La BCE ha dato il via libera a Unicredit per superare la soglia del 30% nel capitale di Commerzbank e aumentare ulteriormente la propria partecipazione, senza fissare un limite massimo. La decisione, formalizzata giovedì 15 ottobre al termine di un’istruttoria durata circa tre mesi, la si può considerare un passaggio decisivo nel progetto di Andrea Orcel per assumere il controllo della banca tedesca. Per completare l’operazione restano però alcune autorizzazioni e altri adempimenti regolamentari.
E’ anche grazie a questa notizia se le azioni Unicredit si muovono in territorio positivo a Piazza Affari. Nell’ultima seduta della settimana il titolo di Piazza Gae Aulenti sta guadagnando lo 0,7% a 75,60 euro pur restando sempre molto distante dai top di ottobre raggiunti a oltre 81 euro. E infatti il bilancio mese su mese continua ad essere negativo per circa l’8%. In questo articolo focalizzeremo l’attenzione non solo sui contenuti del via libera dell’EuroTower all’acquisizione di Commerzbank ma anche quello che succederà a seguito di questo ulteriore passo in avanti verso la realizzazione di uno degli obiettivi strategici principali della gestione Orcel.
Unicredit-Commerzbank: le prossime tappe per arrivare al controllo
Unicredit si è già assicurata una partecipazione pari al 47,59% del capitale di Commerzbank, considerando le azioni possedute, quelle conferite all’offerta e gli strumenti finanziari. La quota corrisponde al 49,65% dei diritti di voto, tenendo conto delle azioni proprie prive di voto.
L’autorizzazione della vigilanza europea consente al gruppo italiano di avanzare verso il controllo della banca tedesca. L’obiettivo indicato è arrivare a detenere circa il 50% dei diritti di voto entro la fine dell’anno, ma il calendario resta subordinato alla conclusione dei passaggi ancora aperti.
Il prossimo appuntamento da segnare sul calendario è quello con l’Antitrust della Commissione europea, che ha fissato al 16 novembre 2026 la scadenza della prima fase di esame. A questo si aggiunge il nulla osta dell’autorità polacca, necessario per gli effetti dell’operazione su mBank, controllata al 69,1% da Commerzbank.
Insomma con il suo ok la BCE ha si rimosso un ostacolo rilevante, ma il controllo effettivo della banca tedesca non è ancora un risultato definitivo. Le tempistiche delle autorizzazioni residue determineranno quando Unicredit potrà passare dalla partecipazione azionaria alla gestione dell’istituto.
Governance Commerzbank, Orcel prepara il cambio di passo
Una volta completato l’iter, infatti, l’attenzione si sposterà sulla governance. Il piano di Orcel prevede un intervento sui vertici di Commerzbank, a partire dal consiglio di sorveglianza e successivamente dalla dirigenza. Tra le figure coinvolte potrebbe esserci anche l’amministratrice delegata Bettina Orlopp, ma le decisioni definitive dipenderanno dai passaggi societari ancora da completare.
Il riassetto avrebbe una funzione operativa: permettere a Unicredit di imprimere una direzione precisa alla strategia della banca tedesca e avviare l’applicazione del piano industriale. Il gruppo punta a intervenire sulla redditività e sull’organizzazione, sfruttando le opportunità offerte dall’integrazione con una realtà già radicata nel mercato tedesco.
Come noto, tra le ipotesi allo studio figura anche una possibile fusione inversa tra HVB, la banca tedesca già controllata da UniCredit, e Commerzbank. Un’eventuale operazione di questo tipo potrebbe contribuire a conciliare gli obiettivi industriali del gruppo italiano con le richieste tedesche di mantenere a Francoforte la sede e la quotazione di Commerzbank. Al momento, tuttavia, si tratta di uno scenario da valutare e non di una decisione formalizzata.
Il confronto con il governo tedesco resta aperto
Il percorso non è soltanto finanziario e regolamentare. Il governo tedesco detiene il 13,3% di Commerzbank e si è opposto al progetto di acquisizione, sollevando preoccupazioni sulla tutela dei posti di lavoro, sul credito alle imprese e sul futuro dell’istituto.
Il confronto con Berlino sarà quindi un altro elemento da monitorare. Unicredit dovrà cercare un equilibrio tra la possibilità di intervenire sulla gestione e le richieste delle istituzioni tedesche, senza perdere di vista gli obiettivi economici dell’operazione.
Lato operativo, il punto centrale sarà capire come questi aspetti si rifletteranno sui risultati futuri. L’acquisizione può ampliare la presenza di Unicredit in Germania e aprire nuove opportunità industriali, ma i benefici dovranno essere valutati alla luce dei costi d’integrazione, dei tempi di attuazione e degli eventuali vincoli imposti dalle autorità.
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