buoni fruttiferi j47
Cosa sta succedendo attorno ai buoni fruttiferi J47 (www.risparmioggi.it)

Nel giro di pochi giorni, tra il 14 e il 23 luglio 2025, circa 6.500 sottoscrittori di Buoni fruttiferi postali indicizzati serie J47, emessi a marzo 2015 e rimborsati lo scorso marzo, si sono visti recapitare una raccomandata di Poste Italiane con la richiesta di restituire parte del capitale incassato. Alla radice c’è un errore di calcolo imputato a Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che ha applicato coefficienti d’indicizzazione errati. La restituzione media oscilla intorno ai 1.000 euro, ma alcuni investitori con importi più elevati devono far fronte a storni da 5–6 mila euro.

Buoni fruttiferi J47: errore tecnico e richiesta di storno, cosa è successo davvero

Quando un buono fruttifero scade, il calcolo del rimborso passa da CDP, che comunica i coefficienti a Poste Italiane. A marzo 2025, per la serie J47, CDP ha inserito valori di rivalutazione legati all’inflazione più alti di quelli corretti. Conseguenza: i risparmiatori hanno ricevuto un importo maggiorato senza averne consapevolezza, perché i dati errati comparivano anche nel simulatore ufficiale online.

Il 14 luglio Poste ha inviato la comunicazione di rettifica, fissando al 23 luglio il prelievo automatico dal conto o dal libretto di quanto “indebitamente accreditato”. La banca sostiene di agire in forza di una clausola standard che le consente di recuperare somme versate per errore, ma qui non si tratta di un bonifico sbagliato: il pagatore e il beneficiario coincidono, e lerrore è interno alla stessa filiera di calcolo.

I nodi critici per i risparmiatori

Da qui partono alcuni punti critici per i risparmiatori:

  • Preavviso minimo e liquidità già impiegata: molti investitori hanno scoperto l’errore solo dopo aver reinvestito o speso il denaro. Con un preavviso effettivo di nove giorni, chi non dispone più della cifra rischia scoperti di conto e penali.
  • Clausole contrattuali contestate: la clausola di compensazione citata nella lettera riguarda “importi indebitamente accreditati sul conto”. Nel caso dei buoni, però, l’importo deriva da un titolo esigibile a scadenza: il correntista non aveva elementi per dubitare della legittimità della somma. Per questo diverse associazioni di consumatori, tra cui Altroconsumo, sostengono che la clausola non sia applicabile e chiedono tempi di restituzione più lunghi o un piano di rientro rateale.
  • Rischio di costi indiretti: uno storno improvviso può far saltare domiciliazioni, rate di mutuo o carte revolving, generando ulteriori spese che il risparmiatore non ha causato. Chi subisse addebiti o interessi di mora può chiedere il rimborso di tali costi, documentandoli con estratti conto e quietanze.

Contenzioso buoni fruttiferi J47: chi ha ragione?

Sotto il profilo civilistico, gli artt. 2033 e 2036 c.c. disciplinano lindebito oggettivo: chi riceve un pagamento non dovuto deve restituirlo, salvo dimostri di averlo ricevuto in buona fede e di averlo inconsapevolmente consumato.

Tuttavia, la giurisprudenza è propensa a tutelare il percettore quando l’errore deriva da un calcolo tecnico sottratto al suo controllo, specie se l’ente ha potuto accorgersene con ordinaria diligenza.

In più, la direttiva europea sui servizi di pagamento (PSD2) e il Codice del Consumo impongono informazioni chiare e un tempo congruo di preavviso per rettifiche che incidono sulla disponibilità del cliente. Con una comunicazione fatta tre mesi dopo il rimborso e una settimana prima dello storno, il principio di correttezza potrebbe essere violato.

Cosa fare ora?

La prima cosa da fare ora è verificare l’importo tramite il simulatore aggiornato di CDP o con il tuo commercialista. Inoltre, conserva la raccomandata, perché servirà come prova delle tempistiche.

Quindi, invia subito un reclamo scritto a Poste e CDP chiedendo:

  • Dilazione o rateizzazione;
  • Rimborso di eventuali spese generate dallo storno;
  • Copia del dettaglio di calcolo corretto.

Inoltre, blocca spese ricorrenti sensibili se prevedi uno scoporto temporaneo oppure valuta un fido ponte concordato con la banca.

Infine, valuta l’assistenza legale o di un’associazione: un’azione collettiva, infatti, può rafforzare la richiesta di tempi più lunghi e di compensazioni.

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Questo articolo è stato redatto a solo scopo informativo e non si può considerare in alcun modo un’indicazione operativa. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità sull’utilizzo delle informazioni riportate.