Da ieri su forum e gruppi social bazzicati da investitori non si parla d’altro che della multa inflitta a Trade Republic dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). La notizia, molto battuta anche dei top media del segmento finance, non può non generare qualche preoccupazione anche se, inquadrandolo nella sua giusta dimensione (praticamente riguarda aspetti molto specifici legati alla comunicazione commerciale della carta di pagamento e del programma Saveback) viene subito ridimensionata alla sua reale portata anche perchè non coinvolge la solidità della banca né i rendimenti attualmente riconosciuti sulla liquidità depositata (il famoso 3% di interessi di Trade Republic). Tuttavia essendo la sanzione comminata dall’Antitrust robusta (2,5 milioni di euro fanno sempre impressione) vale comunque la pena accendere un faro.
Vediamo allora subito cosa è questa multa a Trade Republic di cui non si fa altro che parlare (nella corretta dimensione).
Perché l’Antitrust ha multato Trade Republic
La contestazione dell’AGCM riguarda principalmente la campagna pubblicitaria con lo slogan “L’1% fa la differenza”, utilizzata per promuovere la carta di pagamento associata al programma Saveback.
Secondo l’Autorità, le informazioni fornite agli utenti non sarebbero state sufficientemente chiare nel descrivere il funzionamento effettivo dell’iniziativa. Il rischio evidenziato dall’Antitrust è che molti consumatori potessero interpretare il Saveback come un tradizionale sistema di cashback, ovvero un meccanismo che restituisce direttamente sul conto una parte delle somme spese con la carta (per intendersi come quello riconosciuto per sei mesi da BBVA).
In realtà il programma Saveback funziona in modo diverso. L’importo maturato non viene accreditato come rimborso in denaro disponibile immediatamente sul conto corrente, ma viene destinato a un investimento all’interno di un piano di accumulo, a condizione che il cliente soddisfi determinati requisiti.
Proprio questa differenza, secondo l’AGCM, non sarebbe stata comunicata con sufficiente evidenza durante la fase promozionale.
Come funziona realmente il programma Saveback
Il cuore della contestazione riguarda quindi il funzionamento concreto del Saveback. Quando un cliente effettua acquisti con la carta Trade Republic, può accumulare una percentuale delle spese effettuate. Tuttavia il beneficio non assume la forma di un rimborso diretto.
Le somme maturate vengono infatti investite automaticamente nell’attività finanziaria scelta dall’utente e solo se quest’ultimo aderisce preventivamente a un piano di accumulo. Per attivare il programma è necessario impostare un investimento ricorrente di almeno 50 euro al mese.
Non solo. Per continuare a beneficiare del Saveback nel tempo, il cliente deve mantenere attivo il piano di accumulo e rispettare i requisiti minimi di investimento previsti dalla piattaforma. Se tali condizioni non vengono soddisfatte, le ricompense accumulate possono decadere e non essere investite.
Esistono inoltre limiti massimi mensili alle somme riconosciute attraverso il programma, un elemento che secondo l’Autorità avrebbe dovuto essere comunicato in modo ancora più trasparente agli utenti (ad ogni modo sul sito Trade Republic c’è molta più chiarezza su questo punto).
La multa non riguarda il 3% riconosciuto sulla liquidità
Uno degli aspetti che sta generando maggiore confusione tra gli investitori riguarda il collegamento tra la sanzione e il recente interesse del 3% annuo lordo che Trade Republic riconosce sulla liquidità non investita presente sul conto.
È importante chiarire che le due questioni non hanno alcun legame.
La multa dell’Antitrust riguarda esclusivamente le modalità di promozione della carta di pagamento e del programma Saveback. Non coinvolge né il conto titoli né il meccanismo attraverso cui la banca remunera la liquidità dei clienti.
Il tasso del 3% continua quindi a essere una caratteristica separata dell’offerta commerciale della piattaforma e non è oggetto del provvedimento adottato dall’AGCM. Gli investitori che utilizzano Trade Republic per ottenere una remunerazione sulla liquidità non sono proprio interessati dalle contestazioni formulate dall’Autorità in relazione al Saveback.
Cosa cambia ora per i clienti e per chi sta valutando Trade Republic
Dal punto di vista pratico, la sanzione non modifica il funzionamento dei servizi già utilizzati dai clienti. Il provvedimento punta soprattutto a garantire una comunicazione più chiara e trasparente sulle caratteristiche del programma Saveback e sui requisiti necessari per accedere ai benefici promessi.
Per gli investitori, la vicenda rappresenta soprattutto un promemoria sull’importanza di leggere attentamente le condizioni economiche e operative dei prodotti finanziari e dei programmi promozionali offerti dalle piattaforme digitali.
La questione sollevata dall’Antitrust non riguarda infatti la sicurezza dei depositi, la capacità operativa della banca o la possibilità di investire tramite la piattaforma. Il nodo centrale è la distinzione tra un tradizionale cashback, immediatamente disponibile come rimborso in denaro, e un meccanismo che invece richiede l’adesione a un piano di investimento e il rispetto di specifiche condizioni operative.
Per questo motivo, chi è già cliente di Trade Republic o sta valutando di diventarlo dovrebbe considerare la multa come un tema di trasparenza commerciale e assolutamente non come un segnale di criticità sul conto remunerato o sui servizi di investimento offerti dalla banca tedesca.
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