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Sei nuovi certificati bonus cap da Vontobel - RisparmiOggi.it

Vontobel ha portato sul SeDeX di Borsa Italiana una nuova emissione di sei Bonus Cap Certificates costruiti su altrettanti titoli azionari europei (tra cui, come vedremo, alcuni italiani). La caratteristica che distingue questa serie dai tradizionali Bonus Cap è soprattutto la posizione della barriera: non è collocata sotto il livello iniziale del sottostante, ma al 125% del fixing iniziale.

La struttura è stata pensata per investitori che guardano a società che hanno attraversato una fase di forte debolezza e che, nell’arco di un orizzonte di quattro anni, potrebbero recuperare parte del terreno perso. Il rendimento potenziale è quindi legato non tanto alla prosecuzione di un rialzo già in corso, quanto alla capacità del titolo di raggiungere una precisa soglia di recupero entro la scadenza.

Quali sono i sei nuovi Bonus Cap Vontobel

I certificati hanno tutti scadenza 24 luglio 2030 e sono costruiti con un valore iniziale che coincide con il prezzo del relativo sottostante. Questa impostazione consente di leggere in modo particolarmente intuitivo la distanza tra il titolo e la barriera.

La nuova emissione comprende:

ISINsottostantefixing inizialebarrieraimporto bonus/cap
DE000BD1ZJ14Stellantis5,003 €6,254 €10,006 €
DE000BD1Z521Novo Nordisk320,28 DKK400,35 DKK605,34 DKK
DE000BD10S69Kering238,08 €297,60 €449,97 €
DE000BD10KZ7EssilorLuxottica162,55 €203,19 €292,59 €
DE000BD1Z547Amplifon10,935 €13,669 €20,995 €
DE000BD102K8DiaSorin67,20 €84,00 €130,37 €

Il primo aspetto da sottolineare è quindi la diversa combinazione tra livello iniziale, barriera e importo massimo di rimborso. Nonostante la struttura sia la stessa, il potenziale rendimento cambia sensibilmente da un certificato all’altro.

Come funziona la barriera al 125%

Il meccanismo è abbastanza diverso da quello che normalmente si associa a un Bonus Cap.

In un Bonus Cap tradizionale la barriera viene generalmente posizionata al di sotto del prezzo iniziale e serve a proteggere il rimborso finché il sottostante non scende oltre una determinata soglia. In questa nuova serie Vontobel, invece, la barriera è fissata 25% sopra il fixing iniziale.

La barriera rappresenta quindi un vero e proprio obiettivo di recupero.

Per esempio, nel caso di Stellantis il fixing iniziale è pari a 5,003 euro e la barriera si trova a 6,254 euro. Per ottenere l’importo Bonus alla scadenza, il sottostante deve quindi trovarsi almeno a quel livello, corrispondente a un recupero del 25% rispetto al fixing.

La particolarità è che la valutazione decisiva viene effettuata alla scadenza. Non conta quindi soltanto il percorso seguito dall’azione nei quattro anni di vita del certificato: ciò che determina il rimborso è il livello del sottostante alla data finale.

Cosa succede a scadenza

Il funzionamento può essere ricondotto a due scenari.

Se alla scadenza il sottostante è pari o superiore alla barriera, il certificato rimborsa l’Importo Bonus, che coincide anche con il livello massimo riconoscibile dal prodotto. In questo caso l’investitore beneficia quindi del rendimento previsto dalla struttura senza partecipare a eventuali ulteriori rialzi dell’azione oltre il Cap.

Se invece alla scadenza il sottostante è inferiore alla barriera, non viene riconosciuto l’Importo Bonus. Il rimborso viene calcolato sulla base della performance effettivamente registrata dal sottostante rispetto al fixing iniziale.

Questo secondo scenario è particolarmente importante perché chiarisce la natura del prodotto: la barriera al 125% non rappresenta una protezione contro i ribassi. Se il titolo non riesce a raggiungere il livello richiesto entro la scadenza, l’investitore resta esposto alla performance negativa del sottostante.

In altre parole, se un’azione partita da 100 si trova a 80 alla scadenza e non ha raggiunto la barriera fissata a 125, il rimborso rifletterà la perdita del sottostante. Il certificato non trasforma quindi automaticamente un investimento azionario in un’operazione protetta.

L’esempio Stellantis mostra il potenziale della struttura

Il caso di Stellantis permette di comprendere immediatamente il meccanismo.

Il certificato DE000BD1ZJ14 parte da un fixing di 5,003 euro, presenta una barriera a 6,254 euro e prevede un Importo Bonus di 10,006 euro. Se alla scadenza Stellantis si trova almeno a 6,254 euro, il rimborso sarà quindi pari a 10,006 euro.

A fronte di un recupero del sottostante del 25% rispetto al livello iniziale, il certificato arriverebbe così a rimborsare circa il doppio del fixing di partenza. È proprio questa la principale asimmetria della struttura: il sottostante deve raggiungere una soglia relativamente contenuta rispetto al fixing, mentre il rimborso può essere sensibilmente superiore al valore iniziale.

Il potenziale rendimento, tuttavia, deve essere valutato insieme al rischio. Il raggiungimento della barriera non è garantito e l’investitore deve considerare anche il rischio emittente e le caratteristiche proprie dei certificati.

Quattro anni per il recupero dei sottostanti

La scadenza fissata al 24 luglio 2030 rappresenta un altro elemento centrale dell’emissione. L’orizzonte temporale di quattro anni lascia infatti ai sei titoli un periodo ampio per tentare di recuperare le quotazioni iniziali e raggiungere la barriera.

Non si tratta quindi di strumenti destinati a intercettare necessariamente un movimento rialzista immediato. La logica è piuttosto quella di puntare su un recupero nell’arco di medio-lungo periodo, accettando però il rischio che tale recupero non si materializzi.

La scelta del sottostante diventa perciò determinante. Stellantis, Novo Nordisk, Kering, EssilorLuxottica, Amplifon e DiaSorin presentano profili molto diversi per settore, volatilità e prospettive. Il fatto che la barriera sia uguale, in termini percentuali, per tutti i certificati non significa quindi che la probabilità di raggiungerla sia la stessa.

Nuovi certificati Bonus Cap Vontobel: a chi si rivolgono

Questi sei nuovi certificati emessi da Vontobel si rivolgono a chi ritiene che i vari sottostanti abbiano spazio per un recupero significativo entro il 2030, ma preferisce utilizzare una struttura con rimborso massimo predeterminato anziché acquistare direttamente l’azione.

Il vantaggio potenziale è evidente: non è necessario che il titolo realizzi un rialzo straordinario. È sufficiente arrivare alla barriera del 125% entro la scadenza per accedere all’Importo Bonus previsto dal singolo prodotto. Il rovescio della medaglia è altrettanto importante: oltre il cap non si partecipa a ulteriori rialzi del sottostante e, se la barriera non viene raggiunta alla scadenza, il rimborso torna a dipendere dalla performance effettiva dell’azione.

Prima di investire è quindi necessario confrontare il livello attuale del sottostante con il fixing iniziale, verificare la distanza dalla barriera, il rendimento potenziale rispetto al prezzo di acquisto sul mercato e il rischio associato alla mancata realizzazione dello scenario di recupero. La struttura può offrire un interessante rapporto tra obiettivo di rialzo e rimborso potenziale fermo restando il rischio di perdita del capitale.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.