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Rimbalzo azioni SpaceX - RisparmiOggi.it
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Anche nella sessione di borsa del 17 settembre le azioni SpaceX si tingono di verde grazie ad un rialzo superiore al 3% a 155,5 dollari. Dopo le prese di profitto di inizio settimana (sedute di lunedì e martedì) da mercoledì è ripartita una fase di recupero che ha fin qui portato il bilancio settimanale a circa +4% e quello dell’ultimo mese a +6%. Una nuova fase di euforia sulla quotata di Musk anche se, per stemperare gli eccessi di entusiasmo, va sempre tenuto conto che SpaceX resta sempre molto distante dal massimo a 52 settimane raggiunto a 225,64 dollari poco dopo il debutto in borsa. C’è sempre l’altra faccia della medaglia ossia la possibilità che la lontananza dei top di sempre possa spianare la strada a un ulteriore recupero laddove i prossimi catalizzatori dovessero confermare le aspettative più ambiziose.

Tornando alla seduta di oggi, a consolidare il nuovo movimento rialzista già avviato ieri sono diversi catalizzatori: dalle indicazioni degli analisti alle prospettive di Starlink, al prossimo volo di Starship passando per il crescente peso delle commesse governative. Esaminiamoli uno per uno e poi, a fine articolo, spazio alle indicazioni di consensus più aggiornate.

Morgan Stanley rilancia SpaceX: target a 300 dollari

Primo driver che sta sostenendo la ripartenza delle azioni SpaceX dopo i realizzi di inizio Ottava è la conferma della view positiva di Morgan Stanley. La banca d’affari usa ha mantenuto una raccomandazione overweight e un target price di 300 dollari sul colosso dell’aerospace, sostenendo che la valutazione attuale non rifletterebbe ancora completamente alcune delle potenzialità future del gruppo. Il punto centrale dell’analisi riguarda soprattutto l’evoluzione del modello di business. Secondo gli analisti, il mercato avrebbe già incorporato nelle valutazioni una parte significativa del valore legato a Starlink e alle attività aerospaziali, mentre rimarrebbe meno valorizzata l’opportunità rappresentata dall’intelligenza artificiale e dal computing orbitale.

Si tratta di un tema pesante perchè va ad ampliare la stessa prospettiva con cui il mercato guarda a SpaceX: non più soltanto come società di lancio e operatore della rete satellitare Starlink, ma come possibile infrastruttura per una nuova generazione di servizi legati all’elaborazione dei dati nello spazio.

Starship torna al centro della scena il 22 settembre

Il secondo catalizzatore che spinge gli acquisti sulle azioni SpaceX riguarda il calendario di Starship. La quotata di Musk ha fissato per il prossimo 22 settembre la data per il 14esimo volo di prova del gigantesco vettore. Al di là dell’aspetto tecnico si tratta di un appuntamento che dovrebbe segnare il passaggio a una fase nella quale il razzo viene utilizzato per il dispiegamento dei satelliti Starlink V3.

Ecco quindi che, lato investitore, la missione diventa un possibile test non soltanto tecnologico ma anche economico. L’obiettivo è infatti portare in orbita il primo gruppo di satelliti Starlink V3, con una configurazione destinata a rafforzare ulteriormente la capacità della rete. Il successo della missione potrebbe fornire nuovi elementi per valutare il potenziale di crescita di Starlink e, più in generale, l’effetto che la progressiva evoluzione di Starship potrebbe avere sui costi e sulla capacità di SpaceX di mettere in orbita grandi quantità di infrastrutture.

Le aspettative sono già elevate. Ron Baron, fondatore e CEO di Baron Capital, ha recentemente indicato Starlink come uno degli asset che considera maggiormente sottovalutati all’interno di SpaceX. In un’intervista alla CNBC ha stimato che la divisione potrebbe arrivare a 1.000 miliardi di dollari di ricavi annui entro dieci anni, con un Ebitda nell’ordine di 700-800 miliardi. Sulla base di queste ipotesi, Baron ha prospettato per la sola Starlink una valutazione potenziale nell’ordine di 14-15 trilioni di dollari.

Si tratta naturalmente di una previsione molto aggressiva e di lungo periodo, ma contribuisce a spiegare perché Starlink continui a rappresentare uno dei principali elementi utilizzati dal mercato per giustificare le valutazioni di SpaceX.

La difesa rafforza il flusso di commesse per SpaceX

Infine a sostenere il titolo c’è il rafforzamento del rapporto con il governo statunitense. Nelle ultime settimane SpaceX ha continuato a essere protagonista delle missioni per la sicurezza nazionale. Nella notte tra il 16 e il 17 settembre un Falcon 9 è decollato dalla Vandenberg Space Force Base con un carico classificato destinato alla US Space Force. Dopo il lancio, il booster è stato recuperato sulla piattaforma galleggiante Of Course I Still Love You nel Pacifico. La missione USSF-259 rappresenta inoltre il terzo lancio in un mese acquisito dalla Space Systems Command nell’ambito del contratto National Security Space Launch Phase 3 Lane 1.

Per gli investitori questo significa che la componente governativa di SpaceX continua ad ampliarsi proprio mentre cresce la domanda di infrastrutture spaziali per la sicurezza nazionale.

La società beneficia quindi di una combinazione particolare: da una parte Starlink e il business commerciale, dall’altra i programmi governativi e militari. A questo si aggiunge la possibilità che le future infrastrutture orbitali legate all’AI aprano un’ulteriore fonte di ricavi.

Cosa dice il consensus degli analisti sulle azioni SpaceX

Il quadro delle valutazioni degli analisti resta favorevole. Secondo i dati MarketScreener, al 17 settembre risultano 36 analisti con copertura sulle azioni SpaceX. Il consensus medio è buy, con un target price medio di 222,42 dollari.

Rispetto ai 155,5 dollari raggiunti oggi, il target medio implica un potenziale teorico di rivalutazione di circa 43%. La distribuzione delle raccomandazioni mostra inoltre una netta prevalenza dei giudizi positivi: 23 buy, 6 accumulate e soltanto 2 sell. Insomma una netta prevalenza delle view bullish accompagna la quotata di Musk.

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