Tre sedute consecutive con il segno meno hanno cambiato, almeno nel breve periodo, il quadro delle azioni Nvidia. Giovedì 10 settembre il titolo ha chiuso a 218 dollari con una flessione del 2,4%, portando a tre i ribassi consecutivi a Wall Street.
Il risultato è che la performance settimanale è ora negativa del 3,3%, mentre nell’ultimo mese il bilancio è sostanzialmente piatto. Il dato cambia invece guardando dall’inizio dell’anno: le azioni Nvidia restano in rialzo di circa il 15%, confermando una tendenza di fondo ancora positiva.
La domanda, quindi, è se i tre rossi consecutivi rappresentino semplicemente un normale ritracciamento dopo la corsa precedente (e magari proprio l’ultima di ottava, oggi 12 settembre, possa essere il momento del rimbalzo) oppure se ci sia qualche elemento in più da monitorare.
Per il momento, il grafico sembra suggerire soprattutto la prima ipotesi. Una settimana fa, venerdì 4 settembre, Nvidia aveva infatti raggiunto i massimi del mese corrente schizzando sopra i 230 dollari, prima di iniziare una fase di arretramento. La discesa attuale va quindi letta anche alla luce dei livelli raggiunti e dei guadagni accumulati.
Ma sul fronte fondamentale c’è un tema che merita attenzione: lo scrutinio del Dipartimento di Giustizia statunitense sull’accordo tra Nvidia e la startup Groq.
Azioni Nvidia dai 230 ai 218 dollari: il segnale che arriva dal grafico
Il primo elemento da considerare è proprio quello tecnico. Il passaggio da 230 a 218 dollari in una settimana rappresenta una correzione di poco superiore al 5%, arrivata dopo il raggiungimento dei massimi del mese.
Non si tratta, quindi, di un movimento completamente scollegato dalla dinamica precedente. Nvidia continua a muoversi su livelli molto elevati e una fase di prese di beneficio dopo il test dei massimi non rappresenta, di per sé, un segnale di deterioramento della storia borsistica del titolo.
Anche la performance da inizio anno aiuta a inquadrare meglio il movimento. Nonostante i tre ribassi consecutivi, il titolo conserva un guadagno di circa il 15%. L’arretramento dell’ultima settimana ha quindi ridotto parte del premio accumulato nelle settimane precedenti, ma non ha cancellato la tendenza positiva di medio periodo.
Il punto da seguire adesso è capire se il ritracciamento rimarrà confinato all’interno di una normale fase correttiva oppure se inizierà a trasformarsi in una discesa più strutturata.
In questo senso, la prossima trimestrale (in uscita a fine novembre) rappresenta un appuntamento decisamente più importante dei tre rossi registrati in borsa. Il mercato ha già alzato molto l’asticella delle aspettative e Nvidia dovrà dimostrare che la crescita rimane sostenibile anche in presenza di margini potenzialmente più bassi.
Ricavi a 108 miliardi: il vero test per le azioni Nvidia
L’ultimo trimestre ha fornito numeri ancora estremamente forti. Nvidia ha chiuso il periodo con 96,2 miliardi di dollari di ricavi, in aumento del 106% su base annua.
Per il trimestre in corso la società indica una guidance di 108 miliardi di dollari, con una variazione possibile del 2% in più o in meno. Raggiungere il punto centrale della previsione significherebbe ottenere una crescita sequenziale del 12,2% rispetto ai 96,2 miliardi del trimestre precedente.
È un ritmo ancora molto elevato considerando le dimensioni raggiunte da Nvidia. Proprio per questo, però, il mercato non sembra più concentrato soltanto sulla capacità della società di superare le proprie previsioni sui ricavi.
L’attenzione si sta spostando sulla qualità di questa crescita.
La guidance sul margine lordo indica infatti il 74%, contro il 75% del trimestre precedente. Applicando questo livello ai 108 miliardi di dollari di ricavi attesi si arriva a un utile lordo implicito di circa 79,9 miliardi di dollari.
Il punto diventa quindi capire se Nvidia riuscirà a continuare a crescere a ritmi molto elevati senza dover sacrificare troppo la redditività. Un’eventuale ulteriore pressione sui margini potrebbe essere interpretata dal mercato come un segnale di maggiore competizione oppure come il risultato di condizioni commerciali più favorevoli per i grandi clienti cloud.
Dall’altra parte, gli elementi a sostegno della domanda non mancano. Nvidia ha indicato un potenziale di crescita dei ricavi di circa il 70% fino all’esercizio 2028 e le grandi piattaforme tecnologiche continuano a investire massicciamente nell’infrastruttura necessaria per l’intelligenza artificiale.
Anche le indiscrezioni secondo cui il nuovo modello GPT-6 di OpenAI sarebbe stato addestrato utilizzando circa 100.000 sistemi Nvidia Grace Blackwell vanno nella direzione di una domanda ancora molto robusta per le soluzioni della società.
Per questo i tre ribassi consecutivi non sembrano, al momento, sufficienti per mettere in discussione la storia fondamentale di Nvidia. Sono però un promemoria importante: più il titolo cresce e più il mercato pretende risultati all’altezza delle aspettative.
Accordo con Groq finisce sotto esame: cosa sta valutando il DOJ
Sul fronte societario c’è però un elemento nuovo che merita di essere seguito. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti starebbe esaminando l’accordo tra Nvidia e Groq per verificare se la struttura dell’operazione possa avere consentito di aggirare il normale controllo antitrust.
L’intesa era stata annunciata a dicembre e ha permesso a Nvidia di ottenere diritti sulla tecnologia sviluppata da Groq, startup specializzata in chip e infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Nell’ambito dell’operazione, il CEO di Groq Jonathan Ross e il COO Sunny Madra sono entrati in Nvidia, mentre Groq ha continuato a operare come società indipendente.
È proprio questa struttura ad attirare l’attenzione dei regolatori. Alcuni legislatori statunitensi hanno successivamente descritto l’operazione come un’acquisizione di fatto, sostenendo che possa aver ridotto la concorrenza senza passare attraverso una revisione convenzionale delle fusioni.
L’indagine del DOJ rientra in un esame più ampio delle modalità con cui le grandi società tecnologiche stanno acquisendo accesso a tecnologie e talenti attraverso accordi di licensing e assunzioni. Questioni simili hanno riguardato anche altre big tech, tra cui Amazon, Microsoft e Google.
Gli interrogativi sull’accordo Nvidia-Groq sarebbero emersi già all’inizio dell’anno. Il fatto che il DOJ stia valutando l’operazione non significa comunque che ci sarà necessariamente un’azione esecutiva. L’indagine potrebbe anche concludersi senza provvedimenti.
Lato societario, quindi dal punto di vista della stessa Nvidia, la questione assume una certa rilevanza perché arriva mentre il colosso AI sta ampliando progressivamente il proprio raggio d’azione nell’ecosistema di intelligenza artificiale. Un esempio è la nuova collaborazione annunciata con Palantir, focalizzata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle catene di approvvigionamento critiche.
Il progetto combina i modelli open Nemotron di Nvidia con le piattaforme Foundry e AIP di Palantir e con il sistema Ontology della società guidata da Alex Karp. L’obiettivo è utilizzare l’AI per aumentare la visibilità sui vincoli delle supply chain e velocizzare i processi decisionali, mantenendo il controllo dei dati all’interno delle aziende che utilizzeranno il sistema.
Tirando una linea è la combinazione tra valutazioni elevate, aspettative molto alte sulla crescita e maggiore attenzione regolamentare a rendere sotto certi versi interessanti queste tre sedute negative di Nvidia. Vedremo cosa succederà nell’ultima seduta della settimana (per adesso after-hours vede un leggero ribasso ma la mattinata è ancora lunga).
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