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Il MEF ha comunicato i risultati dell’asta BOT a 6 e 12 mesi nella mattinata di martedì 29 agosto 2023. Andiamo quindi a scoprire quali sono stati i rendimenti annunciati, il prezzo di aggiudicazione e la soddisfazione delle aspettative della vigilia.

Risultati asta BOT 6 mesi scadenza 31 gennaio 2024: rendimento e dettagli

Nell’asta di agosto, il focus era sulla tranche dei BOT con termine il 31 gennaio 2024, identificata dal codice ISIN IT0005557365. Il Ministero ha offerto titoli per un valore complessivo di 3,5 miliardi di euro. Il fatto notevole è che tutti i titoli proposti sono stati collocati, evidenziando una domanda robusta nel mercato.

Il volume delle richieste ha superato le aspettative, raggiungendo oltre 5,43 miliardi di euro. Questo ha portato a un rapporto di copertura di 1,55, che, se confrontato con l’asta precedente del BOT semestrale a luglio, presenta un incremento, anche se minimo.

Gli occhi degli investitori erano puntati soprattutto sul rendimento. L’asta ha fissato il rendimento lordo al 3,829%. Questo si traduce in un prezzo di aggiudicazione di 98,399. Per mettere queste cifre in prospettiva, è utile confrontarle con i dati dell’asta di luglio 2023. In quella circostanza, il rendimento era leggermente inferiore, al 3,815%.

La domanda durante l’asta di luglio era stata notevolmente alta, con richieste che superavano i 7,65 miliardi di euro. Tuttavia, l’offerta complessiva era stata di 5,5 miliardi.

Il regolamento per i titoli di questa asta è previsto per il 31 agosto 2023.

Risultati asta BOT 12 mesi 29 agosto 2023: rendimento e pricing

Il 29 agosto 2023 ha segnato un’altra data significativa nel calendario degli investitori e degli analisti finanziari. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti presentato i risultati della quinta tranche dell’asta BOT annuale, che ha una vita residua di soli 4 mesi. Questa sezione fornirà una disamina dettagliata dei numeri e delle implicazioni di tale asta.

La Banca d’Italia, che ha il compito di comunicare i dettagli delle operazioni, ha riferito che il Ministero ha collocato la totalità dei titoli proposti per questa tranche. L’ammontare complessivo dei titoli era di 2 miliardi di euro. La risposta da parte degli investitori non si è fatta attendere: la domanda ha mostrato un interesse sostenuto, con richieste che hanno superato i 3,48 miliardi di euro.

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Questo volume di richieste ha portato a un rapporto di copertura di 1,74. Questa metrica, che rappresenta il rapporto tra il totale richiesto e l’offerta disponibile, è essenziale per comprendere la fiducia e l’interesse degli investitori per i titoli proposti.

Uno degli aspetti più attesi di queste aste è il rendimento lordo di aggiudicazione. Per questa quinta tranche, il rendimento è stato fissato al 3,723%. Tradotto in termini di prezzo, ciò si traduce in un prezzo di aggiudicazione di 98,926.

Per meglio comprendere l’evoluzione del mercato e il suo comportamento, è utile effettuare un confronto con i dati di un’asta precedente. A febbraio 2023, la domanda era stata anch’essa buona, con richieste per oltre 3,22 miliardi di euro. In quella circostanza, il rapporto di copertura aveva raggiunto 1,61, mentre il rendimento lordo era del 3,236% e il prezzo di aggiudicazione di 97,468.

La costante e crescente domanda per queste tranche di BOT annuale indica una fiducia sostenuta degli investitori verso i titoli di Stato italiani. Nonostante la vita residua ridotta di questi titoli, essendo solo di 4 mesi, l’interesse rimane alto, come dimostrato dal rapporto di copertura superiore rispetto all’asta di febbraio.

La data di regolamento, prevista per il 31 agosto 2023, rappresenta il prossimo passo nel ciclo di vita di questi titoli. Tuttavia, è essenziale anche guardare oltre.