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Scattano vendite sulle azioni Stellantis: cosa succede (www.risparmioggi.it)
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Le vendite tornano improvvisamente ad accelerare sulle azioni Stellantis nella mattinata del 18 settembre. Dopo un avvio più tranquillo, il titolo ha progressivamente perso terreno a partire da metà mattinata fino a scendere in area 4,33 euro, con un ribasso superiore al 2%.

Il movimento riporta Stellantis tra i titoli peggiori giornaliere del Ftse Mib e cancella rapidamente il tentativo di recupero visto ieri, quando le azioni avevano chiuso a 4,4355 euro, in rialzo del 2,26% rispetto a mercoledì. Praticamente il tentativo di rimbalzo è quindi durato una sola seduta. Il rilancio delle vendite si è sviluppato parallelamente all’irruzione delle indiscrezioni sulla possibile cessione della partecipazione di controllo in Aramis Group, piattaforma francese specializzata nella vendita di auto usate. Proprio su questo evento (e su ciò che rappresenterebbe) andiamo a concentrare l’attenzione.

Stellantis potrebbe vendere Aramis Group

Secondo indiscrezioni riportate dalla francese l’Informé, Stellantis starebbe valutando l’uscita da Aramis Group, società nella quale possiede il 60,5% del capitale e il 67,4% dei diritti di voto. La quota restante è quotata a Parigi dal 2021.

L’operazione avrebbe anche una conseguenza societaria importante: secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime ore, l’uscita di Stellantis potrebbe portare al delisting di Aramis.

La tempistica merita doppia attenzione perché la società francese arriva da un periodo piuttosto difficile. Nei primi nove mesi del 2026 le vendite sono diminuite di oltre il 6% a circa 1,6 miliardi di euro, mentre i ricavi derivanti dalle auto ricondizionate sono scesi di quasi il 5%. Anche le vendite dei veicoli pre-immatricolati hanno registrato una flessione vicina al 9%.

Gli analisti vedono una possibile cessione a sconto

In un report dedicato a questo nuovo dossier che la casa automobilistica italo-francese potrebbe aprire, Intermonte valuta la partecipazione detenuta da Stellantis in Aramis intorno a 140 milioni di euro, pari a circa 0,05 euro per azione Stellantis. La valutazione utilizzata dagli analisti incorpora già uno sconto del 30% rispetto a un precedente riferimento di 3,98 euro per azione Aramis. Il titolo della società francese quota oggi intorno a 3,7 euro con un rialzo di oltre 7 punti percentuali rispetto a ieri.

Per questo la SIM ritiene che un’eventuale vendita, anche a valori inferiori rispetto alle valutazioni precedenti, avrebbe un impatto contenuto sulla propria stima complessiva di Stellantis. Premesso questo, l’aspetto osservato con maggiore attenzione riguarda piuttosto le ragioni che potrebbero spingere il gruppo a dismettere la partecipazione.

Perché Stellantis potrebbe aver bisogno di nuova cassa

Secondo Intermonte, una possibile cessione di Aramis sarebbe collegata soprattutto alla necessità di rafforzare la posizione di liquidità.

Il gruppo ha già registrato consistenti deflussi di cassa nel 2024 e nel 2025 e gli analisti si aspettano una generazione di cassa ancora negativa nel 2026. È proprio questo elemento che potrebbe rendere il dossier Aramis più sensibile per il mercato rispetto alle dimensioni assolute dell’operazione.

Una vendita da circa 140 milioni non cambierebbe da sola la struttura finanziaria di Stellantis, ma potrebbe essere letta come un ulteriore tassello della strategia con cui il gruppo sta cercando di liberare risorse e razionalizzare alcune partecipazioni non essenziali.

A luglio Stellantis aveva già annunciato la vendita delle attività di car sharing di Free2move a Mutares.

Il rimbalzo di ieri è già finito

La pressione odierna sulle azioni Stellantis arriva inoltre a pochi giorni da un nuovo giudizio prudente sul titolo.

Il 16 settembre Berenberg ha tagliato il rating su Stellantis da buy a hold (quindi da comprare a mantenere), abbassando il target price da 7,80 a 5,10 euro e dando indirettamente una forte sforbiciata al potenziale di upside. Gli analisti hanno espresso dubbi soprattutto sulla velocità di recupero dei margini in Nord America e sulle pressioni competitive in Europa. Quella seduta si era chiusa con un calo superiore al 3%, seguito ieri da un recupero del 2,26%.

Oggi la situazione si è nuovamente capovolta.

Per gli investitori, le prossime indicazioni sulla generazione di cassa, sui margini e sulle eventuali ulteriori dismissioni potrebbero quindi contare molto più dell’importo ottenuto dalla singola vendita di Aramis.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.