Le azioni Enel tornano sotto i 9 euro e interrompono il recupero delle ultime due sedute. In prossimità del giro di boa di venerdì, il titolo perde l’1,35% a 8,93 euro mettendo la parola fine alla mini-striscia positiva di mercoledì e giovedì quando gli acquisti avevano riportato i prezzi oltre la soglia psicologica dei 9 euro. Con il nuovo calo, il bilancio mese su mese della quotata più amata dagli italiani torna peggiorare fino a -5,8%.
Questa la situazione sul grafico. Il punto è che non c’è una notizia societaria negativa che spieghi direttamente perchè le azioni Enel stanno di nuovo scendendo. Il movimento al ribasso sembra quindi legato soprattutto alla dinamica tecnica del titolo, inserita in una giornata nella quale il comparto utility è di nuovo sotto pressione. Il rialzo dei tassi di riferimento e il ritorno dell’inflazione sono due fattori negativi per il settore e non a caso balza subito all’occhio il forte rosso di Hera: con un calo del 2,4%, l’utility emiliana è sul fondo del Ftse Mib.
Il quadro 2026 di Enel resta positivo secondo il consensus
A fronte della debolezza delle quotazioni, le stime degli analisti non mostrano un deterioramento delle aspettative sui conti. Il consensus aggiornato al 15 settembre 2026, elaborato sulla base delle indicazioni di 25 banche d’affari, indica per Enel un Ebitda 2026 di 23,64 miliardi di euro.
La stima centrale si colloca all’interno di una forchetta compresa tra 23,34 e 24,11 miliardi di euro. Il confronto con il 2025 evidenzia una crescita rispetto ai 22,9 miliardi di Ebitda ordinario registrati dal gruppo lo scorso anno.
Anche sul fronte dell’utile le attese restano solide. Il consensus indica infatti un utile netto ordinario 2026 di 7,25 miliardi di euro, con una previsione minima di 7,04 miliardi e una massima di 7,62 miliardi. L’utile per azione EPS è stimato a 0,73 euro, all’interno di un intervallo compreso tra 0,68 e 0,77 euro.
Il dato da tenere sotto osservazione riguarda invece la struttura finanziaria: per fine 2026 l’indebitamento netto viene stimato mediamente a 63,1 miliardi di euro, con una forchetta molto ampia tra 57,81 e 68,95 miliardi. In generale, le previsioni di consensus continuano a indicare una crescita operativa con il livello del debito che resta una delle variabili da monitorare nell’equilibrio complessivo del gruppo.
Nuovo parco eolico Enel in Australia: capacità a 283 MW
Tra le ultime novità societarie c’è intanto il completamento del parco eolico di Warradarge, nell’Australia occidentale. Il progetto è stato realizzato da Potentia Energy, joint venture paritaria costituita nel 2023 da Enel e dalla giapponese INPEX. Dopo il collaudo delle nuove turbine, l’impianto raggiungerà una capacità complessiva di 283 MW, diventando il più grande parco eolico dell’Australia occidentale. La produzione prevista sarà sufficiente a fornire energia rinnovabile a circa 164mila famiglie all’anno.
Warradarge non rappresenta però un progetto isolato. I primi 180 MW erano già entrati in esercizio alla fine del 2020 e l’impianto alimenta la South West Interconnected System, la principale rete elettrica dell’Australia occidentale.
Potentia Energy dispone oggi di circa 900 MW di capacità operativa, altri 226 MW in costruzione e una pipeline di ulteriori 9 GW. La joint venture prevede inoltre investimenti per 3 miliardi di dollari australiani tra il 2024 e il 2032. Si tratta quindi di un’espansione che rafforza la presenza di Enel nel settore delle rinnovabili australiane. L’impatto di questa notizia c’è stato ieri ma già oggi il tema è passato in secondo piano.
Azioni Enel, i livelli tecnici da monitorare dopo il ritorno sotto 9 euro
Lasciamo l’analisi fondamentale e torniamo a quella tecnica. Sul grafico delle azioni Enel il passaggio più delicato non può che essere rappresentato perdita di quota 9 euro. Fino ad ora il titolo ha segnato un minimo intraday a 8,91 euro e un massimo a 9,042 euro. L’impressione è che proprio il ritorno sotto questa soglia psicologica così importante (ne avevamo parlato in un articolo) possa aver favorito un’ulteriore estensione delle vendite creando una sorta di “circolo vizioso” che si è andato ad auto-alimentare.
In questo contesto, il primo riferimento al ribasso diventa quota 8,85 euro. Una violazione di questo livello aprirebbe invece uno spazio più ampio verso l’area attorno a 8,65 euro, dove transitano i minimi degli ultimi 11 mes (le azioni Enel nel 2026 hanno perso l’1,4%).
La configurazione tecnica continua quindi privilegiare una fase laterale con rischio ribassista, soprattutto finché Enel non riuscirà a recuperare con maggiore convinzione i 9 euro. Come abbiamo però descritto nei precedenti paragrafi, il quadro fondamentale della super utility resta però positivo con la pressione che arriva dal rialzo del costo del denaro ed è per questo di settore e non specifica.
Seguici su Telegram! Iscriviti qui
Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.















