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Sono 357,7 milioni le azioni TIM portate in adesione all’OPAS di Poste. È questo l’ultimo dato disponibile prima della chiusura dell’offerta, fissata per oggi 11 settembre. Nella sola seduta di ieri 10 settembre sono state consegnate 175,2 milioni di azioni, facendo salire le adesioni al 21% dei titoli oggetto dell’OPAS, pari al 16,8% del capitale di Telecom Italia.

Poste, considerando anche il 20,1% già detenuto, porta così la propria partecipazione a circa il 36,9% di TIM. Non ci sono dubbi su quello che è avvenuto nelle ultime sessioni: dopo il rilancio del corrispettivo, con l’aumento della componente cash a 1,97 euro per azione, c’è stata una forte accelerazione delle adesioni (come del resto era facilmente prevedibile). A spingere anche gli azionisti Telecom Italia più restii nei confronti dell’adesione si è messo anche un report della SIM milanese Equita con cui, senza mezzi termini ma anzi facendo un vero e proprio elenco di tutti i vantaggi, viene sostenuta una tesi che sa quasi di verdetto: ora come ora, quindi a seguito del rialzo del prezzo, conviene aderire all’OPAS di Poste su TIM.

Analizzeremo il punto di vista di Equita in questo articolo non prima però di aver messo nero su bianco gli ultimi numeri delle adesioni all’OPAS in modo tale da dare il termometro della situazione a poche ore dalla chiusura (perlomeno provvisoria).

Quante adesioni ha raccolto l’OPAS Poste TIM?

Il dato aggiornato al 10 settembre fotografa 357.711.344 azioni TIM consegnate all’offerta. La seduta di ieri è stata quella più su di giri in assoluto con nuove richieste per 175.190.580 azioni. Sommando tutto, le adesioni sono pari al 21% delle azioni oggetto dell’OPAS, mentre rispetto all’intero capitale di TIM la quota è del 16,8%. Per Poste il risultato va sommato alla partecipazione già posseduta. Il gruppo guidato da Matteo Del Fante aveva infatti il 20,1% di TIM e sale ora, considerando i titoli consegnati, a circa 36,9% del capitale.

Oggi è l’ultimo giorno della prima fase dell’offerta, ma il risultato non sarà definitivo. Le condizioni dell’OPAS prevedono infatti una riapertura dal 21 al 25 settembre, che permetterà agli azionisti rimasti fuori di aderire alle nuove condizioni.

OPAS Poste TIM: il nuovo corrispettivo spinge le adesioni

Il cambio più importante rispetto alla proposta iniziale riguarda il corrispettivo. Poste ha aumentato la componente cash portandola a 1,97 euro per ogni azione TIM, mentre il concambio è fissato a 0,218 azioni Poste. Contestualmente è stata eliminata la soglia minima del 66,7%. Poste ha quindi rinunciato alla condizione che avrebbe potuto impedire il perfezionamento dell’operazione in caso di adesioni insufficienti.

Per gli azionisti TIM il quadro è diventato quindi più semplice da valutare: l’offerta può procedere anche senza raggiungere i due terzi del capitale e Poste ha dichiarato che accetterà qualsiasi quantitativo di azioni portato in adesione. Il forte incremento delle adesioni registrato il 10 settembre arriva proprio dopo queste modifiche. Resta ora da vedere quale sarà il dato finale della prima fase e quanto potrà aggiungere la riapertura di settembre.

Conviene aderire all’OPAS Poste? Cosa dice Equita

Accennavamo in precedenza alla presa di posizione di Equita. La SIM milanese, senza girarci attorno, ha praticamente detto che agli azionisti TIM conviene consegnare le azioni nell’OPAS di Poste. Ovviamente un simile e categorico giudizio è basato su ben precise motivazioni.

Tanto per iniziare gli analisti considerano la piena la valutazione di TIM nello scenario stand-alone. Inoltre il nuovo corrispettivo riconosce alle attività domestiche di Telecom Italia multipli superiori rispetto a quelli delle società TLC europee comparabili.

E poi c’è l’accento sulla performance del titolo dell’ex monopolista dopo l’annuncio dell’offerta: escludendo il primo rialzo legato al premio, TIM ha continuato a sovraperformare il settore, nonostante i risultati del primo semestre non abbiano dato un sostegno particolarmente forte alle guidance annuali.

Un altro elemento riguarda quello che potrebbe accadere agli azionisti che non aderiranno. Se Poste dovesse raggiungere una quota elevata senza arrivare al delisting, il flottante di Telecom Italia potrebbe ridursi e il titolo diventare meno liquido. Sul fronte industriale, invece, la SIM lombarda giudica realistiche le sinergie previste dall’operazione, con ulteriore potenziale in caso di pieno controllo di Telecom Italia.

OPAS Poste TIMN: 8,7 euro per chi aderisce e 7,2 euro stand-alone

Il punto più interessante della lunga analisi di Equita sulla convenienza dell’operazione (nei suoi attuali termini quindi dopo il rialzo) riguarda il valore riconosciuto agli azionisti che aderiscono all’OPAS. Ebbene la SIM lo mette nero su bianco esso è superiore a quello attribuito a TIM nello scenario stand-alone.

Venendo ai numeri, valore attribuito alle azioni TIM nello scenario di adesione all’OPAS viene stimato in circa 8,7 euro per azione, contro 7,2 euro nello scenario stand-alone. Proprio questo differenziale rappresenta, sempre secondo Equita, un incentivo concreto a consegnare i titoli TIM in proprio possesso a Poste.

La SIM vede valore anche per chi riceverà azioni Poste attraverso il concambio. Nello scenario di integrazione completa di TIM, il target price di Poste è stato infatti alzato da 27,40 a 31 euro, con un potenziale rialzo superiore al 15%. Secondo gli analisti, la combined entity avrebbe inoltre multipli molto interessanti: circa 11,2 volte l’utile adjusted 2028 e 10,4 volte quello del 2029, con un dividend yield stimato tra il 6,8% e il 7,4%.

Tiriamo una linea su come sta andando l’OPAS di Poste su TIM: il quadro all’11 settembre è abbastanza definito: con 357,7 milioni di azioni TIM già consegnate, Poste al 36,9% considerando la partecipazione preesistente, è palese che c’è stata una svolta. Oggi si chiuderà la prima fase dell’OPAS, ma la riapertura dal 21 al 25 settembre potrebbe ancora modificare sensibilmente la quota finale. Insomma, giochi fatti e adesione all’offerta che a questo punto è la scelta più conveniente per gli azionisti TIM.

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