Dopo la pausa degli stacchi di agosto, settembre 2026 riporta i dividendi al centro delle dinamiche di Borsa Italiana. Il calendario del mese coinvolge due big del Ftse Mib come Eni e STM, oltre a società come Piaggio, Espe, Sesa e B.F. In tutto sei cedole da staccare per riprendere il ritmo dopo il fisiologico rallentamento estivo.
Insomma per chi investe con una strategia orientata al reddito passivo, settembre offre quindi diverse occasioni. Come sempre, oltre all’ammontare della cedola, è utile guardare anche al rendimento del dividendo rispetto al prezzo dell’azione che stacca, in modo tale da poter così capire quanto pesa effettivamente il provento sul capitale investito.
Indice
Dividendi Borsa Italiana settembre 2026: il calendario degli stacchi
Il calendario dei dividendi di Borsa Italiana relativo a settembre 2026 si concentra soprattutto nella seconda metà del mese. Nelle prime due settimane, infatti, non ci saranno appuntamenti con la remunerazione degli azionisti.
| Società | Dividendo | Data stacco | Data pagamento |
|---|---|---|---|
| Espe | 0,30€ (ordinario) | 14 settembre | 16 settembre |
| Eni | 0,27€ (trimestrale) | 21 settembre | 23 settembre |
| STM | 0,09$ (trimestrale) | 21 settembre | 23 settembre |
| Piaggio | 0,057€ (acconto) | 21 settembre | 23 settembre |
| Sesa | 1,33€ (ordinario) | 21 settembre | 22 settembre |
| B.F. | 0,038€ (seconda tranche) | 28 settembre | 30 settembre |
Per gli investitori, dunque, il 21 settembre sarà la giornata più importante del mese, con lo stacco contemporaneo dei dividendi di Eni, STM, Piaggio e Sesa. Da evidenziare che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare alla luce della periodicità, è vero che i dividendi di settembre delle big saranno singole tranche, tuttavia non mancheranno quotate alle prese con lo stacco della cedola ordinaria (Espe e Sesa).
Dividendo Eni settembre 2026: 0,27 euro per azione
Tra i protagonisti del mese c’è Eni, che a valere sull’esercizio 2026 (giornalisticamente parliamo quindi di dividendo Eni 2027) ha previsto un dividendo complessivo annuale di 1,10 euro per azione, con un incremento del 5% rispetto a quello a valere sui conti 2025.
La distribuzione è articolata in quattro tranche: 0,27 euro a settembre, 0,27 euro a novembre, 0,28 euro a marzo 2027 e 0,28 euro a maggio 2027.
Il primo appuntamento è stato fissato per lunedì 21 settembre 2026, mentre il pagamento arriverà il 23 settembre.
Con il titolo Eni che ha chiuso la seduta del 3 settembre a 23,86 euro, il rendimento lordo del dividendo di settembre può essere calcolato rapportando i 0,27 euro al prezzo dell’azione:
0,27 / 23,86 × 100 = circa 1,13%
Si tratta quindi di un rendimento lordo di circa 1,13% per la singola rata di settembre. Considerando invece l’intero dividendo annuale di 1,10 euro, il rendimento teorico sul prezzo di 23,86 euro salirebbe a circa 4,61%.
Dividendo STM: a settembre altri 0,09 dollari
Anche STM sarà protagonista dello stacco del 21 settembre.
Per il 2026 la società ha previsto una distribuzione complessiva di 0,36 dollari per azione, suddivisa in quattro rate trimestrali da 0,09 dollari. La seconda rata dell’anno sarà quindi staccata il 21 settembre e pagata dal 23 settembre.
Il calcolo del rendimento richiede in questo caso una precisazione: il dividendo è espresso in dollari, mentre il prezzo dell’azione indicato è in euro. Al cambio del momento dello stacco, quindi, il rendimento effettivo in euro potrà variare.
Prendendo come riferimento il prezzo di chiusura del 3 settembre, pari a 44,13 euro, i 0,09 dollari rappresentano comunque una cedola trimestrale di importo contenuto rispetto alla quotazione del titolo. Considerando, per semplicità, un cambio vicino alla parità, il rendimento della singola rata si colloca attorno allo 0,20% lordo.
Sul totale annuale di 0,36 dollari, sempre assumendo un cambio vicino alla parità, il rendimento teorico sarebbe invece nell’ordine dello 0,82%.
Piaggio: il 21 settembre arriva l’acconto da 0,057 euro
Il terzo nome da monitorare è Piaggio (Euronext Milan).
Il consiglio di amministrazione della quotata di Pontedera a deliberato un acconto sul dividendo 2027, relativo quindi all’esercizio 2026, pari a 0,057 euro per azione.
Anche in questo caso la data di stacco è quella del 21 settembre 2026, mentre il pagamento è previsto dal 23 settembre.
Con le azioni Piaggio che hanno chiuso la seduta del 3 settembre a 1,98 euro, il rendimento lordo dell’acconto può essere calcolato in modo semplice:
0,057 / 1,98 × 100 = circa 2,88%
Tra i principali dividendi di settembre considerati in questa analisi, Piaggio presenta quindi il rendimento percentuale più elevato sulla singola distribuzione, pur trattandosi di un acconto e non del dividendo complessivo dell’esercizio.
Gli altri dividendi di settembre di Borsa Italiana: Espe, Sesa e B.F.
Il calendario dividendi di settembre 2026 non si limita alle tre quotate più conosciute.
Espe ha annunciato un dividendo di 0,30 euro per azione, con stacco il 14 settembre e pagamento dal 16 settembre.
Il 21 settembre sarà invece la volta di Sesa, che distribuirà un dividendo di 1,33 euro per azione, con pagamento previsto dal 22 settembre.
Infine, B.F. (Bonifiche Ferraresi) distribuirà la seconda tranche del dividendo complessivo di 0,076 euro per azione. La rata di settembre sarà pari a 0,038 euro, con stacco il 28 settembre e pagamento dal 30 settembre.
Queste società ampliano quindi le opportunità disponibili nel mese, anche se importo del dividendo e rendimento devono essere sempre valutati in relazione al prezzo dell’azione.
Come fare per incassare i dividendi di settembre 2026
Per ricevere i dividendi di settembre non è necessario mantenere le azioni per un lungo periodo. La regola fondamentale riguarda la data di stacco.
Per avere diritto alla cedola bisogna essere azionisti alla chiusura della seduta precedente allo stacco. In pratica, se una società stacca il dividendo lunedì 21 settembre, l’ultima giornata utile per acquistare le azioni e maturare il diritto è venerdì 18 settembre.
Comprare il titolo direttamente il 21 settembre non consente invece di ricevere quella distribuzione.
Questo significa anche che non basta guardare la data di pagamento: il diritto al dividendo viene determinato dalla posizione dell’investitore alla data di stacco.
Cosa succede al prezzo dell’azione nel giorno dello stacco
C’è infine un elemento che gli investitori devono considerare quando valutano una strategia basata sui dividendi.
Nel giorno dello stacco, il prezzo dell’azione viene rettificato tenendo conto dell’importo del dividendo distribuito. Per questo motivo, incassare un dividendo non equivale automaticamente a realizzare un rendimento netto positivo: occorre considerare anche l’andamento della quotazione, oltre alla fiscalità applicabile.
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