdfunding europeo ha superato quota 280 milioni di euro raccolti attraverso oltre 350 campagne pubbliche. Un dato che vale una crescita a doppia cifra rispetto all’anno precedente e che racconta un mercato sempre più strutturato, sostenuto dal quadro normativo unico introdotto dal regolamento ECSP. Per chi investe e per chi cerca capitali, non è più un fenomeno di nicchia ma un tassello stabile dell’ecosistema finanziario europeo.

Equity crowdfunding: un mercato che cresce e si consolida

Nel corso dell’anno sono state chiuse 354 campagne pubbliche in equity, con oltre 68.500 investitori coinvolti. L’aumento dei capitali raccolti (+12,2% sul 2024) si accompagna a un incremento delle campagne concluse con successo e a un importo medio per round vicino agli 800.000 euro. Quasi un’operazione su tre ha superato il milione di euro.

Sono questi i dati provenienti dall’edizione 2025 dell’European Community Capital Landascape 2025 (ECCL 2025), report presentato a Milano da Over Ventures in collaborazione con Italian Tech Alliance, in occasione di un’iniziativa ospitata dalla Fondazione Giacomo Brodolini presso Milano Luiss Hub.

Sono numeri che mostrano un’evoluzione importante, anche alla luce di quanto riportato lo scorso semestre: l’equity crowdfunding non è più solo uno strumento per piccoli round iniziali, ma un canale complementare al venture capital tradizionale. Anche il ticket mediano degli investitori cresce, superando i 3.600 euro. Significa che accanto alla componente retail stanno entrando con maggiore decisione business angel, family office e investitori più strutturati.

Per chi guarda al mercato da investitore, questo si traduce in operazioni mediamente più solide, con piani industriali più articolati e una due diligence più rigorosa. Per le startup e le PMI innovative, invece, rappresenta la possibilità di affiancare capitali diffusi a investitori professionali, ampliando la base societaria e la visibilità sul mercato.

Francia prima, Italia seconda, ma in rallentamento

Sul piano geografico, la Francia guida la classifica europea con quasi 100 milioni di euro raccolti, pari a oltre un terzo del totale. L’Italia si conferma al secondo posto con circa 39 milioni, ma è l’unico tra i principali mercati a registrare una flessione rispetto al 2024.

Il calo italiano va letto anche alla luce di un contesto regolamentare più stringente. L’adeguamento ai requisiti di vigilanza ha comportato un processo di consolidamento tra le piattaforme, incidendo nel breve periodo sui volumi, ma con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli investitori e la qualità delle operazioni.

Un elemento interessante riguarda l’internazionalizzazione. Grazie al “passaporto europeo” previsto dall’ECSP, alcune startup italiane hanno iniziato a raccogliere capitali su piattaforme estere, ampliando la platea di investitori oltre i confini nazionali. È un segnale ancora contenuto, ma che indica una maggiore integrazione del mercato unico del crowdfunding.

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Settori trainanti e opportunità per investitori e imprese

Le life sciences si confermano il primo comparto per capitali raccolti, seguite da food & agriculture e tecnologia, con una presenza crescente di startup legate all’intelligenza artificiale. Crescono anche software, fintech e soluzioni per smart city, a dimostrazione della capacità del crowdfunding di intercettare i trend innovativi più dinamici.

Parallelamente si rafforza il ruolo di campagne private e club dealing, rivolte a community selezionate di investitori. Un segmento che potrebbe ampliare ulteriormente i volumi complessivi nei prossimi anni.

Resta, naturalmente, un ambito ad alto rischio: investire in startup comporta la possibilità concreta di perdere il capitale. Tuttavia, la maturazione del mercato europeo e l’integrazione con il venture capital rendono l’equity crowdfunding uno strumento sempre più centrale per chi vuole partecipare alla crescita dell’innovazione.

Per l’ecosistema italiano la sfida è duplice: consolidare la qualità delle piattaforme e favorire un dialogo più stretto con fondi e investitori professionali. I margini di crescita, guardando ai numeri europei, sono ancora ampi.

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