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Un solo nuovo BTP in emissione nel quarto trimestre 2026 - RisparmiOggi.it
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Un nuovo BTP a 5 anni con scadenza 1 febbraio 2032 e ammontare minimo di 10 miliardi di euro. È questa la sola nuova emissione indicata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel programma trimestrale relativo al periodo ottobre-dicembre 2026.

Il Tesoro ha però indicato che ben quattro titoli a medio e lungo termine già negoziati sul MOT potranno essere oggetto di nuove tranche sempre nel quarto trimestre. Per finire, ma questa è la solita formula presente in questo genere di documenti, viene lasciata aperta la porta alla possibilità di intervenire su altre scadenze in funzione delle condizioni dei mercati.

Vediamo allora tutti i dettagli del nuovo programma trimestrale di emissioni BTP.

Nuovo BTP a 5 anni nel quarto trimestre 2025: le caratteristiche

Il protagonista delle nuove emissioni del quarto trimestre sarà un BTP con durata quinquennale, con scadenza fissata al primo febbraio 2032. Il MEF ha stabilito per questo titolo un ammontare minimo di 10 miliardi di euro. Si tratta della soglia che il circolante del BTP dovrà raggiungere prima che il Tesoro possa procedere alla sua sostituzione con una nuova emissione sulla stessa scadenza.

Il programma trimestrale non indica invece in questa fase cedola e rendimento, che saranno definiti in occasione dell’emissione sulla base delle condizioni di mercato e su RisparmiOggi riportati nella pagina che segue le prossime aste BTP.

Il Tesoro ha comunque precisato che, al di là dell’emissione in programma, durante il quarto trimestre, potranno essere collocati altri nuovi titoli qualora l’andamento dei mercati finanziari renda opportuno ampliare il programma. Una formula generica questa che accompagna da sempre tutti i programmi trimestrali del MEF e che, fin ad ora, non si è mai tradotta in azioni concrete. Ricordiamo che a ottobre il MEF tornerà sul mercato retail con una doppia emissione: BTP Valore e BTP Valore Insieme. Ancora meno probabile, quindi, il possibile collocamento di altri BTP di nuova emissione oltre a quinquennale.

Quali BTP potranno essere riaperti tra ottobre e dicembre?

Accanto al nuovo BTP 2032, il MEF prevede la possibilità di collocare ulteriori tranche di titoli già in corso di emissione.

Nel dettaglio, i BTP interessati sono:

  • BTP 28 agosto 2026 – 30 ottobre 2028, con cedola del 3,00%;
  • BTP 15 giugno 2026 – 15 settembre 2029, con cedola del 3,00%;
  • BTP 15 luglio 2026 – 15 settembre 2033, con cedola del 3,35%;
  • BTP 1° settembre 2026 – 1° ottobre 2036, con cedola del 4,00%.

Si tratta quindi di quattro titoli con scadenze comprese tra il 2028 e il 2036, che potranno essere utilizzati dal Tesoro per aumentare il circolante attraverso nuove tranche. La loro effettiva offerta nelle aste del quarto trimestre dipenderà dalle esigenze di finanziamento e dalle condizioni del mercato.

Il MEF può intervenire anche su BTP oltre 10 anni, CCTeu e BTP indicizzati

Il programma del quarto trimestre non si limita ai quattro BTP già individuati.

In presenza di condizioni di mercato favorevoli, il MEF potrà infatti offrire ulteriori tranche di titoli nominali in corso di emissione con scadenza superiore a 10 anni, oltre a CCTeu e titoli indicizzati all’inflazione. Questa possibilità può essere utilizzata anche per intervenire in caso di particolari condizioni sul mercato secondario e favorire un corretto funzionamento degli scambi.

Il Tesoro mantiene inoltre la facoltà di offrire tranche aggiuntive di titoli a medio e lungo termine non più in corso di emissione, sia nominali a tasso fisso, sia CCTeu a tasso variabile, sia indicizzati all’inflazione.

L’obiettivo indicato dal MEF è assicurare l’efficienza del mercato secondario.

Quanto dovrà emettere il Tesoro da ottobre a dicembre 2026

Il programma dei BTP deve essere letto anche alla luce delle esigenze di finanziamento previste per gli ultimi mesi dell’anno.

A fine agosto, il MEF aveva effettuato emissioni di titoli di Stato a medio-lungo termine per circa 261,8 miliardi di euro.

Nello stesso periodo, l’attività di funding aveva consentito di coprire il fabbisogno del Settore Statale e di rifinanziare titoli di Stato a medio-lungo termine e titoli emessi in formato non domestico per circa 196,7 miliardi di euro. Nel dato sono compresi anche circa 4,7 miliardi di euro relativi a titoli ritirati attraverso operazioni di concambio o riacquisto. Per il periodo compreso tra il 1° settembre e il 31 dicembre 2026, le scadenze di titoli di Stato a medio-lungo termine ammontano complessivamente a circa 64,4 miliardi di euro.

Considerando le disponibilità di cassa, le emissioni già realizzate e quelle programmate per settembre, il Tesoro stima per la restante parte dell’anno emissioni lorde di titoli a medio-lungo termine comprese tra 59 e 69 miliardi di euro. Al netto delle scadenze, la stima porta a emissioni nette comprese tra circa 28 e 38 miliardi di euro.

Il punto sul programma di emissione dei BTP 2026

A fine agosto il programma di emissione del debito per il 2026 risultava completato per circa il 75%.

Considerando anche le emissioni già programmate per settembre, la percentuale di avanzamento sale a circa l’83%.

Il dato permette quindi di inquadrare meglio il calendario del quarto trimestre: tra ottobre e dicembre il Tesoro dovrà completare la parte restante del programma annuale, utilizzando il nuovo BTP 2032 e le eventuali riaperture degli altri titoli previste dal documento. Sul fronte della struttura del debito, la vita media al 31 agosto 2026 era pari a 6,93 anni, al netto dei prestiti SURE/NGEU, contro i 6,92 anni registrati alla fine del 2025.

Infine, il costo medio all’emissione nei primi otto mesi del 2026 è stato del 2,94%, in aumento rispetto al 2,75% medio registrato nell’intero 2025.

Per le aste del quarto trimestre, quindi, oltre alle quantità offerte sarà soprattutto l’andamento dei rendimenti di mercato a determinare le condizioni alle quali il Tesoro collocherà i nuovi titoli e le eventuali tranche aggiuntive.

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