Cosa c’è davvero dietro il nuovo maxi buyback di Nvidia? E perché il colosso dei chip ha deciso di affiancare al riacquisto di azioni anche un dividendo molto più generoso rispetto al passato? Gli ultimi annunci del gruppo guidato da Jensen Huang hanno riacceso l’attenzione degli investitori e alimentato ancora di più l’hype sulle azioni Nvidia. Ma quali sono le dimensioni reali delle operazioni e cosa possono significare per gli azionisti e per gli investitori. Tutti aspetti che, c’è da mettersi la mano sul fuoco, saranno al centro del dibattito della financial community nel day-after dell’annuncio sul piano monstre di acquisto di azioni proprie.
Nvidia vara un buyback da record: tutte le caratteristiche
La novità che ha fatto più rumore riguarda il nuovo piano di riacquisto di azioni proprie approvato dal consiglio di amministrazione il 28 settembre 2026. Nvidia ha autorizzato 150 miliardi di dollari aggiuntivi, portando a circa 235 miliardi di dollari il valore complessivo delle autorizzazioni disponibili tra il 2026 e il 2028.
La società prevede di completare il programma entro l’anno fiscale 2028. La dimensione dell’operazione porta Nvidia ai vertici assoluti del mercato statunitense sul fronte dei buyback, superando il precedente riferimento rappresentato da Apple, che nel 2024 aveva annunciato un piano di riacquisto da 110 miliardi di dollari.
La mossa fa ancora più clamore considerando la velocità con cui Nvidia ha aumentato negli ultimi mesi le risorse destinate al riacquisto dei propri titoli. A maggio 2026 era già arrivata un’autorizzazione da 80 miliardi di dollari, mentre la quantità di capitale destinata agli azionisti è cresciuta rapidamente nell’arco di appena un anno.
Per capire la portata della strategia basta guardare alla generazione di cassa del gruppo. Nvidia sta sfruttando la forte espansione del business legato all’intelligenza artificiale per sostenere contemporaneamente gli investimenti e una politica sempre più ampia di restituzione del capitale.
Il ceo Jensen Huang ha collegato direttamente il nuovo buyback alla capacità del gruppo di generare liquidità. Il manager ha sottolineato che questa disponibilità finanziaria consente a Nvidia di continuare a investire nelle tecnologie legate all’AI e, nello stesso tempo, di restituire capitale agli azionisti.
Ricordiamo che attraverso il riacquisto di azioni proprie, Nvidia può ridurre il numero di titoli in circolazione. A parità di utile, questo può quindi avere effetti sull’utile per azione (EPS).
Dividendo Nvidia: la cedola aumenta di 25 volte
Sul fronte della remunerazione degli azionisti c’è poi il dividendo, con un cambiamento che per Nvidia è ancora più evidente rispetto alla storia passata della società. A maggio 2026 il gruppo aveva infatti annunciato l’aumento della cedola trimestrale da 0,01 a 0,25 dollari per azione. In termini annualizzati significa 1 dollaro per azione, contro appena 0,04 dollari sulla base del precedente importo trimestrale.
E adesso con l’annuncio sul buyback, il colosso dell’AI ha confermato anche la distribuzione della cedola da 0,25 dollari nel secondo trimestre fiscale 2027. Il pagamento è stato programmato per il primo ottobre 2026 agli azionisti registrati alla data del 10 settembre.
Con la nuova cedola, l’impegno distributivo annuo viene indicato in circa 25 miliardi di dollari. Un monte-dividendi porta Nvidia su un livello che nulla ha a che fare con la prudenza rispetto al passato avvicinandola alla fascia delle grandi società statunitensi che restituiscono ingenti quantità di capitale ai soci attraverso i dividendi.
Su questo punto c’è però una distinzione importante da fare. Il maxi aumento della cedola non significa automaticamente che Nvidia sia già diventata una società di dividend growth. Il dividendo esiste dal 2013, ma per gran parte della sua storia l’importo è rimasto molto basso. Per essere considerata una vera società a crescita dei dividendi, molte strategie e indici richiedono infatti una serie di aumenti consecutivi distribuiti su diversi anni. Detto questo, il cambio di passo del 2026 resta comunque evidente e si inserisce in una tendenza più ampia che sta interessando il settore tecnologico. Negli ultimi anni anche altre big tech come Meta e Alphabet hanno iniziato a distribuire dividendi, mentre Microsoft e Apple vantano da tempo una politica di crescita della cedola.
Nel caso Nvidia, buyback da record e dividendo in rialzo raccontano quindi una stessa dinamica: il gruppo dispone oggi di una capacità finanziaria sufficiente per sostenere contemporaneamente la crescita e una maggiore restituzione di capitale agli azionisti.
Azioni Nvidia in rialzo del 21% da inizio anno
Il mercato ha accolto le ultime novità su piano di riacquisto di azioni proprio e cedola accompagnando Nvidia con un nuovo rialzo. Nella seduta di ieri, 28 settembre 2026, le azioni Nvidia hanno chiuso a 228 dollari circa, con una progressione dell’1,6%. Il movimento ha portato il bilancio del titolo al +3,6% su base mensile, mentre la performance da inizio anno è salita a oltre il 21%.
I numeri fotografano quindi un titolo che continua a muoversi su livelli molto elevati e che, accanto alle prospettive legate all’intelligenza artificiale, può ora contare anche su una politica di remunerazione degli azionisti decisamente più pesante rispetto al passato.
Per Nvidia il maxi buyback e l’aumento del dividendo rappresentano così un nuovo capitolo della storia finanziaria del gruppo. La dimensione delle autorizzazioni e la crescita della cedola mostrano quanto sia cambiata la capacità di generare e distribuire cassa del colosso dei chip.
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