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Perché le azioni Banco BPM stanno calando così tanto (www.risparmioggi.it)
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Le azioni Banco BPM continuano a perdere terreno a Piazza Affari, inserendosi in una giornata negativa per l’intero comparto bancario europeo ma mostrando una debolezza più marcata dopo la revisione delle stime arrivata da Jefferies. Al momento della scrittura, nel pomeriggio del 19 ottobre, le azioni Banco BPM scambiano intorno a 13,4 euro, con un ribasso nell’ordine del 3%, dopo aver toccato un minimo intraday di 13,31 euro. La flessione dell’ultima settimana sfiora ormai il 10%, mentre nell’ultimo mese il rosso supera il 18%.

La seduta del 19 ottobre parte quindi da un contesto già difficile. Banco BPM aveva chiuso in ribasso anche nelle quattro sessioni precedenti, passando dai 14,65 euro del 13 ottobre ai 13,80 euro di venerdì 16. Il nuovo calo porta il titolo ancora più lontano dal massimo annuale di 17,45 euro raggiunto ad agosto.

A pesare sono due fattori diversi: da una parte le vendite che stanno interessando tutto il settore bancario, dall’altra una valutazione meno favorevole degli analisti di Jefferies sulle prospettive autonome dell’istituto.

Azioni Banco BPM giù insieme alle altre banche

Usa i tasti freccia su e giù per ridimensionare il pannello metabox.

La debolezza di Banco BPM non rappresenta un caso isolato. Piazza Affari viaggia in territorio negativo e proprio i finanziari figurano tra i settori maggiormente penalizzati.

In apertura UniCredit perdeva oltre l’1,6%, BPER circa l’1,4% e Intesa Sanpaolo l’1,2%. Con il passare delle ore le vendite si sono estese anche agli altri listini europei, in una giornata caratterizzata da una maggiore avversione al rischio.

A metà seduta il FTSE MIB cede circa l’1,5%, mentre anche Parigi, Francoforte, Madrid e Londra restano in rosso.

Sul mercato obbligazionario tornano inoltre a salire i rendimenti: lo spread BTP-Bund si porta intorno a 111 punti base e il rendimento del decennale italiano si avvicina al 4,54%.

Per le banche l’aumento dei tassi di mercato presenta effetti contrastanti. Rendimenti più elevati possono sostenere alcune componenti dei ricavi, ma contemporaneamente aumentano il costo della raccolta, possono ridurre la domanda di credito e incidono sulla valutazione dei portafogli obbligazionari.

A tutto questo si aggiungono le tensioni geopolitiche, prezzi energetici ancora elevati e un clima più prudente sui mercati europei.

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Jefferies taglia il target price su Banco BPM

Sul titolo pesa però anche una notizia specifica.

Jefferies ha abbassato il target price di Banco BPM a 15,30 euro dai precedenti 16,60 euro, mantenendo la raccomandazione Hold.

Il nuovo prezzo obiettivo rimane superiore alle quotazioni attuali, ma il taglio segnala aspettative meno favorevoli rispetto alla precedente valutazione.

La banca d’affari ha ridotto inoltre del 3% le stime sull’utile per azione per il periodo 2026-2028. Alla base della revisione ci sono nuove ipotesi sui ricavi da negoziazione e altre componenti finanziarie che, secondo gli analisti, compensano il beneficio derivante da tassi più elevati.

L’attenzione si sposta adesso sui risultati del terzo trimestre, attesi il 5 novembre.

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Trimestrale Banco BPM: Jefferies vede utili sotto il consensus

Per il terzo trimestre Jefferies stima un utile netto vicino a 440 milioni di euro, circa il 2% inferiore rispetto alle attese del consensus.

Il confronto con il secondo trimestre mostra una discesa più evidente rispetto ai 581 milioni registrati in quel periodo, anche se il risultato precedente aveva beneficiato del dividendo ricevuto da MPS.

Gli analisti prevedono inoltre una riduzione di circa 20 punti base del CET1 ratio, che dovrebbe attestarsi intorno al 14,2%. A incidere sarebbe soprattutto la valutazione a prezzi di mercato del portafoglio obbligazionario.

Sono indicazioni che ridimensionano alcune aspettative di crescita proprio mentre le valutazioni del settore vengono nuovamente messe sotto pressione.

Banco BPM resta al centro delle ipotesi di fusioni

C’è poi il tema delle aggregazioni bancarie, che continua a influenzare la valutazione di Banco BPM.

L’istituto rimane coinvolto nelle ipotesi di consolidamento del settore italiano. Crédit Agricole, principale azionista, ha più volte mostrato interesse per un possibile rafforzamento dell’integrazione con la propria controllata italiana, mentre MPS continua a lavorare sul progetto di acquisizione di Banco BPM.

Jefferies ritiene però che, escludendo eventuali operazioni straordinarie, Banco BPM presenti meno possibili catalizzatori rispetto ad altre banche italiane di dimensioni comparabili.

Anche la valutazione viene considerata relativamente elevata: il rapporto prezzo/utili stimato per il 2028 sarebbe intorno a 9,6 volte, contro circa 8,3 volte per Intesa Sanpaolo e 9,4 volte per BPER.

Cosa aspettarsi ora dalle azioni Banco BPM

Il quadro di breve periodo rimane quindi condizionato da una combinazione sfavorevole: pressione sull’intero settore bancario, rendimenti obbligazionari in aumento e revisione al ribasso delle stime di Jefferies.

La discesa ha assunto dimensioni rilevanti: circa -9,7% nell’ultima settimana e -18% nell’ultimo mese, anche se il bilancio dall’inizio dell’anno rimane ancora leggermente positivo.

I risultati del 5 novembre saranno il prossimo appuntamento fondamentale. Serviranno soprattutto a verificare l’andamento degli utili, il capitale e la capacità di Banco BPM di sostenere la crescita anche indipendentemente dalle possibili operazioni di M&A. Fino ad allora il titolo potrebbe continuare a risentire tanto del sentiment sulle banche europee quanto delle aspettative sui prossimi conti.

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